Milan-Inter, Maldini: “Derby sempre un grande emozione. I più intensi…”

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19 settembre 2019, 12:20
Paolo Maldini

Paolo Maldini, direttore tecnico ed ex storico capitano rossonero, ha parlato del derby Milan-Inter, quarta giornata del campionato di Serie A, in programma sabato sera a San Siro

DERBY MILAN-INTER – Queste le parole di Paolo Maldini, direttore tecnico ed ex storico capitano rossonero, pronunciate in un video pubblicato dal Milan sul derby Milan-Inter, quarta giornata del campionato di Serie A: «È sempre una grande emozione, ma devo dire che grazie a Dio l’importanza di questo derby non è superiore a quella che è poi dopo non è superiore a quella che l’importanza di vincere qualcosa nella stagione. In altre città il derby è ancora più importante perché le due squadre non sono mai arrivate ad obiettivi ancora più alti rispetto a una partita singola».

DERBY DA GIOCATORE«Ne ho giocati tanti, credo 50 e qualcosa (adesso non mi ricordo esattamente la cifra). Sono stati tutti un po’ diversi. I primi giocati forse non al 100% anche perché la tensione a 16, 17, 18 anni è difficile da gestire e comunque più difficile rispetto a quelli ho giocato a 35 o 36 anni, però in tutti questi derby ci sono state emozioni varie. Forse quelli più emozionanti in assoluto sono stati quelli di Champions League. Andare a vincere in una semifinale giocata in sei giorni a distanza tra l’andata e il ritorno, qualificarsi per la finale e poi vincere la Champions League, alla fine è il risultato finale che conta quindi probabilmente quelli sono stati quelli più intensi».

TIFOSI DEL MILAN«Si sente sempre, diciamo, il calore di una tifoseria anche se esigente come quella del Milan ma grazie a Dio ho vissuto buona parte dei miei anni lottando per vincere qualcosa e di conseguenza il tifo è sempre stato una parte importante delle nostre vittorie. Mi ricordo che nei primi anni ’90 addirittura 71mila-72mila abbonati, quindi eravamo veramente abituati ad avere lo stadio sempre pieno».

GESTI SCARAMANTICI«Vedevo gli altri che li facevano e dicevo: “Magari porta bene”, poi ho visto che ho vinto, perso o pareggiato facendo sempre le stesse cose e allora ho detto: “Non conviene”. Conviene concentrarsi su quello che succederà in campo e poi ho fatto così per il resto della mia carriera. Erano più cose, secondo me, legate al calcio degli anni ’80».

DERBY DA DIRIGENTE«La differenza è enorme, non c’è praticamente la partita. Tu non giochi la partita, magari non ti prepari 10-15 giorni per giocarla, in questo caso ti prepari per vederla. A livello di stress è molto più impattante la partita vista che la partita giocata. La partita giocata ti fa anche un attimino sfogare quelli che sono i tuoi istinti, le tue paure e le tue preoccupazioni. Quella vista sinceramente no».

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