Mourinho: “Addio all’Inter? Una cosa non l’avevo mai detta. Milito…”

Articolo di
9 agosto 2019, 16:05
José Mourinho Tottenham-Inter

José Mourinho, nel corso del documentario The Making Of di DAZN, ha raccontato anche la storia della Champions League dell’Inter. Oltre a spiegare come fu costruita la vittoria del 22 maggio 2010 (vedi articolo) l’allenatore portoghese ha svelato il motivo per cui non tornò a Milano con la squadra, dopo aver conquistato i tre trofei in diciassette giorni tutti firmati Diego Milito.

IL GOLEADORJosé Mourinho non vuole trovare un artefice principale della Champions League dell’Inter, ma è ovvio che c’è un nome che spicca: «Con Diego Milito giochiamo la finale di Coppa Italia contro la Roma e fa gol, andiamo a giocare a Siena l’ultima di campionato per essere campioni e fa gol, andiamo a giocare la finale di Champions League col Bayern Monaco e fa doppietta. In tre partite quattro gol tutti di Milito, questo è storico. Credo che partite come quella siano vinte dalla famiglia, così come siano perse dalla famiglia. Posso dire che abbiano vinto prima ancora di iniziare, tale era lo stato d’animo. Sarebbe scorretto parlare di uno e non di un altro, ha vinto la famiglia. Abbiamo realizzato qualcosa di unico nel calcio italiano, che ovviamente mi ha dato un legame eterno con il paese e il club. Il legame con i miei giocatori, protagonisti di quest’impresa, è difficile da spiegare».

UNICI IN ITALIA – Mourinho parla del valore della sua conquista: «La nuova generazione di tifosi interisti, persone di età inferiore a sessant’anni, conoscono solo l’Inter del Triplete, quella della stagione 2009-2010. Non solo è stato il periodo migliore dell’Inter, ma anche di una squadra italiana nella storia del calcio. Stiamo parlando di un paese che ha fatto la storia del calcio, un paese che ha vinto quattro Mondiali e che ha grandi squadre come Inter, Juventus e Milan. La nostra è stata la squadra che ha fatto la più grande impresa nella storia del calcio italiano. Credo che ci considerino quasi come delle icone. La cosa speciale era il legame affettivo che esisteva fra tutti noi. I giocatori erano tutti amici fra di loro, forse anche di più: credo che la definizione giusta fosse “fratelli”. È stato un gruppo di lavoro fantastico, abbiamo ancora una chat con tutte le persone che si chiama appunto Triplete. Ogni giorno ci sentiamo, rievochiamo ricordi, chiacchieriamo, ci preoccupiamo di come stiamo, ci supportiamo sempre. Sono cose che ti restano per sempre, quel gruppo era davvero speciale».

LA RIVELAZIONE – Mourinho parla per la prima volta del post partita di Madrid, e del suo addio all’Inter: «Quasi non volevo stare con loro. Mi ricordo che non andai nemmeno negli spogliatoi a fine partita, perché avevo la sensazione che avrei perso il controllo dal punto di vista emozionale. Così sono fuggito da quelle emozioni. In campo poche parole, tanti abbracci e molta emozione, ma volevo fuggire da quelle emozioni. Mi conosco bene e so perché ho fatto quella scelta. Non l’ho mai detto, ma la ragione per cui dopo la fine della partita non sono mai tornato a Milano è che, se fossi tornato a Milano, non sarei mai andato al Real Madrid. La decisione era presa, il contratto non ancora firmato ma avevo deciso di andare al Real Madrid. C’erano state già due occasioni, che è molto difficile, tre era impossibile. Per questo non sono tornato: cercai di non salutare nessuno in modo più affettuoso. Mi mancano, il tempo non torna indietro e non possiamo viaggiare nel tempo per rivivere certi momenti un’altra volta, ma gli amici sono per sempre. Loro sono miei amici e io sono loro amico, è così che li vedo».

Condividi questo articolo

Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato

Google News News Nows Inter News App per Android GRATIS! Inter News App per iOs GRATIS!


tifointer






ALTRE NOTIZIE