Candreva: “Inter, sto bene e voglio vincere! Mi manca un anno e mezzo…”

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3 Aprile 2020, 17:48
Antonio Candreva
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Candreva è il nono calciatore dell’Inter protagonista della campagna #TogetherAsATeam, promossa dalla società nerazzurra durante lo stop dell’attività agonistica causa Coronavirus. Ecco la prima parte di quanto raccolto da Inter-News.it durante l’#AskCandreva odierno

QUARANTENA IN FAMIGLIA – Come già fatto dai suoi compagni, Antonio Candreva inizia la sua intervista dalla “nuova” quotidianità: «Io sto bene bene, grazie! Beh, è un momento delicato e particolare. Perché, comunque, quello che è successo – a tutto il nostro Paese, all’Europa e al mondo – è brutto. Quello che stiamo vivendo. Tutti ci auguriamo che finisca al più presto, ricordando che la situazione è grave. Dobbiamo ancora passare questa ondata e restare a casa, continuando a rispettare le regole. Solo così spero possa finire nel più breve tempo possibile. Sotto il punto di vista familiare invece è un momento bellissimo, perché noi facciamo un lavoro particolare, il più bello del mondo, quindi non ci possiamo lamentare rispetto a tanti tipi di lavoro in cui la gente fa dei sacrifici, che facciamo anche noi. Restare 24 ore su 24 con la nostra famiglia, con mio figlio Raul, capita un mese l’anno, in estate. Vivere la quotidianità in modo diretto, da molto vicino, durante l’anno, non è mai capitato e sono cose che fanno piacere, insomma. Come ho già detto, non capita mai di veder crescere mio figlio giorno dopo giorno, senza perdere i passaggi che fa nell’arco della giornata. Per quanto riguarda mio padre, sono sempre stato un tipo che non ha mai fatto sapere tanto della vita privata. Uno che si tiene tutto dentro, e non ama tanto la pubblicità e molte cose. Mio padre è malato da un anno di un brutto male. Sta combattendo tantissimo. Sta lottando alla grande per superarlo. Lo abbraccio e gli sono molto vicino».

ANTONIO MARITO E PADRE – Candreva continua il suo racconto con alcuni dettagli della vita in famiglia: «Ringraziamo di essere così dalla mattina alla sera, iperattivi! Non siamo persone da divano e film. A noi piace allenarci! Allegra è super sportiva, anche durante l’anno si allena faticosamente. Le piace e lo fa con il sorriso. Avere a casa una spalla atletica come lei è piacevole. In queste settimane di quarantena a casa ho scoperto Allegra palleggiatrice con qualità, così a fine allenamento cominciamo a palleggiare! Durante il giorno ci alleniamo, scherziamo e ridiamo. Facciamo fare tante cose a Raul, dalla pittura alla costruzione e i puzzle. Le giornate sono lunghe a casa, tranne quando si fa il riposino. Sul balcone può respirare un’aria diversa rispetto a quella di casa. Ogni tanto gli compriamo qualche giocattolo nuovo grazie ad Amazon, perché i bambini si stancano subito purtroppo…».

EMOZIONE E LIBERAZIONE – Si passa al calcio e, ovviamente, all’importanza dell’Inter nella vita di Candreva: «Mi manca tantissimo il calcio. La quotidianità dell’allenamento e lo stare con i compagni. Lo scherzare, la domenica, i tifosi, la partita. Perché giocare la domenica, con l’emozione che ti dà il pubblico in partita… non esistono altre emozioni! Quindi mi manca tantissimo. La cosa che mi piace di più è vincere. Tornare a casa da vincitore, magari dopo essere stato decisivo. O tornare da una trasferta dopo aver vinto. La vittoria ti fa allenare bene durante la settimana per prepararci al meglio per le partite successive, quindi dico che la cosa che mi piace di più nel calcio è la vittoria. Ho avuto tante emozioni con la maglia dell’Inter e spero di avere altre. Spero di alzare qualcosa di importante ed essere decisivo, essere partecipe di un trofeo in questo anno e mezzo che mi mancherà da giocare con questa maglia. Giocare a San Siro, sempre con lo stadio pieno di tifosi che ci hanno sempre supportato, è una cosa grandissima. Staremmo qui fino a stasera a raccontare tutte le emozioni con questa maglia. Quando fai un gol davanti al tuo pubblico come quello contro il Lecce, dopo un anno in cantina – perché era la prima giornata di campionato – beh, è stata una liberazione. Ero felice! Un’emozione unica dopo un anno di sofferenza, così ho liberato un po’ di dolore dopo quello che ho passato».

MAGLIA E ABBRACCI – Candreva ha un pensiero per tutti, a partire dai tifosi interisti: «È una bellissima cosa indossare la maglia dell’Inter e far parte di questa grandissima famiglia, di cui hanno fatto parte grandissimi campioni. Rappresentare questa maglia mi riempie di orgoglio. Sono onorato di indossarla e rispettarla ogni volta che scendo in campo. Mi sento bene, sono pieno di entusiasmo. Ho voglia di giocare ancora e mettermi ancora in gioco. Finché avrò questa voglia ed entusiasmo mi aspetto ancora tanto. Fortunatamente sto bene e sono pieno di energie. Dico ai nostri tifosi di avere pazienza, sperando che le cose per tutti si sistemino e che tutto andrà bene. E speriamo che al più presto torneremo tutti ad abbracciarci, magari non solo a un gol ma anche nella vita privata. Ne usciremo più forti di prima. Perché penso che uno, nella quotidianità, non pensa alla passeggiata nel parco, che può essere bella. Quello che facevamo prima di questa brutta cosa ci può servire da lezione, perché la quotidianità è importante. Anche fare la spesa. Cose semplici, che ci pesa fare e che tra poco possono diventare importanti e fondamentali».


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