Lautaro Martinez non è un altro Gabigol: l’Inter sfrutti la nuova risorsa

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11 febbraio 2019, 18:20
Lautaro Martinez

Il subentro di Lautaro Martinez a Parma è stato decisivo per l’Inter, che ha ritrovato la vittoria in Serie A dopo quarantadue giorni. L’attaccante argentino, al netto di alcuni errori davanti alla porta, sta dimostrando di avere qualità da tenere in grande considerazione e sarebbe auspicabile un utilizzo maggiore.

UOMO GOL – Delle ultime tre vittorie dell’Inter in Serie A due sono state decise quasi allo scadere da Lautaro Martinez: il Toro ha segnato al 91′ contro il Napoli il 26 dicembre e al 79′ sabato scorso col Parma, in entrambi i casi pochi minuti dopo essere entrato in campo e sbloccando il risultato. L’argentino è, dell’intera rosa, quello che ha la migliore media gol in confronto al minutaggio (vedi articolo): segna una volta ogni 129′, contando tutte le competizioni, e tutte le cinque volte che è finito nel tabellino dei marcatori (col Benevento in Coppa Italia ha fatto doppietta) i nerazzurri hanno vinto. Numeri piuttosto interessanti per un ragazzo classe 1997 comunque catapultato da una dimensione (e da un ritmo di gioco) nettamente diversa come quella del calcio sudamericano, e argentino in particolare, che a metà stagione ormai superata è il secondo miglior marcatore dell’Inter dietro Mauro Icardi. In campionato Lautaro Martinez fin qui ha segnato di più rispetto ad attaccanti molto più quotati di lui, per i quali settimanalmente si parla di valutazioni a nove cifre pur avendo un rendimento realizzativo non certo da capocannoniere: e sì che non è nemmeno un titolare fisso, anzi.

ALTI E BASSI – Certo, è innegabile che la prima stagione all’Inter di Lautaro Martinez non sia del tutto positiva: preso un anno fa, con l’aiuto di Diego Milito che al Racing Club è dirigente, l’argentino ha fatto bene nelle amichevoli prestagione ma al debutto ufficiale ha steccato, come tutti i compagni, nel naufragio di Reggio Emilia col Sassuolo. Questo ha fatto sì che Luciano Spalletti facesse un passo indietro dalla gara seguente, utilizzando sempre e solo un modulo a una punta (fatta eccezione per le recenti sfide con Benevento e Torino) e dando a Lautaro Martinez le briciole, non potendo levare il posto a capitan Icardi se non negli anticipi prima della Champions League. È complicato per chiunque dimostrare il proprio valore esclusivamente in pochi spezzoni di partita, spesso in neanche dieci minuti, e Lautaro Martinez non può essere l’eccezione alla regola anche se in alcune circostanze, l’ultima in ordine cronologico sabato, proprio avendo così poco tempo a disposizione è riuscito a lasciare il segno (e in tal senso è stato bravo a capire di dover sfruttare ogni momento, a differenza del padre che ha sbottato su Twitter dopo il Tottenham). Gli errori, seppur gravi, contro PSV Eindhoven, Lazio e Bologna sono per certi versi fisiologici e inevitabili per un giocatore al primo anno in Europa: ne farà altri, si spera stavolta senza ripercussioni sul risultato, ma nel complesso è più importante sottolineare quando ha cambiato la partita in positivo e come può essere utilizzato al meglio.

NUOVA RISORSA – Il gol al Tardini ha dimostrato in maniera evidente una situazione nuova per l’Inter del recente periodo: la presenza di quattro giocatori nei venti metri finali, cosa pressoché mai successa finché Lautaro Martinez non è entrato in campo. Con l’argentino c’erano anche Icardi, il cui movimento a portare via un difensore è stato l’unica cosa azzeccata di una partita da dimenticare, Radja Nainggolan che ha fornito l’assist e Ivan Perisic sulla sinistra: in una squadra che – Benevento a parte – non segna più di un gol a partita dallo scorso 2 dicembre con la Roma, e che generalmente non arriva quasi mai al tiro da fuori area (appena reti su quarantacinque totali non realizzate nei sedici metri finali), ecco che dare più spazio a Lautaro Martinez e aggiungere un altro attaccante fisso non è certo un’idea sbagliata. Spalletti dovrà capire come, perché non va certo mandato allo sbaraglio come nelle già citate esperienze precedenti, e fare in modo che la squadra supporti e regga a dovere il nuovo assetto tattico con un attaccante in più, ma questo rientra nei compiti di un allenatore e soprattutto è ora che l’Inter aumenti la potenza offensiva: con Icardi che da qualche mese fa parlare di sé più per la trattativa per il rinnovo di contratto (e sarebbe ora che finisse di fare notizia così…) e pochi altri giocatori prolifici Lautaro Martinez può essere l’arma in più per la seconda parte di stagione, non solo a gara in corso. E non è affatto una “copia” di Gabigol, ma un giocatore vero.

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