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Ranocchia: «Inter gruppo speciale. Scudetto ripaga anni passati»

Andrea Ranocchia ha rinnovato il suo contratto con l’Inter (leggi il comunicato ufficiale). Il difensore nerazzurro, nei giorni della festa Scudetto, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di “Inter TV” ripercorrendo i suoi 10 anni all’Inter

DICIANNOVESIMO – Andrea Ranocchia ha prima parlato della vittoria dello scudetto: «Ci ho sempre sperato e creduto. Ci ho messo tanti anni, ma è una soddisfazione enorme che ripaga quanto successo negli ultimi 10 anni».

ESORDIO IN A – «A San Siro ho esordito in Serie A col Bari contro l’Inter. Eravamo una squadra forte e preparata e l’Inter del Triplete secondo me non si aspettava di trovare una squadra così. Non è stato male come esordio».

PRIMA STAGIONE – Ranocchia ha poi parlato degli inizi con la maglia nerazzurra con l’arrivo nel gennaio 2011: «L’esordio con l’Inter è stata un’emozione forte. Avevano appena vinto il Mondiale per Club e per me era sognare ad occhi aperti. Mi ha fatto crescere molto essere in quello spogliatoio con i grandi campioni. Materazzi mi ha aiutato fin dall’inizio. Era lo stesso spogliatoio dell’anno prima praticamente e l’ho capito subito quanto fosse speciale. Numero? Marco mi disse che sarebbe stato contento, poi quando si è liberato il 13 ho ripreso quel numero. C’erano stati dei problemi che non avevo vissuto con Benitez. Con Leonardo abbiamo fatto un bel girone di ritorno, ma abbiamo vinto comunque la Coppa Italia che va sempre bene. Sarebbe stato bello vincere di più, ma bisogna prendere atto di quello che è stato. Giocare con quei giocatori però ti forma. In tanti si ricordano ancora quel salvataggio sulla linea contro il Bayern Monaco. Si tratta di un bell’intervento, ma sono stato metà bravo e metà fortunato».

CAPITANO – Inevitabile parlare del periodo da capitano: «Ho giocato 4 anni con Zanetti e poi è stata una cosa abbastanza naturale il passaggio di fascia dato che ero il giocatore più “anziano”. Quando una squadra come l’Inter non vince è sempre difficile, ma l’importante però è sempre dare tutto fascia da capitano o no. È stato un onore indossare quella fascia».

SECONDA VITA – Ranocchia ha poi sottolineato come l’addio momentaneo all’Inter sia stato fondamentale per la sua carriera: «All’Hull City è stata la mia rinascita. Avevo bisogno di andare via dall’Italia e mi sono divertito molto facendo anche bene. In quel periodo è cambiato il mio approccio al calcio. Sono tornato totalmente diverso. Sono tornato diverso e l’ho fatto vedere. Anche a livello di spogliatoio e gestione del gruppo. Più consapevolezza, autorità, esperienza. Ho sempre cercato di essere positivo con i ragazzi trasformando anche i momenti negativi in positivi con una battuta». 

CHAMPIONS LEAGUE – Tappa fondamentale è stata quella del ritorno in Champions League il 20 maggio 2018 con la vittoria sulla Lazio per 3 a 2 in rimonta e il gol di Matias Vecino all’81esimo minuto: «Quella è stata una partita stranissima. Noi dovevamo solo vincere. Io sono entrato a fare la punta come spesso mi è capitato in quel periodo. Eravamo corti come attaccanti ed essendo alto mi sono adattato. Mi sono divertito anche. Contro la Lazio è stata una delle emozioni più grandi. Non dico come vincere, ma è stata una bellissima soddisfazione anche per i tifosi che meritavano una gioia così e di tornare a respirare un’aria diversa dopo tanti anni». 

SCUDETTO – Ranocchia ha chiuso parlando degli ultimi due anni: «Si è creato un gruppo speciale anche meglio rispetto a quando sono arrivato. Negli ultimi due anni si è respirato nello spogliatoio un ambiente diverso e infatti abbiamo vinto uno scudetto. Io sono sempre stato me stesso, poi sono cresciuto. Tutti gli allenatori dicono che sono un leader? Cerco sempre di dare tutto perché è il mio lavoro, poi la mia passione e sono anche il primo tifoso di questa squadra. Giocando poco trovi comunque le motivazioni altrimenti sei mediocre. Sono il primo a dire che ci sono giocatori forti e quindi devo farmi trovare pronto quanto tocca a me. Questo è l’unico modo per poi vincere i campionati. Sono stato disposto a farlo. Questa è la differenza tra vincere e non vincere. Sono molto soddisfatto e felice per questo scudetto. Ripaga per quanto è successo. Arrivare alle stelle è molto bello».

 

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