Mondo Inter

Cauet: «Conte preso per lo scudetto. Può aprire qualcosa di grandioso»

Benoit Cauet, ex centrocampista dell’Inter, esulta per lo scudetto vinto dalla squadra di Antonio Conte e guarda al futuro. Ecco le sue parole ai microfoni di “TMW Radio”.

OBIETTIVOBenoit Cauet vede la mano di Antonio Conte sul diciannovesimo scudetto dell’Inter. Ecco le parole dell’ex centrocampista (149 presenze, 9 gol e una Coppa UEFA in nerazzurro): «Bisogna partire da quando è arrivato Conte: il primo anno è stato molto positivo, dopo i due di Luciano Spalletti. Con un allenatore di questo tipo, con la volontà e la rabbia stavano facendo bene, ma l’allenatore per primo voleva di più, l’Inter l’ha preso per questo. Il primo ha gettato comunque le basi per lo scudetto, creando il gruppo che poi ha aggiustato nel modo giusto per aumentare la qualità. Questo spirito si è visto nell’arco di questo campionato, sommando anche tutte le difficoltà. Nei momenti più difficili, l’Inter ha sempre avuto questo spirito».

VITTORIA – Cauet allontana poi chi critica il gioco dell’Inter: «Chi vince ha sempre ragione? Nel calcio la vittoria è tutto e non è mai scontata, nello sport è l’eccezione vincere. Vincere uno scudetto rimanendo sempre in testa non è facile. Questa squadra è costruita per giocare a memoria e ha capacità individuali di altissimo livello. Hanno la fortuna di avere due campioni assoluti in attacco e un gioco costruito per loro».

VETTA EUROPA – Cauet stigmatizza inoltre chi vede questa Inter come una squadra con problemi in Europa: «La Champions League è particolare, bisogna guardare anche la rosa. Hai creato lo spirito vincente e un gruppo fatto anche da giovani italiani, questo fa piacere. Ma al di là di nome e storia, se prendi i singoli quante partite avevano giocato in Champions? Già lo scorso anno hanno fatto qualcosa di straordinario arrivando in fondo all’Europa League. Ora possono solo che crescere, ma non è che se ti chiami Inter vinci in automatico».

QUALITÀ – Cauet esalta poi Christian Eriksen, grande protagonista della seconda metà di stagione: «A un certo punto il rapporto sembrava chiuso, basta rileggere cosa disse in nazionale. A volte però ci vuole tempo per capire chi sei: se non molli mai in un giorno o l’altro sarai ripagato. Credo all’inizio abbia avuto tante difficoltà con lingua, le sue qualità tecniche non si discutono ma magari in quanto a carattere faticava. Il tempo penso sia servito a società e allenatore a modellarlo. Le cose sono cambiate, ed Eriksen ha conquistato la fiducia del suo allenatore. Non mi stupisce che Conte abbia voluto mettere i migliori possibili: ci ha portato anche lui».

SIMBOLI – Nel cercare i protagonisti di questo scudetto, Cauet non può infine esimersi dallo scegliere i due attaccanti. Le sue parole: «I simboli di questo scudetto? Romelu Lukaku con Lautaro Martinez sono sicuramente gli emblemi di questa squadra. Quest’anno hanno fatto cose straordinarie insieme: credo che il merito, al di là di tutto, sia della società. C’è un lavoro di programmazione che va avanti da 4-5 anni, e non solo sui giocatori ma anche per la società, guardate per esempio la scelta di Giuseppe Marotta. Poi oggi mettiamo davanti l’allenatore perché guardi l’Inter e vedi tutto il suo spirito. Sono tutti affamati, gli somigliano: guardo Nicolò Barella e vedo Conte, guardo Alessandro Bastoni e vedo Paolo Vanoli e Cristian Stellini nello staff. È uno scudetto importantissimo, che può aprire a qualcosa di grandioso. Godersi questo momento è la cosa migliore, la vittoria è sempre difficile da raggiungere».

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