Conte: “Inter ha tutto da perdere con la Samp! D’Ambrosio e il turnover…”

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27 Settembre 2019, 14:37
Antonio Conte in conferenza stampa Antonio Conte in conferenza stampa
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Antonio Conte – protagonista in conferenza stampa alla vigilia di Sampdoria-Inter, sesta giornata del Campionato Italiano di Serie A 2019/20 – risponde alle domande sulla trasferta di Genova, dribblando i pensieri sugli impegni futuri che potrebbero aprire le porte del turnover. Ecco il contenuto ripreso in diretta da Inter-News.it

Che Sampdoria ti aspetti domani?
Giocare a Marassi è sempre un’insidia, è un campo difficile. La Sampdoria è una buona squadra, guidata da un tecnico bravo come Di Francesco, è molto organizzata, l’abbiamo studiata. Si vede il lavoro di Di Francesco, che è partito con un sistema di gioco e poi l’ha cambiato in corso d’opera. Al di là di ciò, si vedono i concetti. Dovremo fare molta attenzione perché sarà una partita difficile, è la classica partita in cui abbiamo tantissimo da perdere.

Ci sarà turnover in vista di Barcellona e Juventus? Lukaku riposa?
Lo dico sempre ai miei calciatori, la partita più importante è quella che dobbiamo giocare, quella contro la Sampdoria è la “Partita” per noi. Non ci sono altre partite, quelle che verranno dopo le affronteremo successivamente. Questa è la quinta partita in pochi giorni, inevitabilmente in maniera intelligente ci dovremo prendere dei rischi, ma è giusto scegliere una formazione equilibrata che dia garanzie e che possa ottenere sempre il massimo. Lukaku fa parte della rosa, ecco.

Ti aspettavi un avvio così buono o sei stupito anche tu?
Io penso che nessuno parta per perdere, quindi nella nostra testa c’è sempre la ferrea volontà di cercare di ottenere la vittoria. Il fatto che siamo riusciti a ottenere vittorie di seguito è importante, sicuramente sono frutto del lavoro che stiamo facendo e della disponibilità dei ragazzi, ma allo stesso tempo sappiamo che sono passate solo cinque giornate. Dobbiamo continuare con la stessa volontà e voglia, migliorando dove vogliamo migliorare, cercando di dare continuità nei risultati, perché è importate averla se vuoi essere protagonista. Gli alti e bassi devono essere evitati, anche perché, se una squadra vuole diventare forte e grande, deve dare stabilità, continuità, certezze e determinate sicurezze. Noi abbiamo un percorso davanti, stiamo cercando di migliorare sotto questo punto di vista.

Quanti margini di crescita ha ancora l’Inter?
Io penso che chi ha cambiato quest’anno, e quando cambi guida tecnica, cambia un po’ tutto, c’è un percorso per me e tutti gli altri tecnici che sono entrati al primo anno in panchina, iniziando un nuovo percorso. Ognuno di noi ha margini di crescita, però sicuramente c’è un percorso da fare, per qualcuno sarà più semplice e per altri più articolato. Noi dobbiamo farlo e abbiamo iniziato a farlo, ora dobbiamo capire a che velocità percorso.

Trovi similitudini tra il tuo percorso all’Inter e quello alla Juventus?
Quando si parla della forza della difesa si parla dell’intera squadra, non è che difendono solo il portiere e i tre difensori centrali, si parla della fase difensiva e quindi di undici giocatori coinvolti, anche nella fase offensiva. La cosa più importante è riuscire ad avere un equilibrio tra la fase offensiva e difensiva, la squadra deve saper attaccare con undici effettivi, portiere compreso da cui inizia la costruzione – non la ripartenza come dicono alcuni -, per sfruttare gli spazi. Bisogna farlo anche in fase di possesso in cui sono coinvolti undici giocatori, bisogna migliorare in tutto. Abbiamo margini di crescita, ma è difficile fare parallelismi. Al primo anno di Juventus fummo bravi a vincere da imbattuti, pareggiando tante partite, quindi le difficoltà le trovammo, contro un Milan che aveva Ibrahimovic, Thiago Silva, Nesta, Gattuso, Robinho… Era una squadra forte. Fummo bravi, loro in alcuni aspetti mancarono, perché erano i super favoriti. C’era l’Inter del Triplete, il Napoli con Cavani, Lavazzi e Hamsik. Tutte squadre che stavano davanti alla Juventus. Oggi sicuramente non sei tra i favoriti perché vedo Juventus e Napoli davanti a noi in maniera importante, però questo non deve cambiare. Anche la qualità del campionato quest’anno si è alzata. Vedete la Lazio, per me è una squadra forte, ha vinto la Coppa Italia, è stata costruita negli anni con giocatori forti e può lottare sicuramente per stare nelle prime quattro. Il Milan stesso ha buoni giocatori e un buon allenatore, la società forte e solida, quindi il livello del campionato si è alzato e noi dovremo lottare con tutte le nostre forze per cercare di fare il nostro meglio, vedremo quale sarà. Solo andando avanti potremo catalogarci per vedere che tipo di campionato fare.

Quali sono gli alti e bassi di cui parli?
Gli alti e bassi basta andare nello storico degli ultimi nove anni dell’Inter per vederli. In passato, non sono il primo a vincere cinque partite. Questo gruppo non è il primo a vincerle, anzi. Questo gruppo due anni fa era in testa alla classifica: a dicembre, non a settembre! Per poi finire in Champions League all’ultima giornata vincendo in casa della Lazio. Anche con Mancini era partita fortissimo. Gli alti e bassi sono questi. Questo storico ci deve far alzare le antenne e tirare fuori le unghie per capire che i cavalli buoni si vedono all’arrivo, ecco.

Come sta Candreva?
Senza entrare nello specifico, i calciatori stanno bene. Chi ha avuto piccoli acciacchi ha recuperato.

Come sta interpretando il ruolo di esterno a tutta fascia D’Ambrosio?
D’Ambrosio è un calciatore da calcio moderno perché riesce a coprire diversi ruoli, non è un calciatore specifico. Sono contento di avere questi giocatori polivalenti a livello calcistico.

Come hai visto Sanchez contro la Lazio?
Di Sanchez ho parlato già tanto, in ogni conferenza mi fate la stessa domanda. Sanchez è un calciatore che ha determinate caratteristiche, sta a noi fargli trovare vena e brillantezza che ha un po’ perso negli ultimi due anni, ma è un calciatore sicuramente di spessore. Prima o poi lo vedrete in campo dall’inizio (sorride, ndr). Contro la Lazio non è entrato sicuramente un giocatore qualsiasi, lo si vede.

A livello di leadership questa rosa riconosce degli uomini che possa tenerla concentrata?
Quando parlo di crescita parlo di tutto, anche in leadership. Abbiamo margini di miglioramento in tutto, il mio compito è migliorare i miei calciatori sotto tutti gli aspetti. Abbiamo margini di crescita sotto tutti i punti di vista. Rimango sempre molto molto cauto perché c’è da migliorare in tutto. Non pensiamo che si arriva con la bacchetta magica e si cambia in tutto, c’è da migliorare e la mia grande soddisfazione è trovare da parte dei calciatori la voglia di migliorare, per me e per i tifosi dev’essere una cosa che ci fa stare più sereni rispetto al passato. Però c’è da migliorare in tutto, lo sappiamo, l’ho detto più volte e non è che una o due vittorie mi fanno cambiare il pensiero. Lo sappiamo, ci dobbiamo rimboccare le maniche, continuare a lavorare duro, sodo e cercare di fare il massimo per la nostra squadra.



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