Vanheusden logora chi non ce l’ha. E l’Inter lo sta perfino “svalutando”

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15 giugno 2019, 21:03
Zinho Vanheusden Standard Liegi

Vanheusden chi? Vi sarà capitato di sentire in giro questa domanda o – quantomeno – di leggerla sul web, perché nella polemica sguazza sempre chi non ha contenuti. Perché non c’è molto da polemizzare sul miglior classe ’99 nel suo ruolo dopo il fenomeno de Ligt e l’Inter sa bene ciò che fa

POLEMICA VANHEUSDEN – Una delle mode italiane da non esportare all’estero riguarda il commentare qualcosa che non si sa. Nel mondo del calcio questo lo fanno i tifosi – ed è considerato “normale” -, peggio è quando lo fanno i giornalisti o altri addetti ai lavori. In questi ultimi giorni, tra i vari argomenti di dibattito pubblico, uno tra i più caldi è senza dubbio quello legato alla possibile cessione a titolo definitivo di Zinho Vanheusden allo Standard Liegi, squadra che l’ha cresciuto e poi ripreso per fargli completare sia la riabilitazione sia soprattutto la riatletizzazione dopo il brutto infortunio al legamento crociato che l’ha bloccato a settembre 2017. L’Inter potrebbe incassare fino a 20 milioni di euro dalla partenza di Vanheusden, fresca plusvalenza per le casse nerazzurre, ma mantenendo il diritto di riacquisto con un’idea: appena è pronto per il definitivo salto di qualità, Vanheusden guiderà la difesa dell’Inter, che nel giro di un paio di anni necessiterà di un profilo simile per svecchiare il reparto (e sarebbe stato importante farlo crescere con Diego Godin a fargli da chioccia). Perché già oggi, infortuni permettendo, Vanheusden vale più della cifra ipotizzata.

PREZZI DI MERCATO – Escludendo la pluri-inflazionata nidiata francese – Boubacar Kamara (Olympique Marsiglia), Ibrahima Konaté (RB Lipsia), Evan N’Dicka (Eintracht Francoforte), Malang Sarr (Nizza), Jean-Clair Todibo (Barcellona) e Dan-Axel Zagadou (Borussia Dortmund) – che fa mercato a sé per questioni più legate alla situazione interna che al resto, a livello internazionale Vanheusden rappresenta il miglior profilo di centrale difensivo della classe ’99, quella guidata in maniera assolutamente priva di competizione dall’olandese Matthijs de Ligt (Ajax), che vale almeno il doppio, forse il triplo, rispetto al “secondo” di questa lista. Per fare un paragone su scala nazionale, il miglior prospetto italiano è Alessandro Bastoni (scuola Atalanta in prestito al Parma, ma di ritorno all’Inter con la possibilità di rimanere o andare in prestito a Cagliari), valutato 30 milioni dai nerazzurri. Il prezzo di mercato più coerente per Vanheusden è identico a quello di Bastoni e non di più solo per via dello stop forzato avuto, perché il livello è anche superiore.

UN PO’ COME PIQUÉ – Il discorso da fare in questi casi non è tanto sul valore di mercato odierno, quanto su quello in prospettiva. Vanheusden è il miglior asset possibile nel suo ruolo, quello che anni fa fu Gerard Piqué per il Barcellona: andato al Manchester United per maturare e rientrato alla base dopo un quadriennio fatto più di speranze che di presenze, per poi vincere tutto con il Barça e la Nazionale Spagnola. Oggi Vanheusden è l’erede calcistico più credibile di Piqué, infortuni permettendo, perché abbina caratteristiche uniche nel ruolo di centrale difensivo: imposta l’azione con qualità da regista, forte nel gioco aereo (e quindi anche in zona gol), nell’anticipo e nel guidare sia la linea difensiva a tre sia quella a quattro. Chi ce l’ha se lo tiene stretto. Oppure fa in modo che possa tornare alla base più forte di prima, anche dovendo pagare un “costo di formazione” alla società che si assume il rischio di acquistarne il cartellino lasciando il diritto di riacquisto, in questo caso lo Standard Liegi. Si legge troppo astio e fastidio in giro: perché l’Inter punta su Vanheusden e la cosa logora chi nel proprio settore giovanile non ha un talento simile.

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