Cambiasso-Inter, dall’Olimpo all’inferno? Rischio trauma, ma c’è soluzione

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4 febbraio 2019, 11:39
Cambiasso

L’Inter è in crisi di risultati e identità, come da tradizione negli ultimi anni e chiaramente il primo a esser messo in discussione è sempre l’allenatore. Dopo la sconfitta contro il Torino, l’eliminazione in Coppa Italia e la sconfitta casalinga contro il Bologna, Luciano Spalletti rischia grosso e inizia già a circolare il nome del possibile sostituto. Stiamo parlando di Esteban Cambiasso (QUI), sì proprio lui. Ma siamo sicuri che sia una buona idea?

NOME DIVERSO, STORIA IDENTICA – Febbraio 2019 come febbraio 2018, 2017, 2016 e così via: l’elenco delle crisi dell’Inter di inizio anno è troppo lungo, ma l’epilogo rischia di essere sempre lo stesso, anche quest’anno. La squadra nerazzurra, dopo un buon girone di andata e dopo aver chiuso il 2018 mandando segnali incoraggianti, entra nel solito vortice del girone di ritorno fatto di crisi, fisiche e mentali, e di panchine scricchiolanti. Quella di Luciano Spalletti oggi, quelle di Walter Mazzarri, Roberto Mancini, Stefano Pioli e Frank de Boer ieri. Insomma, cambia il nome ma non la storia.

ULTIMATUM – Il tecnico toscano rischia già a partire dalla prossima partita, almeno così dicono i ben informati: Suning avrebbe dunque dato l’ultimatum, decisiva sarà la partita contro il Parma di Gervinho, che solo qualche giorno fa ha duramente punito la Juventus di Cristiano Ronaldo. Circola il nome di Antonio Conte, ma è un discorso che sicuramente slitta a giugno perché l’ex Commissario Tecnico azzurro è ancora in causa con il Chelsea e inoltre non ha intenzione di saltare in sella a campionato già iniziato. Cosa fare dunque?

TRAGHETTATORE – Il termine traghettatore vi dirà sicuramente qualcosa se siete interisti, ma anche se non lo siete. Il traghettatore è colui che deve accollarsi l’arduo compito di guidare il gruppo fino al termine della stagione, un gruppo in piena crisi, allo sbando e probabilmente nemmeno così unito. Anche in questo caso circola un nome, ed è quello di Esteban Cambiasso. L’ex centrocampista dell’Inter è un allenatore con patentino ma scarsa esperienza, punto che sicuramente in questo momento non gioca a suo favore, però conosce l’Inter dall’interno avendola vissuta tanti anni, e questo certamente non può che essere un bene, ma non del tutto, non per lui e non ora.

RISCHIO TRAUMA – Vi chiederete il motivo, ed è presto detto. Cambiasso non è uno qualunque per l’Inter e per i suoi tifosi, Cambiasso è colui che con l’Inter ha vinto e per l’Inter ha lottato, più di tanti altri. Il posto di Cambiasso è l’Olimpo nerazzurro, non l’inferno attuale. Un allenatore ancora senza esperienza, per quanto possa essere bravo, non ha le armi giuste per prendere in mano l’Inter in questo preciso momento. Rischia lo schianto e rischia anche un inizio di carriera traumatico, un po’ come per Filippo Inzaghi sulla panchina del Milan. Ora non siamo in grado di dire se il Cuchu sia più bravo di Inzaghi, magari sì o magari no, ma perché metterlo in difficoltà? Perché rischiare di bruciarlo prima del tempo? L’Inter è sempre un grande onore, e certamente lo sarebbe anche per lui, ma magari non ora. La cosa migliore sarebbe metterlo al fianco di un allenatore più navigato, farlo crescere e nello stesso tempo dargli il modo di trasmettere al gruppo attuale la famosa appartenenza, caratteristica che per Giuseppe Marotta è fondamentale ma per i giocatori no, evidentemente.

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