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Conte, la polemica sulla difesa possibile solo in assenza di analisi

Antonio Conte viene accusato di essere difensivista e di puntare troppo sul contropiede. Accuse legittimate solo dall’assenza di analisi.

SUPERFICIALITÀAntonio Conte è tutto difesa e contropiede, per citare una delle più celebri battute di Robert De Niro. Con l’Inter sta guidando la Serie A a ritmo di baricentro basso e ripartenze brucianti, sfruttando alla grande due punti di forza. In primis la seconda miglior difesa del campionato (25 gol), e poi Romelu Lukaku, che squarcia le difese come un running back. Ma tutto ciò non solo dimostra una superficiale capacità di analisi da parte dell’osservatore. Bensì, finisce anche per svilire l’ottimo lavoro che il tecnico sta facendo a livello tattico.

ANALISI INVISIBILI – Del resto, sarebbe anche inutile per Conte arrabbiarsi troppo per i mancati riconoscimenti. Il calcio è materia popolare, e come tale si espone più facilmente di altre all’analisi della massa. Uno studio al quale pochi sono disposti a dedicare il giusto tempo e la giusta dose di approfondimento. E in questo statistiche e tabellini non aiutano. Non sono sufficienti i dati di possesso palla, tiri in porta o tiri subiti a giudicare l’approccio tattico dell’Inter. Così come non bastano nemmeno le cosiddette statistiche avanzate, come gli expected goals, sia all’attivo sia al passivo. Ossia quel dato che analizza le aspettative di gol fatti o subiti, prendendo in considerazione il singolo contesto di ogni tiro. Un dato dove l’Inter è pesantemente in positivo, per inciso: sono infatti 63 i gol fatti (a fronte dei 55 attesi) e 25 quelli subiti (due in meno di quelli attesi, fonte Understat).

AVANTI TUTTA – Nemmeno le statistiche avanzate possono infatti dimostrare quanto l’Inter, anche contro l’Atalanta, abbia difeso più gli spazi che la porta di Samir Handanovic. E neanche nei report della Lega Serie A è possibile leggere lo straordinario lavoro difensivo di Lautaro Martinez. Pertanto Conte non deve struggersi più di tanto: il pubblico è parco di complimenti quando non riesce a superare una prima analisi elementare. Come si suol dire, “chi vince festeggia, chi perde spiega”, ed è chiaro dove debba schierarsi il tecnico dell’Inter.

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