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Inter, il 4-3-1-2 può essere la svolta tattica per Conte? Ecco i pro e i contro

L’Inter ha dimostrato di essere squadra in grado di costruire e far male agli avversari anche giocando a quattro dietro. Eppure il 4-3-1-2 visto a San Siro contro il Milan non è così scontato che venga riproposto da Conte. Di seguito un approfondimento tattico sul tema

RIVOLUZIONE – L’esaltazione per il 4-3-1-2 dopo la vittoria nel derby di ieri è eccessiva. Se da una parte è vero che la mossa di Antonio Conte sia stata vincente (vedi analisi tattica di Inter-Milan), dall’altra va contestualizzata. Il dominio dell’Inter era tale anche con il 3-5-2 e in undici contro undici. Poi l’uomo in meno del Milan ha permesso all’Inter di aggiungere un attaccante rivoluzionando l’assetto tattico dietro. Conte lo riproporrà dall’inizio? Analizziamo pro e contro.

PRO – La nota positiva della difesa a quattro non è tanto il poter schierare tre attaccanti bensì quella di poter utilizzare contemporaneamente due terzini di spinta. Un conto è lasciare campo aperto ad Achraf Hakimi e Aleksandar Kolarov, come ieri. Un altro conto è affidare il compito a Matteo Darmian e Alessandro Bastoni, coprendosi oltremodo. Non viene stravolto il terzetto di centrocampo ma solo raddoppiato il regista (“1” quello alto) per ottimizzare il raccordo tra i reparti. E per farlo si può rinunciare a un difensore centrale, abbassando gli esterni. Una soluzione che potrà tornare utile soprattutto in caso di indisponibilità di uno dei tre centrali titolari di Conte.

CONTRO – Lo stesso aspetto positivo, ribaltato, può essere visto sotto una lente negativa. Se l’Inter schiera gli esterni più bassi, con il 4-3-1-2 non avrà comunque altri giocatori sulle corsie laterali. Dunque più chilometri da macinare e una doppia fase da garantire con spazi differenti. Impensabile senza il lavoro extra delle mezzali. E schierare un terzino di copertura per limitare i danni farebbe crollare ogni iniziativa per discostarsi dalla difesa a tre (o a cinque). Non ci sarebbe spazio per Ivan Perisic in difesa ma tornerebbe utile (si fa per dire) Danilo D’Ambrosio. Salto di qualità? Non proprio. Ecco perché è giusto considerare la difesa a tre come riferimento per l’Inter di Conte, che a partita in corsa potrà modificare la sua formazione in base a specifici episodi.

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