Lecce-Inter dà una conferma: a specchio si soffre, Conte ora deve lavorarci

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20 Gennaio 2020, 08:55
Antonio Conte Inter Antonio Conte
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Lecce-Inter ha confermato un problema degli uomii di Conte ad affrontare gli avversari che si schierano a specchio per contrastare il 3-5-2.

IDENTITA’ CHIARA – Dall’inizio del campionato in corso l’Inter di Conte ha dimostrato un’identità tattica ben precisa, cui il tecnico tiene molto. Tanto che non ci rinuncia sostanzialmente mai. Questo può essere un punto di forza, ma ha una conseguenza immediata: tutti sanno come gioca la squadra, soprattutto a livello di modulo. Il 3-5-2 è una costante della stagione nerazzurra, e questo ha portato a vedere diverse volte un accorgimento specifico da parte degli avversari.

AVVERSARIO A SPECCHIO – Il primo esempio è arrivato subito alla seconda giornata. Maran, uno che è famoso per il 4-3-1-2, ha schierato il suo Cagliari con un 3-5-2, rimasto un unicum stagionale. A specchio, come si dice, per giocare sugli stessi binari del 3-5-2 nerazzurro. Una scelta netta, che ha portato a una partita difficile, di lotta, dura, con sofferenza sulle ripartenze, che l’Inter ha risolto con dei colpi individuali. Questa è stata la prima volta che Conte si è trovato contro una squadra impostata in questo modo. Ma non l’ultima. Giusto per fare un altro esempio molto chiaro, a Brescia l’Inter ha trovato gli uomini di Corini schierati con un 3-5-2 per la prima volta. Per il resto il modulo delle rondinelle ha quasi sempre visto una difesa a quattro. Risultato? Una partita brutta, sporca, dura, con sofferenza sulle ripartenze, che l’Inter ha risolto con una perla di Lukaku. Arriviamo all’attualità. Cos’è successo in Lecce-Inter? Liverani per la prima volta in stagione ha abiurato il suo 4-3-1-2 per scegliere il 3-5-2. Niente palleggio, niente gioco cucito a centrocampo. Difesa bassa e ripartenze. Come è stata la partita non c’è nemmeno bisogno di specificarlo.

NESSUNA SOLUZIONE – L’Inter di Conte insomma si è trovata spesso ad affrontare questa situazione tattica. Difese basse, area e zona centrale del campo intasata, coi nerazzurri costretti a giocare per i cross, ma anche a correre dietro agli avversari che in ripartenza trovavano spazi. Ma non si sono mai viste soluzioni particolarmente studiate. Lo spartito è rimasto sempre lo stesso e infatti l’andamento delle gare sostanzialmente si può sovrapporre. La differenza la danno i colpi individuali, che però sono estemporanei. Forse arrivati alla prima giornata di ritorno pensare a una soluzione specifica contro il 3-5-2 a specchio è una necessità.


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