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Inter, promossi e bocciati della parte pre-Mondiale: 2 sotto le aspettative

L’Inter ha chiuso la prima parte di stagione, vale a dire quella pre-Mondiale, con 30 punti in campionato (-11 dal Napoli capolista) e una qualificazione sorprendente agli ottavi di Champions League. I problemi di inizio stagione sono stati superati, anche se non del tutto. Molti hanno reso sotto le aspettative mentre altri hanno stupito

PARTENZA ZOPPICANTE – L’Inter di Simone Inzaghi è distante undici punti dalla vetta e momentaneamente fuori dalla zona Champions League poiché a pari punti con la Lazio (30), avanti per lo scontro diretto. Diciamo che ora come ora lo scudetto appare quasi un obiettivo impossibile mentre un posto in Europa è fattibile, a patto che non si sbagli troppo. L’Inter ha decisamente fatto troppi errori a inizio campionato con quattro sanguinose sconfitte nelle prime otto giornate, più quella con la Juventus giunta al tredicesimo turno (con tanto di sorpasso).

SVOLTA – È ovvio che qualcosa non abbia funzionato ed è semplice dire la fase difensiva abbinata a un centrocampo poco disposto a fare filtro. Dopo la sfida con il Barcellona c’è stata la svolta con l’intuizione di Hakan Calhanoglu in regia, la scelta definitiva di André Onana in porta e i difensori che piano piano sono entrati in forma. Ma non è ancora tutto risolto perché l’Inter vince di più e segna molto ma continua ad incassare troppi gol, mettendo costantemente a rischio il risultato contro le squadre da metà classifica in su.

Inter, qualche problemino ancora da risolvere: chi sono promossi e bocciati pre-Mondiale?

Da quali giocatori dell’Inter ci si aspetta di più alla ripresa e chi invece si è dimostrato un’arma quasi inaspettata? Iniziamo da chi ha reso sotto le aspettative: sicuramente i nomi che spiccano maggiormente sono quelli di Stefan de Vrij e Milan Skriniar. L’olandese si sta facendo insidiare da Francesco Acerbi mentre lo slovacco ha il posto assicurato ma non è lucido e reattivo come dovrebbe e come ci ha abituato. Anche Marcelo Brozovic ha avuto un inizio in sordina, poi si è infortunato e dunque ogni giudizio va necessariamente rinviato. Stesso discorso vale per Romelu Lukaku.

Federico Dimarco è invece il primo nome sulla lista di chi ha sorpreso. L’esterno italiano inizialmente si divideva tra due ruoli, poi Inzaghi lo ha eletto senza dubbio alcuno erede di Ivan Perisic, con buona pace di Robin Gosens che a gennaio potrebbe decidere di salutare (vedi articolo). Segue Hakan Calhanoglu, appunto come dicevamo sopra l’intuizione di Inzaghi per rimediare all’assenza di Brozovic (QUI le dichiarazioni del turco). Intuizione vincente e che ha portato punti, gol e assist. Il terzo nome è quello di Edin Dzeko, non perché sorprenda il suo rendimento quanto per il fatto che non doveva rappresentare la prima scelta. E invece non solo è titolare indiscusso insieme a Lautaro Martinez, ma anche trascinatore e leader.

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