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Inzaghi: «Brozovic? Penso rinnovi! Domani giochiamo, Lukaku non parlo»

Inzaghi ha appena concluso la prima conferenza del 2022 (vedi articolo). Alla vigilia di Bologna-Inter il tecnico conferma che la partita si giocherà, nonostante i vari positivi, e anticipa che per lui Brozovic rinnoverà il contratto.

CONFERENZA INZAGHI – Questa la conferenza stampa di Simone Inzaghi alla vigilia di Bologna-Inter.

Che partita si aspetta?

Senz’altro sarà una sfida complicata, non semplice. Affrontiamo una squadra che nell’ultima partita dell’anno ha vinto meritatamente 0-3 col Sassuolo, su un campo che abbiamo visto anche noi tutt’altro che semplice. Sappiamo il valore dell’avversario, conosco molto bene l’allenatore che è molto preparato e dà una grandissima organizzazione alle sue squadre. Dovremo fare una gara molto importante.

Come ha ritrovato la squadra al rientro? Quanto è preoccupato che l’emergenza arrivi alla vigilia di un gennaio e febbraio particolarmente complicato per il calendario dell’Inter?

Io penso che sia un clima di incertezza che chiaramente non fa bene al calcio. È difficile preparare le partite, però sappiamo che domani dobbiamo andare a Bologna: abbiamo tre positivi, il Bologna ne ha otto. Poi ci sono le autorità che decidono, chiaramente sia io sia Mihajlovic sappiamo che fino al fischio d’inizio dobbiamo essere pronti per qualsiasi cosa, con cambi di uomini e strategie. È una cosa che in questi ultimi due anni c’è capitata spesso, però non fa bene al calcio: non puoi preparare le partite come sempre, però penso che sia una cosa che coinvolge tutte le squadre. Come c’è stato detto per la Supercoppa Italiana ci sono le autorità che decidono: nessun problema, giocheremo le partite di volta in volta.

Mancheranno Dzeko e Calhanoglu, Inzaghi ha già deciso chi li sostituirà?

È normale che un’idea in testa ce l’ho, però me la porto fino all’ultimo con me. Abbiamo i tre positivi al COVID-19, abbiamo la squalifica di Calhanoglu, ho la fortuna di avere altri giocatori a disposizione. Domani mattina parlerò coi ragazzi e deciderò all’ultimo la formazione, non la sanno neanche loro.

C’è il rischio di autocelebrarsi per l’ultimo periodo positivo?

Io penso che, come ho già detto, dev’essere uno stimolo. Abbiamo vinto il titolo d’inverno, che non conta, però ci fa piacere essere in testa. Abbiamo visto in questi mesi che ci sono stati degli avvicendamenti in testa alla classifica, sappiamo che siamo primi e tutti gli avversari ci affronteranno nel modo migliore per cercare di crearci delle problematiche.

Che idea si è fatto Inzaghi delle parole di Lukaku?

Per quanto riguarda la vicenda Lukaku non mi va di parlarne, perché è una cosa che non conosco e non è di mia competenza. Posso dire poco, io posso solo dire che Lukaku è un grandissimo giocatore che qui all’Inter ha fatto due anni straordinari. Con me è stato dieci giorni e li ha fatti nel migliore dei modi, adesso gioca in un’altra squadra e può essere molto utile. Stiamo parlando di un top player, che sposta gli equilibri di ogni squadra.

C’è il rischio che si sia fermato il momento buono?

Il mio auspicio e il mio augurio è di ritrovare la squadra come l’abbiamo lasciata alla vigilia di Natale. Veniamo da un’ottima striscia però siamo coscienti che affrontiamo una squadra in salute. Dopo le prime due-tre sedute, fatte individuali perché ci sono stati problemi di COVID-19, i ragazzi hanno lavorato nel migliore dei modi. Sappiamo che andremo ad affrontare una squadra insidiosa con giocatori di qualità.

Dopo la fine del girone d’andata l’Inter si sente contenta? Inzaghi ha chiesto qualcosa per il mercato di gennaio?

Io penso che il ruolo di favorito due mesi fa qualcuno non lo diceva più, adesso lo stanno dicendo di nuovo. A me non crea nessun problema essere in testa alla classifica, anzi dev’essere uno stimolo. Per il mercato aspettiamo, anche con la Supercoppa Italiana e l’arrivo del nostro presidente a Milano. Ho la fortuna di avere Ausilio, Marotta e Baccin che lavorano in un’unica direzione. Stiamo guardando, ora siamo concentrati a queste tre partite in rapida successione: Bologna, Lazio e Juventus.

A dicembre è stato eletto come allenatore del mese. Con chi del suo staff voleva condividere questo riconoscimento?

Io penso che facciano piacere i riconoscimenti personali. Vuol dire che io e il mio staff stiamo lavorando bene, però io penso che in tutti questi anni coi grandi e la Primavera gli obiettivi migliori siano quelli collettivi, alzare qualche trofeo. È una cosa che mi è riuscita in passato, la voglio anche qua ed è per questo che lavoriamo ogni giorno con l’idea di arrivare a quello.

Quando non c’era Calhanoglu ha sempre giocato Dimarco, per avere uno specialista nei calci da fermo. Si confermerà la tradizione?

Questa è una cosa che ho letto e sentito. Indipendentemente dai calci piazzati se gioca Dimarco o Calhanoglu gioca perché lo merita. Se dovesse calciare Dimarco penso che li batterà lui, altrimenti abbiamo Brozovic, Sanchez e altri specialisti che possono calciare le palle inattive senza nessun problema.

Nessuno all’inizio dell’anno, visto cosa tutto era successo, diceva più che l’Inter era favorita, adesso gli allenatori avversari lo dicono tutti. Secondo Inzaghi vogliono mettere pressione oppure ci credono veramente? Brozovic rinnoverà?

Per quanto riguarda Brozovic l’ho già ribadito più di una volta: secondo me è molto contento, è un giocatore importantissimo in questa squadra e penso che rinnoverà questo contratto. Poi ci sono Marotta e Ausilio, che seguono tutti i giorni le trattative mentre io guardo il campo. Per quanto riguarda quello che dicono i colleghi mi fa piacere e non mi mette nessuna pressione. Io so che sono in una società forte, con dei tifosi straordinari e dei grandissimi giocatori. Abbiamo avuto qualche problema iniziale e perso qualche punto, ma dal 23 agosto l’Inter gioca con grande continuità. Si è fatto un gran girone d’andata ma adesso si riparte, poi vedremo chi sarà stato il più bravo da qui alla fine.

Inzaghi era più convinto di vincere lo scudetto quando era a un punto dalla Juventus con la Lazio o adesso con l’Inter da campione d’inverno?

Ho visto in tutti questi anni che alleno che di sicurezze ce ne sono poche. Sono molto soddisfatto di quello che sto facendo coi miei collaboratori e di quello che fa la squadra, ma coi pronostici non sono mai stato bravissimo. Dobbiamo continuare a lavorare in questo modo, però sappiamo che un girone non conta: abbiamo visto che negli anni scorsi chi era davanti non lo è stato alla fine e come è cambiata in questi due mesi la classifica. Dobbiamo essere pronti ad affrontare qualsiasi avversario, già da domani a Bologna.

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