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Perisic, le grandi prestazioni in campo con l’Inter e la discontinuità (nei giudizi)

Perisic ha vissuto una carriera costellata di alti e bassi all’Inter. Picchi elevatissimi seguiti da valli sconfinate, in una continua altalena di grandi prestazioni e lunghe pause. Ma in una cosa la sua esperienza in nerazzurro è stata ancor più discontinua: i giudizi.

CADERE DALLE NUVOLE – Ieri sera Ivan Perisic è stato decisivo ancora una volta per la Croazia nel match contro la Scozia, regalando ai suoi il pass per gli ottavi (vedi articolo). Secondo gol in questi Europei dopo quello alla Repubblica Ceca. Non è la prima volta che succede. Parliamo di un giocatore che aveva contribuito alla finale dei Mondiali in Russia nel 2018 con tre gol, di cui uno decisivo in semifinale e uno in finale. Ogni volta, però, sembra che i tifosi e gli addetti ai lavori cadano dalle nuvole. Si leggono sempre commenti meravigliati a ogni sua nuova grande prova. È vero, ha abituato la platea a prestazioni discontinue e a frequenti cali di forma all’interno delle stagioni. Ma il talento è sempre stato questo, non è mai stato in dubbio. La frustrazione del tifoso era proprio dovuta al fatto che si sapeva cosa potesse dare e non vederlo poi messo in pratica sul campo indispettiva. La meraviglia dovrebbe arrivare nei periodi di basso rendimento, non il contrario.

NUOVO RUOLO, NUOVA TESTA – Nei primi anni all’Inter, stagioni complicate, Perisic è comunque stato uno dei migliori, a livello sia di numeri che di prestazioni. Con Luciano Spalletti è stato uno degli artefici dei due quarti posti. Quando si è trattato di lasciare Milano, lo ha fatto per andare al Bayern Monaco a vincere tutto, realizzando il Triplete. Non per una squadra di provincia. Non per un paradiso fiscale dove svernare. Tornato all’Inter, ha deciso di rimettersi in gioco in un nuovo ruolo. Quinto di sinistra nel 3-5-2 di Antonio Conte. A tutta fascia, per uno che aveva sempre fatto l’esterno d’attacco. Secondo il tecnico salentino, Perisic è nato per quel ruolo. Ha tutto, a livello fisico e tecnico, per imporsi in quella posizione. Nella seconda parte di questa stagione, fase decisiva per dare lo strappo sulle inseguitrici, l’ha dimostrato. Dalla partita contro la Lazio di Simone Inzaghi, è sembrato un giocatore completamente diverso. A livello di applicazione, di forza mentale, di voglia. Il resto c’era già.

ESTERNI A RISCHIO – Il suo futuro è in bilico, resta sul mercato, inutile nascondersi. Il suo alto ingaggio, con contratto in scadenza nel 2022, in questo momento cozza con la politica di tagli imposta dalla proprietà. Però l’Inter non deve assolutamente depauperare quando di buono fatto nell’ultimo anno, andando a toccare un 11 titolare che aveva trovato un affiatamento e dei meccanismi praticamente perfetti. Reperire un esterno con la qualità e il fisico di Perisic sul mercato, con poche risorse a disposizione, rischia di diventare un’impresa impossibile. E vista la ormai sempre più certa partenza di Achraf Hakimi a destra (vedi articolo), l’idea di indebolire entrambe le fasce non dovrebbe neanche sfiorare la mente dei dirigenti nerazzurri. Vedremo come si evolverà il mercato. Perisic a Milano sta bene, l’attaccamento non è mai mancato ed è sempre stato dalla parte giusta dello spogliatoio, anche quando la narrazione era ben diversa. Ora sta parlando anche il campo. La discontinuità ormai è più negli occhi di chi guarda e commenta.

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