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Conte preoccupato per la sua macchina perfetta (tricolore) chiamata Inter

Conte è l’allenatore più pagato della Serie A non solo per i risultati che deve portare a casa a fine stagione ma per il lavoro fatto a 360° per arrivarci. Non a caso la sua Inter perfetta può essere fermata solo da un fattore extra-calcistico, che merita le dovute precauzioni

MACCHINA PERFETTA – Lo stop forzato di tutte le attività ad Appiano Gentile è uno dei principali “contro” del focolaio Covid-19 che ha colpito l’Inter negli ultimi giorni (vedi focus). E sia chiaro che questo focus è solo calcistico, visto che da un anno a questa parte le priorità sono altre. Ma si è deciso che lo “spettacolo” del calcio deve continuare, quindi è anche giusto guardare le cose dalla prospettiva del pallone. In casa nerazzurra Antonio Conte da circa due mesi sta lavorando su una squadra invincibile. Fermata(si) solo in Coppa Italia per un blackout ancora oggi inspiegabile. In Serie A, invece, la macchina nerazzurra è perfetta. Ed è una macchina tricolore, che tanto ha fatto polemizzare dall’esterno. Dai cinque cambi alla mancanza dell’impegno infrasettimanale in Europa, passando per la situazione finanziaria che ritarda il pagamento di rate e stipendi arretrati. Tutto questo è rimasto fuori da Appiano Gentile grazie a Conte, che adesso si vede nuovamente depotenziato come fino a Udinese-Inter (la partita della rinascita dopo l’espulsione dalla panchina…).

RIPARTENZA INTER – La preoccupazione attuale di Conte, oltre a quella di tutti che riguarda la salute dei propri calciatori e personale del gruppo-squadra positivi al Coronavirus, è legata al rallentamento di questa macchina. Una macchina che non si è mai fermata per nessuna ragione, accelerando pur di raggiungere l’obiettivo tre punti, anche quando particolarmente stremata dalle fatiche degli impegni precedenti. Ed è normale, oggi, aver paura che il lavoro perfetto fatto da Conte&Co. possa essere alterato da un nemico esterno. Del resto, è stato così anche a inizio stagione, quando l’Inter ha perso il primo Derby di Milano perché presentatasi a San Siro con la formazione titolare dimezzata dal Covid-19. Se n’è parlato poco, perché il nemico è comune e quindi bisogna accettarlo, anche se oggi non sembra più così (vedi focus). Questa è l’occasione che ha l’Inter per non sgretolarsi. Anzi, (ri)compattarsi ulteriormente a distanza prima di poter tornare a lavorare insieme ad Appiano Gentile per non perdere di vista l’obiettivo stagionale. Che non è più solo lo Scudetto, bensì lo Scudetto contro tutto e tutti.

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