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Inter, esistono due versioni di Vecino. Solo una può essere utile a Inzaghi

Vecino spesso è più utile a partita in corso che schierato titolare, le ultime uscite sembrano andare proprio in questa direzione. Le sue caratteristiche lo rendono perfetto per spaccare i match nella ripresa, mentre la versione dal primo minuto risulta meno adatta al gioco di Inzaghi.

PRIMO MATIAS – C’è un momento della partita in cui Matias Vecino si trasforma. Quando le squadre si allungano e gli avversari cominciano a patire la stanchezza del duro confronto, scocca la sua ora. Il centrocampista uruguaiano diventa spesso il fattore che cambia le carte in tavola a partita in corso. È successo spesso in passato, così come nel secondo tempo contro Fiorentina e Atalanta. Vecino è un giocatore che eccelle senza palla e si esalta negli inserimenti, sapendo sfruttare il suo fisico e un ottimo colpo di testa. Ha un modo di giocare che potremmo definire “caos organizzato”, difficile da fronteggiare per gli avversari in quei frangenti.

SECONDO MATIAS – Questo effetto si perde molto quando Vecino inizia la partita dal primo minuto, con ovviamente delle eccezioni come il match contro il Bologna, messosi subito in discesa. Con le squadre più raccolte e gli spazi più stretti, la sua gamba e il suo gioco vengono neutralizzati dall’avversario. Questo lo rende praticamente nullo in mezzo al campo. Un esempio è la partita di ieri contro lo Shakhtar Donetsk, in cui Vecino non si è quasi mai fatto vedere in attacco e ha faticato terribilmente a trovare la propria posizione e utilità a centrocampo (vedi approfondimento).

La prende ancora Vecino?

SPACCAPARTITE – Il suo recupero rimane utilissimo per l’Inter e per Simone Inzaghi, perché, con le partite così ravvicinate, un rinforzo in più in un reparto fondamentale come quello mediano può rivelarsi un’autentica manna dal cielo. Il problema sorge quando, in un incontro importante come quella contro la squadra di Roberto De Zerbi, l’Inter deve schierarlo titolare, perdendo così anche una possibile arma per spaccare la partita dalla panchina. Con Hakan Calhanoglu ancora né carne né pesce, Arturo Vidal non del tutto recuperato e Stefano Sensi che è ormai un mistero, l’unica alternativa per Inzaghi è Roberto Gagliardini, che però offre soluzioni tattiche completamente diverse rispetto agli altri centrocampisti in rosa. Vecino può quindi essere ancora decisivo, con la consapevolezza però che ne esistono due versioni. E solo una rischia di essere veramente utile ad Inzaghi.

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