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Dzeko sostituto ideale di Lukaku? Inter, segnale chiaro ai tifosi

L’Inter avrebbe già un accordo con Edin Dzeko per sostituire Romelu Lukaku. Un’operazione che lancia segnali chiari sui piani della dirigenza nerazzurra.

ACCORDO TOTALEIl matrimonio tra Edin Dzeko e l’Inter sembra finalmente vicino a compiersi. Dopo un lungo e timido corteggiamento, con un solo vero approccio (l’inverno scorso), ora la situazione è vicina alla conclusione. Secondo gli ultimi aggiornamenti, l’accordo tra i nerazzurri e il giocatore è totale, e anche la Roma non oppone resistenza. I dettagli sono chiari: l’Inter riconoscerà 2 milioni di euro ai giallorossi per il cartellino, e uno stipendio da 5,5 milioni netti per due anni al calciatore. Condizioni non troppo onerose, ma che lanciano un segnale chiaro sui piani della dirigenza interista.

Dzeko-Inter: operazione finanziariamente non impeccabile

FINANZE DA RIVEDERE – Ingaggiare un giocatore di 35 anni con un contratto biennale da 5,5 milioni l’anno non sembra un’operazione finanziariamente impeccabile. E i motivi sono molto semplici. In primis, l’Inter non riuscirà a realizzare nessuna plusvalenza con Dzeko, vista l’età e la fine ipotizzata del contratto. In secondo luogo, si riduce di molto l’impatto della cessione di Romelu Lukaku sul monte ingaggi, che avrebbe un calo netto di soli 2 milioni di euro. Quello del bosniaco sarebbe quindi un ingaggio che mal si sposa con la tanto decantata necessità di ridurre il valore del costo del personale in casa Inter.

OBIETTIVO IMMEDIATO – Alla luce di questa rapida analisi degli aspetti finanziari, è chiaro come l’acquisto di Dzeko per l’Inter sia una mossa che guarda al breve (se non brevissimo) termine, come dicevamo per Duvan Zapata. Il bosniaco conosce bene la Serie A, fisicamente è abbastanza integro, e in mezzo all’area produce gli stessi problemi di Lukaku sugli avversari. Pertanto la società nerazzurra lo ritiene il profilo ideale per sostituire Big Rom e puntare tranquillamente all’obiettivo minimo stagionale: la qualificazione in Champions League. Tutto ciò denota tuttavia una mancanza di programmazione: per la proprietà, e quindi per la dirigenza, l’orizzonte nerazzurro al momento si ferma al 30 giugno 2022.

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