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Gravina: «Sosta per le nazionali devastante per la Serie A! Con la riforma…»

Gravina commenta la polemica relativa alla sosta per le nazionali, che condiziona i calendari nazionali e non solo. Il Presidente della FIGC, intervenuto come ospite a “Radio Anch’io Sport” sulle frequenze di Rai Radio 1, spiega anche qual è il progetto per rendere più competitivo e sostenibile l’intero sistema calcio italiano

PROBLEMA SOSTA – Il Presidente Gabriele Gravina è preoccupato per il calendario “obbligato” dalle nazionali: «Purtroppo aver saltato alcuni appuntamenti nel marzo di quest’anno per definire il calendario di qualificazione ai Mondiali ha generato uno slittamento. La FIFA ha individuato nei mesi di settembre e ottobre una finestra aggiuntiva. Sono due giorni in più che purtroppo hanno un impatto devastante sui nostri campionati e tornei nazionali, ma anche qualche riflesso negativo lo ha sulle competizioni internazionali. C’è un po’ di confusione in questo momento, si percepisce. E anche a ragione da parte dei club. Ci saranno situazioni particolarmente contraddittorie, perché avremo dei giocatori che rientreranno addirittura nella notte di venerdì alla vigilia di gare molto importanti. La Spagna ha addirittura voluto incidere in maniera più decisa con alcune azioni legali presso il TAS di Losanna, che ha respinto il ricorso avanzato da Javier Tebas, presidente della Liga spagnola. Ho visto che Tebas sta cercando di porre rimedio ipotizzando addirittura il rinvio di uno-due giornate di campionato. Il valore della competizione sportiva a mio avviso sicuramente ne risentirà. Questa finestra in più sta generando qualche disagio e sicuramente tensione. Quello che sta avvenendo in questo periodo richiede una riflessione più approfondita, soprattutto per alcune società (tra cui l’Inter, ndr). Per quanto riguarda il rientro di calciatori da Paesi a rischio, con tanto di rischio quarantena, prima di partite importantissime al rientro dei nazionali. Questo genererà qualche problema. Purtroppo il TAS di Losanna ha dato ragione alla FIFA, obbligando i club a lasciare i propri calciatori alle nazionali. Questo richiederà a brevissimo una riflessione generale sia con la FIFA sia con la UEFA».

Gravina e la nuova Serie A (anche con meno stelle)

ADDIO CAMPIONI – Gravina viene interpellato sull’addio alla Serie A di Cristiano Ronaldo e Romelu Lukaku: «Qualche campione va via, ci dobbiamo preoccupare? Il modello Nazionale sta dando dei segnali differenti, rispetto al recente passato. Il calcio è un gioco di squadra. Più dei singoli, la capacità di alcuni tecnici si esalta di più rispetto al passato. La Nazionale è un modello, non formato da tantissimi campioni ma una squadra di campioni sotto il profilo tecnico, del gioco e della capacità di stare insieme. Questo crede stia emergendo anche nelle squadre di campionato».

In arrivo la nuova Serie A (e non solo)

RIFORMA CALCISTICA – Infine, Gravina dettaglia la proposta per rinnovare il calcio italiano: «Quando si parla di riforma dei campionati, si pensa solo alla Lega Pro e alla riduzione di quelle squadre. Il calcio italiano ha bisogno di una riforma strutturale. Ma non dobbiamo solo riferirci ai campionati. Dobbiamo parlare di riforma di sistema, di rivoluzione culturale. Quindi la riforma deve riguardare la Serie A, la Serie B, la Lega Pro, i Dilettanti. Deve riguardare il sistema. E su questo ci stiamo lavorando. Vi garantisco che c’è un progetto pronto. Se la nostra classa dirigente, ovvero il mio Consiglio Federale, sarà in grado di assumersi responsabilità con decisioni convinte, bene. Altrimenti toccherà alle società, convocate da me, portare avanti una riforma non più procrastinabile. Stiamo cercando di dare sostenibilità e stabilità al sistema. Richiede molto tempo in termini di analisi. Dobbiamo agire subito sulla riforma dei campionati professionistici con un format più sostenibile a livello sportivo ed economico. Dobbiamo favorire investimenti virtuosi a lungo termine, a cominciare dalle infrastrutture sportive. Stiamo valutando l’inserimento graduale di nuovi requisiti per accompagnare il calcio professionistico verso la definizione di un modello di business sempre più sostenibile e competitivo. Ma abbiamo bisogno di un intervento mirato per garantire la continuità aziendale». Queste le dichiarazioni di Gravina nel corso di “Radio Anch’io Sport” su Rai Radio 1.

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