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Hakimi mette a nudo la comunicazione errata intorno al mercato dell’Inter

Hakimi è destinato a lasciare l’Inter in questa sessione di mercato. Virtualmente è già stato ceduto ma per il momento è ancora un calciatore di proprietà nerazzurra. In attesa della fumata bianca “sperata”, la gestione mediatica di questa operazione fa acqua da tutte le parti

SPERARE DI VENDERE – La telenovela Achraf Hakimi (finirà in questa settimana?) dura ormai da un mese ed è utile a capire in che modo vengono trattate determinate notizie. Partiamo dall’utilizzo del verbo “sperare”. Da tempo si ascolta e si legge che l’Inter spera di ricevere una determinata cifra (80 milioni di euro?) per cedere il suo esterno destro titolare. Tradotto: l’Inter vuole – assolutamente – cedere Hakimi. Un discorso che non può reggersi in piedi, soprattutto in un mercato simile. Una decisione folle da tutti i punti di vista e raccontata nel modo meno corretto possibile. E non solo perché Hakimi calcisticamente è insostitubile, oggi.

SERVE SAPER CEDERE – L’Inter dovrebbe sperare che non arrivino offerte per il suo fortissimo numero 2. Poi, piuttosto, potrebbe doverlo cedere a cifre monstre perché serve monetizzare. Cifre – appunto – insperate, che fanno cambiare i piani. La posizione nerazzurra su Hakimi (e qualsiasi altro calciatore) è sempre stata la stessa: vendere sì, svendere no. L’arte del saper cedere è racchiusa in questo banalissimo concetto. Tutto il resto è mediatico, televisivo. Temporeggiare non significa “sperare che con il tempo arrivi un’offerta migliore”. Al più, può solo peggiorare.

PREZZO DI MERCATO – Il tempo stringe, dicono. Ma non bisogna sperare che entro il 30 giugno qualcuno venga a scipparti in casa il calciatore con maggiore potenziale in rosa. In condizioni normali, un classe ’98 come Hakimi dovrebbe avere un valore di mercato a tre cifre. Pertanto, “sperare” di cederlo per una cifra superiore ai 70 milioni – ma magari inferiore a 80 – è sbagliato. È sbagliato come concetto. Poi è palese che l’Inter abbia già deciso da tempo cosa fare. E lo stesso vale per il Paris Saint-Germain o l’acquirente di turno, che conosce la situazione.

MOTIVI DELLA CESSIONE – Tutti hanno un prezzo in questo mercato. C’è poco da inserire contropartite, negoziare, rilanciare e trattare. Basta offrire quella quantità di cash e il calciatore, che può firmare un nuovo contratto a cifre nettamente più elevate (vedi focus), va via. La cessione di Hakimi, ammesso vada in porto come narrato, non può avere aspetti positivi per l’Inter. È positivo solo per chi acquista un top player, non per chi lo (s)vende. La telenovela di mercato finirà e porterà in dote diversi (curiosi) retroscena. Nessuna festa, però. È una scelta.

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