Criscitiello: “Serie A a 22? Follia! Servono i play-off, UEFA capisca”

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16 Marzo 2020, 07:32
Michele Criscitiello
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Criscitiello è contro l’allargamento della Serie A a ventidue squadre, una delle idee ipotizzate per sistemare le cose. Il giornalista, nel suo editoriale per il sito “TuttoMercatoWeb”, lancia l’idea play-off e un appello all’UEFA.

FINIRE, SI SPERA – “FIGC e Lega Serie A, in silenzio e senza fare baldoria, sono allineate e stanno cercando una soluzione per salvare il campionato. La soluzione più ovvia è quella che stiamo proponendo da qualche settimana: rinvio immediato degli Europei. Salviamo i campionati e, se possibile, anche Champions League ed Europa League. Giocare l’Europeo quest’anno o il prossimo ce ne frega meno di zero. Gli italiani sono tifosi delle proprie squadre, poi ben venga tifare l’Italia ma come non l’abbiamo tifata al Mondiale perché eravamo scarsi, possiamo aspettare dodici mesi per disputare un Europeo. La UEFA si metta in testa che tutto, da questa maledetta annata, non potrà avere. Passiamo ai fatti e alle cose concrete. Molti Presidenti, quelli delle zone basse della classifica, spingono per una Serie A con ventidue club per la stagione 2020-2021. Follia! Se c’è la possibilità di giocare a maggio e giugno bisogna farlo, seppur cambiando in corso qualche regola. Ma rovinare anche il prossimo campionato dopo che già questo è stato rovinato, non per colpa di qualcuno, sarebbe una doppia follia. Chi deve retrocedere retroceda e ce ne faremo una ragione se a vincere lo scudetto ci sarà più equilibrio con un play-off e con il rischio di non vedere trionfare la più forte”.

COME DIVIDERE? – “Ma chi è la più forte? Se fossimo agli anni scorsi, allora, diremmo che sarebbe una farsa fare i play-off con una Juventus nettamente più forte delle altre. Vedi il Liverpool, quest’anno, in Premier League. Ma siccome Juventus, Inter e Lazio sono tutte sullo stesso piano mai, come questa stagione, il play-off sarebbe giusto. Anche il play-off per la zona Europa e i play-out per non retrocedere. Certamente va trovata una soluzione giusta, dando comunque valore alla classifica attuale. Certamente la SPAL, per intenderci, non può avere le stesse possibilità di salvezza di una Sampdoria o di un Torino. Fermare qui il campionato non sarebbe corretto e neanche possibile perché non tutte le squadre hanno disputato lo stesso numero di gare. Se tutto dovesse andare bene, si potrebbe tornare in campo il 2 maggio. Allenamenti ad aprile e campionato a maggio e giugno”.

UN PROBLEMA – “Oltre il 30 giugno non si può andare. Scadenze dei contratti di calciatori e allenatori, scadono le garanzie e anche le assicurazioni. Se vogliamo chiudere anche la Champions League e l’Europa League, mettiamoci in testa che non possiamo giocare tredici giornate (per alcuni) e dodici per tutti gli altri. Sono troppe. Serve un mini campionato dando molta valenza alla classifica attuale. Servono i play-off e i play-out. Quelle a centroclassifica non avranno nulla da chiedere anche se il campionato finisse oggi. Con tutto il rispetto di Parma, Sassuolo, Bologna, Cagliari e Fiorentina finire ora o finire a giugno non avrebbe senso. Zero”.

Fonte: TuttoMercatoWeb.com – Michele Criscitiello


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