Eriksen, quale ruolo nell’Inter? Di Canio non sbaglia ma dimentica un punto

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20 Aprile 2020, 18:16
Christian Eriksen Ludogorets-Inter
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Eriksen in Italia tiene banco anche senza giocare. Anzi, anche senza che a giocare sia qualcun altro. Il calcio è fermo causa Coronavirus ma le polemiche non si fermano. Il centrocampista danese dell’Inter viene descritto ogni giorno come un problema, senza vergogna. Anche se Di Canio prova a dare un assist “tattico” a Conte

INCOGNITA RUOLO – Nelle ultime ore, pur di parlare di calcio “giocabile”, è tornato di moda l’argomento Christian Eriksen. O meglio, il “problema Eriksen” in casa Inter. Si è passati dal quesito sul ruolo (“dove può giocare?”) a quello sulle qualità (“cosa sa fare?”). Insomma, la domanda alla fine è sempre la stessa: dove sa giocare il danese? Lo scenario è sempre il 3-5-2 di Antonio Conte, che ha già dimostrato di saper cambiare assetto tattico in base alle necessità. Da riserva di lusso di Stefano Sensi nel ruolo di mezzala sinistra a equivoco tattico, il climax di Eriksen in Italia finora è stato discendente. Sempre peggio. Ovviamente per chi ha deciso che Eriksen debba essere un problema per l’Inter. Allora andiamo per gradi, analizzando le ultime opinioni.

DI CANIO DIXIT – Tra i tanti pareri su Eriksen, quello controcorrente di Paolo Di Canio (vedi dichiarazioni) paradossalmente è il più interessante. Perché Eriksen ha specifiche qualità che l’Inter di Conte a centrocampo non ha. Non le hanno Sensi né Marcelo Brozovic, figuriamoci gli altri centrocampisti che fanno perlopiù quantità (escluso Borja Valero, ormai a fine corsa). Il punto di vista di Di Canio è corretto, perché descrive Eriksen alla stregua di un regista basso atipico. Perfetto. Se non fosse per la lontananza dalla porta avversaria. Un dettaglio non da poco, soprattutto per una squadra che da anni fatica a sbloccare e/o recuperare le partite sfruttando il colpo (geniale) del singolo. Eriksen ne è capace e lo ha già dimostrato, nonostante tutto.

JOLLY RISOLUTORE – Giocando a ridosso degli ultimi trenta metri, Eriksen non è solo in grado di effettuare l’ultimo passaggio vincente. Assist sì, ma la qualità in più che il numero 24 danese apporta al centrocampo dell’Inter è il tiro dalla (lunga) distanza. Oltre che la capacità di battere calci da fermo da tutte le posizioni, mica poco. E l’Inter di Conte, oggi, non può rinunciare a questo punto di forza. Che sia la mezzala “alta” del 3-5-2, impegnata doppiamente (costruzione e inserimento) con meno compiti difensivi proprio come Sensi fino all’infortunio, oppure il trequartista nel 3-4-1-2. Quando si tornerà in campo, Conte avrà sicuramente un Eriksen in più da utilizzare al meglio. Può giocare – e bene – in tutti i ruoli del centrocampo nerazzurro, per questo non sarà mai un problema. Anche regista “alla Di Canio”, ma magari in futuro. Prima ci delizi con qualche gol, decisivo.


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