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L’Atalanta gioca meglio e perde, allora l’Inter che vince gioca piùmmeglio

L’Atalanta da un paio di anni finisce meritatamente in prima pagina per il calcio espresso più che per i risultati ottenuti. Il lavoro e i meriti di Gasperini sono innegabili. Peccato non succeda lo stesso all’Inter di Conte, a cui in Italia non basta vincere per ottenere un minimo di rispetto a livello mediatico

BEL CALCIO – L’Italia del calcio si è risvegliata esteta nel momento esatto in cui a guidare la classifica di Serie A è uno consapevole dei riflettori che attira su di sé. «Sono antipatico perché vinco? Non è un problema mio», diceva Antonio Conte qualche anno fa. Quando poteva essere tanto antipatico quanto vincente ma anche elogiato. Adesso all’Inter non è proprio così. È ancora antipatico, continuerà a esserlo soprattutto in caso di vittoria, ma per gli elogi bisogna passare e andare avanti. Non arriveranno, perché ci sarà sempre un asterisco o un “ma…” a ridurne i meriti. In Italia funziona così. La recente polemica sulla costruzione dal basso, tradotta in “catenaccio e contropiede”, ne è la dimostrazione più eloquente. E non c’è social Conte che tenga. I video pubblicati per evidenziare il lavoro fatto sono scivolati addosso, come fossero solo una risposta alla polemica anziché una dimostrazione delle boiate dette e scritte negli ultimi mesi sul suo operato all’Inter. E sia chiaro che in precedenza Conte qualche critica se l’è meritata ma è stato bravo a cambiare tutto ciò che era in suo possesso per riprendere in mano una situazione che stava andando a picco per problemi esterni. Oggi l’Inter di Conte gioca bene e vince, ma questo dà fastidio. E darebbe meno fastidio solo se non vincesse, mica se giocasse addirittura meglio. A livello mediatico sono davvero pochi quelli che riconoscono i meriti dell’allenatore nerazzurro in questo lungo “percorso” di crescita, che vale sia per la qualità del gioco espresso sia per i risultati ottenuti in campionato. Eppure si continua a guardare inspiegabilmente il bicchiere mezzo vuoto.

TUTTO DOVUTO – I motivi per cui non ci si riesce a sforzare nello spendere belle parole per il lavoro di Conte all’Inter sono noti. Chi deve fare informazione in Italia non vuole farla e gli opinionisti scelti fanno parte di un gruppo di critici polemizzatori a chiamata. Alla frase principale viene sempre aggiunta quella ad hoc per sminuire quanto appena detto. L’Inter vince? Ovvio, ha la rosa più forte! Conte la fa vincere? Normale, guadagna più di tutti gli altri allenatori messi insieme! Le altre non vincono? L’Inter di Conte è uscita dall’Europa! E bla bla bla. C’è sempre un vantaggio anche quando si vuole evidenziare un fallimento. Guai a citare gli errori e le spese altrui. Le polemiche sui Palloni d’Oro venuti in Italia a fine carriera o quelli tornati per andare a Sanremo non sono mai davvero esistite. Quelle sono state occasioni da cogliere. E se l’Inter di Conte è prima nonostante i problemi finanziari causati dalla gestione a distanza di Suning, anziché sottolineare i meriti di un gruppo che avrebbe più di un motivo per mandare la stagione in fumo, si polemizza sugli stipendi posticipati, quasi invocando l’irregolarità della stagione. Come se allenatore e giocatori fossero tranquilli dello scenario in cui stanno lavorando. Uno scenario già stravolto dal Coronavirus e dagli stadi vuoti, tra l’altro. Ma per tanti non ha meriti Conte, semmai i meriti sono di Suning che gli ha acquistato tanti fuoriclasse per allestire una corazzata. Come se Romelu Lukaku e compagni fossero questi prima di conoscere Conte. Che li ha trasformati a uno a uno, rendendoli più concreti.

INTER PIÙMMEGLIO – Non esiste un solo motivo per sminuire il lavoro di Gian Piero Gasperini, che è un Maestro di Calcio con la M maiuscola. Ma davvero eh. Ed è il motivo per cui la sua Atalanta tra una settimana ha tutte le possibilità di sbattere fuori dalla Champions League il Real Madrid di Zinedine Zidane, che ha riservato questo trattamento proprio all’Inter di Conte (vedi focus). Glielo augura tutta Italia, giustamente. Ma se in Serie A l’Atalanta è dietro e Inter-Atalanta è terminata 1-0, un motivo ci sarà. Tredici punti non sono pochi a dodici giornate dalla fine. Da ieri sera la maggior parte degli addetti ai lavori sostiene che «l’Atalanta ha giocato meglio dell’Inter». Su quali basi? Occasioni da gol? Possesso palla? Simpatia? Nessuno dice che l’Inter abbia stradominato perché è ovvio non sia così, ma l’1-0 è frutto di un lavoro specifico, necessario per avere la meglio su una squadra forte come l’Atalanta di Gasperini. Una squadra internazionale, forse la più internazionale d’Italia. Ed è paradossale, visto che c’è chi ha fatto scappare un fenomeno come Maurizio Sarri per affidarsi all’improvvisato Andrea Pirlo dopo aver parlato – inutilmente – per un anno intero di Massimiliano Allegri. Bel calcio cosa? A certi livelli contano solo le vittorie. Lo sa Allegri, lo sa Gasperini, lo sa Sarri, lo sa Zidane e lo scoprirà presto anche Pirlo. Solo Conte si sta sforzando di raggiungere la vittoria (in Italia) senza far mancare un lavoro tecnico-tattico maniacale. L’Inter è “difensivista” anche quando gioca con il 3-3-4, figuriamoci quando difende il vantaggio con il 5-4-1. Ma l’italiano medio dribbla questi aspetti di una prestazione calcistica. Allora noi, per una volta, possiamo dribblare l’italiano. L’Atalanta è più bella perché gioca meglio, ma l’Inter gioca piùmmeglio perché segna e non subisce gol. L’Inter è piùmmeglio perché vince. È piùmmeglio perché è prima. Piùmmeglio perché le critiche dall’esterno ormai non la sfiorano più.

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