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Inter-Genoa: 3-0 fotocopia ma stavolta Handanovic non deve parare per 52″

Inter-Genoa termina 3-0 in favore della capolista, proprio come successo nell’ultimo Derby di Milano. I gol portano la firma di Lukaku, Darmian e Sanchez, a dimostrazione che nella squadra di Conte adesso sono tutti utili alla causa. Il vantaggio dopo poco più di 30 secondi indirizza la partita, stradominata e senza mai soffrire. Handanovic spettatore. Ecco l’analisi tattica di Inter-Genoa

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Genoa in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Barella, Brozovic, Eriksen, Perisic; Lukaku, Lautaro Martinez.

Inter-Genoa probabile formazione
Inter-Genoa formazione iniziale

MODULO – Il 3-5-2 dell’Inter è ormai lo stesso delle ultime uscite, anche se manca Hakimi per squalifica. Al suo posto Darmian, che sulla destra garantisce la doppia fase di gioco meglio degli altri.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Pronti via, Inter già in vantaggio dopo poco più di 30 secondi con Lukaku, che dal limite dell’area di destro supera Perin su suggerimento di Lautaro Martinez. La squadra di Conte come al solito non rinuncia alla costruzione dal basso, a volte anche rischiando eccessivamente nella gestione della palla con il doppio regista. Nonostante l’assenza di Hakimi a destra, gli esterni sono altissimi per costringere il Genoa a difendersi. Altro che partita a specchio: a San Siro quello che va in scena è un 3-3-4 contro un 5-3-2! Al 17′ traversa di Barella, che trova con troppa facilità il tiro da fuori. E la facilità con cui l’Inter arriva in porta è imbarazzante, soprattutto quando riesce ad avanzare velocemente in verticale. I movimenti di Eriksen, che si abbassa centralmente per iniziare l’azione, uniti a quelli di Barella che si inserisce a mo’ di trequartista, tolgono compiti e peso specifico alla prestazione di Brozovic, che si “limita” a giocare semplice. Il primo tempo termina 1-0: solo Inter in campo ma il Genoa riesce a non crollare dopo lo svantaggio flash, e questo non è da poco.

SECONDO TEMPO – Nessuna modifica nell’intervallo per Conte, a differenza di quanto fa Ballardini. Il ritmo cala leggermente mentre il Genoa cambia anche assetto tattico per cercare di superare il muro nerazzurro. Il controllo della partita è totale per gli uomini di Conte. Al 69′ Darmian di destro in diagonale brucia Perin su assist di Lukaku. Al 76′ primo doppio cambio per l’Inter: fuori Brozovic e Lautaro Martinez, dentro Gagliardini e Sanchez. L’italiano agisce da mezzala, così Eriksen si posiziona davanti alla difesa. Invece il cileno va subito in gol di testa, a completamento di un’azione in cui Perin nega la doppietta a Lukaku. E se Perin è il migliore in campo, nonostante i tre gol subiti, bisogna fermarsi a pensare. All’84’ triplo cambio finale per Conte: fuori Darmian, Barella e Perisic, dentro D’Ambrosio, Vidal e Young. Tripla staffetta per il 3-5-2 finale (come da immagine sotto allegata, ndr). E per poco non arriva anche il poker. Il secondo tempo termina 3-0: come il derby, meglio del derby.

Inter-Genoa formazione finale
Inter-Genoa formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Una partita complicata dominata senza avere insufficienze in squadra è un piccolo capolavoro di Conte, così come la trasformazione del migliore in campo: Eriksen. Non entra nei gol stavolta ma la facilità con cui manda i compagni in porta fa paura. Fa il regista anche quando gioca mezzala e non dimezza il suo lavoro nemmeno dopo l’uscita di Brozovic. Costruisce la manovra, pulisce ogni giocata e mette tutti nelle condizioni di esaltarsi. Sbaglia una giocata e gli manca solo il gol. Con il danese in campo è più facile giocare a calcio e finalmente se ne sta rendendo conto chiunque. Purtroppo per loro, anche gli avversari… Fuoriclasse.

COMMENTO – Prima di Inter-Genoa si chiedeva un triplo sforzo alla squadra di Conte. Vincere, vincere senza soffrire e vincere senza subire gol. Il tabellino di San Siro è la sintesi della giornata perfetta. L’Inter vince in maniera fin troppo agevole e contro questo Genoa era tutt’altro che semplice. Vantaggio immediato, controllo, raddoppio nel momento migliore degli ospiti e tris che arriva senza far capire davvero nulla a nessuno. Il 3-0 è un copia-incolla di quello del Derby di Milano. L’undici iniziale non viene snaturato dall’unica modifica obbligata. Anzi, l’innesto di Darmian per certi versi ottimizza ulteriormente le giocate offensive nerazzurre. Paradosso nel paradosso? Il conteggio delle conclusioni verso la porta genoana va in tilt. Fosse finita con un risultato più netto non ci sarebbe stato nulla di cui meravigliarsi. Forse meraviglia che sia Perin il migliore degli ospiti. Non a caso, l’unica differenza tra Milan-Inter e Inter-Genoa è che Handanovic può fare da spettatore anziché esaltarsi con tre parate in 52 secondi. La buona notizia in casa Inter, oltre alla conferma in vetta alla classifica, è proprio il modo con cui ci si sbarazza del “pericolo Ballardini” in poche mosse. Aver allungato di altri due punti dalla Juventus, che ora insegue a -10, è importantissimo. E ora bisogna pensare immediatamente al Parma, perché ci sono altri tre punti da conquistare. Possibilmente come oggi. Oggi l’unico modo per infastidire Conte è parlare dell’extra-campo, perché sul rettangolo verde domina e tutta l’Inter lo segue. Ed è un’Inter diversa da quella di inizio stagione. Più matura e convinta dei suoi mezzi.

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