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Bayern Monaco-Inter (2-0): Inzaghi schiera l’Inter quasi B ma senza fare test

Bayern Monaco-Inter chiude l’avventura internazionale nerazzurra di questo 2022. La qualificazione già ottenuta con una giornata di anticipo convince Inzaghi a schierare un undici abbastanza rimaneggiato rispetto alla formazione-tipo. La prestazione dell’Inter non offre grandi spunti. Di seguito l’analisi tattica di Bayern Monaco-Inter in Champions League

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare il Bayern Monaco in Champions League: 24 Onana; 36 Darmian, 6 de Vrij, 15 Acerbi; 12 Bellanova, 23 Barella, 14 Asllani, 5 Gagliardini, 8 Gosens; 10 Lautaro Martinez ©, 11 J. Correa.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Bayern Monaco-Inter

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 10′ l’arbitro nega un rigore all’Inter per fallo di mano di Mané sul tiro di Barella dopo il consulto del VAR. Poi, al 32′ Pavard colpisce di testa su corner di Kimmich piazzando la palla alle spalle di Onana ma è incomprensibile come sia Lautaro Martinez a marcare – senza sucesso – il difensore francese (1-0). Nel secondo tempo, al 47′ Acerbi è in fuorigioco quando segna impattando di testa la punizione di Asllani ma il pareggio viene annullato immediatamente. Poi, al 63′ Choupo-Moting in acrobazia supera Onana ma è abbondantemente in fuorigioco. Al 72′, invece, lo stesso Choupo-Moting distrugge la porta nerazzurra con una conclusione di destro su cui Onana non riesce nemmeno ad arrivare (2-0).

SOSTITUZIONI – Al 60′, sul risultato di 1-0, triplo cambio iniziale per Inzaghi: fuori Barella, Gagliardini e Lautaro Martinez, dentro Calhanoglu, Mkhitaryan e Dzeko. Cambiano gli interni ai lati di Asllani e la prima punta supportata da Correa. Infine, all’77′ ecco il doppio cambio finale dell’Inter: fuori de Vrij e Correa, dentro Skriniar e Valentin Carboni. Lo slovacco agisce da terzo sinistro facendo scalare Acerbi in mezzo, mentre l’argentino si posiziona alla destra di Dzeko.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

FLOP – Un passaggio a vuoto ci sta dopo le ultime prestazioni al top: Lautaro Martinez (vedi pagelle di Bayern Monaco-Inter). Ci si aspettava tanto per via della fascia di capitano in realtà è già tanto se gioca, vista la diffida. Sbaglia un gol già fatto e ne fa subire uno in cui la sua marcatura a uomo non dovrebbe neanche esistere. Nessun dramma, sia chiaro. Resta solo un po’ di amaro in bocca per un finale di 2022 internazionale che poteva essere migliore. Molle.

Post-Game Analysis: considerazioni finali su Bayern Monaco-Inter

COMMENTO – L’Inter non fa brutte figure a Monaco di Baviera ma nemmeno impressione. Gli errori vengono pagati cari. Dal possibile 0-1 all’1-0 cambia tutto e non solo per Lautaro Martinez. L’illusione dell’1-1 si trasforma in 2-0. E il gol della bandiera che varrebbe il 2-1 non arriva. La squadra di Inzaghi limita l’esuberanza tedesca ma non copre benissimo il campo. Nelle sfide individuali qualcosa non funziona, basti pensare a de Vrij con Choupo-Moting. Se Inzaghi cercava qualche risposta, l’ha ottenuta: le riserve non sono all’altezza dei titolari. E l’Inter non può fare a meno delle sue stelle. A partire da Calhanoglu, che nell’ultimo periodo fa girare la squadra da solo. Con il rientro di Brozovic sarà interessante vedere cosa succederà in mezzo al campo: l’Inter oggi non sa giocare diversamente. E l’Inter quasi in versione B forse nemmeno ci prova.

OSSERVAZIONE – L’occasione è buona per fare qualche test. Inzaghi non la pensa così e l’unico test consiste nel lanciare dal 1′ alcune riserve. Asllani in regia con la coppia Bellanova-Gosens sulle fasce, per intenderci. Perfino la scelta di Darmian terzo in difesa è figlia dell’emergenza (D’Ambrosio infortunato e Skriniar in panchina, ndr) e non di alcuni ragionamenti. Alla fine ne esce la solita Inter ma senza idee né voglia di strafare. Un’Inter senza Skriniar e Bastoni dietro, Dumfries e Dimarco sulle fasce, ma soprattutto senza Calhanoglu e Mkhitaryan in mezzo. E senza Dzeko in attacco. Poca roba. Dal 3-5-2 inzaghiano non si scappa: Inzaghi non valuta altre idee, nemmeno quando potrebbe farlo perché non serve vincere. Ora testa alla Juventus, però.

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