Moriero: “Che gruppo l’Inter 1997/1998. Ronaldo a Mosca…”

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1 Maggio 2020, 18:24
Moriero Ronaldo Inter
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Francesco Moriero, ex giocatore nerazzurro, è stato protagonista di “Inter Calling” insieme a Colonnese (QUI le sue parole). Tanti gli aneddoti raccontati legati soprattutto alla stagione 1997/1998

GRUPPO – Ciccio Moriero ha sottolineato l’importanza del gruppo: «In quell’Inter c’erano dei leader come Bergomi e il Cholo, ma era una squadra guidata da un allenatore che sapeva gestire lo spogliatoio. Abbiamo sempre dato il massimo e siamo rimasti legati. Si tratta quindi di un gruppo eccezionale».

ANEDDOTI – Immancabili gli aneddoti: «Taribo era il più normale in quella squadra (ride, ndr). Ad esempio prima della partita a Piacenza mentre dormivo sentivo dei dolori incredibili al fianco. Mi sveglio e trovo Sartori che mi tira dei pugni. Era sonnambulo. Sono uscito dalla stanza gridando aiuto. In quella partita poi stavo per essere cambiato perché secondo Simoni passavo poco la palla. A centrocampo però Stroppa perde palla e capisco che quella può essere l’ultima azione. “Parto e vediamo cosa succede”. Alla fine ho scartato tutti e ho segnato».

TRASFERIMENTO – «Dovevo andare al Derby Country, ma la sera prima di partire mi chiama Galliani e accetto. Faccio tutto: visite mediche e firma, poi torno a Lecce. Mentre ero in vacanza mi chiama però Mazzola e mi dice “Ti piacerebbe venire all’Inter?” e ho detto sì. Per un mese non si è capito dove avrei giocato».

ALLENAMENTI – Moriero ha sottolineato quanto si stesse bene in quell’Inter: «In quella squadra gli allenamenti duravano 2-3 ore. Si rimaneva tutti insieme a pranzo, ma non perché obbligati ma per il gusto di stare insieme. Giocavamo spesso anche a calcio tennis. Ricordo anche che io giocavo a destra come Zanetti e allora mister Simoni gli chiese di andare a sinistra. Lui accettò e fece una grande stagione. Questo per dire che grande capitano e soprattutto la forza di quel gruppo».

GRANDI CAMPIONI – Per Moriero non c’era solo Ronaldo nell’Inter 1997/1998: «Quando giochi con grandi campioni è più facile. Ad esempio nel gol di Ronaldo nel derby, appena io prendo palla lui capisce e corre a 200 km/h perché sa già dove andrà il pallone. Non c’era però solo lui di grande giocatore. Siamo andati tutti in panchina, ma senza fiatare per il bene dell’Inter e dell’allenatore. Eravamo giocatori pensanti non come quelli di ora che gli devi dire tutti i movimenti. Nessuno in 20 anni di carriera mi ha detto di fare la diagonale. Moratti era il nostro punto di riferimento. Veniva sempre prima delle partite, ma mai prima dei derby».

COPPA UEFA – Moriero ha chiuso parlando della Coppa Uefa vinta: «Il ritorno contro lo Strasburgo è stata una partita storica. Erano tutti marcati a uomo. Ronaldo aveva anche sbagliato un rigore, ma poi si è inventao quella punizione. Abbiamo fatto una rimonta incredibile con un gran gol di Simeone a quattro minuti dalla fine. Quella è l’Inter. Noi siamo orgogliosi di far parte di questa famiglia. A Mosca faceva troppo freddo. Il riscaldamento è durato 3 minuti, poi qualcuno ha bevuto anche qualche goccio di vodka per riscaldarsi. Ronaldo nel prepartita andò da Simoni e gli disse: “Stai tranquillo che ti faccio vincere io, ma mi devi fare una promessa”. Si fece poi regalare un cane».

 


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