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Vecino cosa doveva fare in Shakhtar Donetsk-Inter? Presenza impalpabile

Vecino ha giocato titolare in Shakhtar Donetsk-Inter, mettendo però in campo una prestazione impalpabile, difficile quasi da comprendere.

DELUSIONE TITOLARE – Uno dei cambiamenti nei titolari di Shakhtar Donetsk-Inter è stato quello che ha coinvolto Vecino. L’uruguaiano è partito da titolare come interno di destra, mandando in panchina Calhanoglu, sulla scia delle ultime positive esibizioni. Sia da titolare che da subentrato. Però la prestazione del numero 8 non ha giustificato la fiducia del tecnico.

POCHI TOCCHI – Vecino è rimasto in campo 81 minuti, ma la sua presenza è stata quasi impalpabile. Questa è la grafica dei suoi tocchi, presa da Whoscored:

Se vi sembrano pochi avete ragione. Sono appena 21, un dato singolarmente basso per un centrocampista, più vicino a quello di una punta. Evidente poi la sua assenza nella zona centrale del campo. Quella che dovrebbe essere invece propria del ruolo. L’uruguaiano, come sempre, ha avuto il ruolo dell’incursore. Il suo compito è giocare principalmente senza palla, andando ad attaccare lo spazio. Succedeva anche con Conte, e i suoi numeri spesso sono stati più vicini a quelli di una punta che a quelli dei centrocampisti. Il problema è che è stato inefficace, non segnalandosi per spunti offensivi. E a quel punto la sua assenza a centrocampo diventa difficile da sostenere.

PRESENZA IMPALPABILE – Questa è la sua heatmap, presa sempre da Whoscored:

Come si diceva, poca presenza. Praticamente nulla in mezzo al campo. Relegato principalmente sull’esterno, per di più in zona offensiva. Una mappa strana per un centrocampista. Che mostra come Vecino abbia trovato molta difficoltà ad esplorare gli spazi, soprattutto in zona centrale. Non riuscendo di fatto a rendersi utile come incursore. A quel punto la sua presenza è diventata effimera. Togliendo quasi un uomo alla mediana.

 

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