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Dumfries, il limite è il fattore umorale. Ci vuole fiducia e continuità

Dumfries è finito nell’occhio del ciclone dopo l’errore in Inter-Juventus. Il ragazzo ha però grandi potenzialità e bisogna dargli fiducia 

NO HAKIMI MA…

La partita tra Inter-Juventus verrà ricordata probabilmente per l’errore ingiustificabile di Denzel Dumfries. L’entrata in ritardo su Alex Sandro ha concesso il pareggio ai bianconeri, con il rigore trasformato da Paulo Dybala al 89′. L’accaduto di domenica sera ha scatenato tutta una serie di critiche nei confronti del laterale olandese con le tantissime vedove di Achraf Hakimi immediatamente fuoriuscite a gran voce. Salvate il soldato Dumfries vien da dire, per storpiare uno dei più grandi capolavori del genio di Steven Spielberg. Come detto e ripetuto più volte in estate, sicuramente Dumfries non è e non sarà mai Hakimi. Non avrà mai la tecnica e la qualità in corsa del laterale marocchino (nessuno al mondo ce l’ha) ma ciò non significa che Dumfries sia un giocatore di scarso livello e soprattutto non da Inter. E una partita (seppur importantissima) non può limitare il giudizio nei confronti di un giocatore.

FIDUCIA

La continuità non è stato il marchio di fabbrica di Dumfries in questo primo scorcio di stagione. L’olandese ha alternato partite veramente ottime contro Bologna e Fiorentina ad altre negative. L’ambientamento in quel di Milano non è cosa facile per nessuno (vedi Christian Eriksen) ma le qualità del ragazzo sono indiscutibili. Il nazionale olandese fa della corsa e della dinamicità offensiva le sue armi migliori. Devastante la sua prestazione contro la squadra di Sinisa Mihajlovic con il povero Hickey che lo ha visto praticamente solo di spalle, così come l’ingresso in campo a Firenze nella partita immediatamente successiva. Dumfries ha dimostrato di essere un giocatore molto umorale, che se trova continuità di prestazioni allora è praticamente implacabile ma in caso di partita negativa, si materializza l’effetto perfettamente inverso.

CONTINUITÀ

Al momento Simone Inzaghi non gli ha mai concesso la titolarità per due gare consecutive, indipendentemente dalla prestazione offerta. Occorre dunque dare più fiducia al ragazzo e lavorare costantemente sulla sua testa. Ciò che blocca la crescita di Dumfries è proprio questo fattore umorale piuttosto delicato che può essere risolto soltanto dando continuità e minutaggio alle sue gambe. Gli errori aiutano a crescere un giocatore e Dumfries ha tutte le carte in regola per poterlo fare. L’olandese non sarà Hakimi ma sicuramente non fa nemmeno parte della schiera di svariati e mediocri terzini passati all’Inter negli anni (Dodo, Santon, Alvaro Pereira, Jonathan, Dalbert).

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