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Ex di Inter-Roma: il rimpianto Zaniolo fa male, Politano ha un suo sogno

Flashback da Inter-Roma. Nicolò Zaniolo guida la corriera dei rimpianti. Politano cova in gran segreto un rimpianto giallorosso, mentre Juan Jesus e Santon restano ancorati al ricordo della mediocrità nerazzurra

INTER-ROMA A MAGLIE INVERTITE

4 STORIE – Inter-Roma è una sfida carica di amarcord, di incroci nostalgici e ricordi passionali. A San Siro andrà in scena un match tra due compagini profondamente rinnovate nell’organico e nelle credenziali. Antonio Conte sta spremendo la sua fuoriserie al massimo dei giri, mentre Paulo Fonseca sta ancora lavorando sull’assetto aerodinamico della propria automobile. L’Inter dell’unico ex (Matteo Politano) proverà ad andare oltre la sua emergenza, la Roma con ben tre ex (Juan Jesus, Davide Santon e Nicolò Zaniolo) ha voglia di mostrare i cavalli del proprio motore.

EX ROMA NELL’INTER (1)

POLITANO – Teoricamente anche lui sarebbe di troppo nell’albo degli ex, poiché in maglia giallorossa non ha mai esordito. Una lunga gavetta sui palcoscenici minori, con una promozione in Serie A sfiorata col Pescara e la successiva esplosione con la maglia del Sassuolo. All’ombra, ma neanche troppo, di un balbettante Domenico Berardi, Politano mette in mostra un upgrade di rendimento cadenzato ma costante. I picchi di incisività sotto porta arrivano nel momento in cui Giuseppe Iachini decide di avvicinarlo all’area di rigore. Ma non farà più ritorno alla Roma. L’arrivo in nerazzurro lo consacra come uno dei pochi in grado di trascinare il carro quando le ruote, causa ammutinamento di Mauro Icardi, mostrano segni di cedimento. Dato per sicuro partente in estate, il suo futuro in nerazzurro resta un punto interrogativo. Eppure, Politano conserva ancora il sogno nel cassetto di tornare nella Capitale e di imporsi da protagonista. La Roma potrebbe pensarci per chiudere un cerchio iniziato dai campi di Trigoria e mai realmente giunto alla sua naturale conclusione.

Presenze con la Roma (Primavera): 50; Gol: 11

EX INTER NELLA ROMA (3)

JUAN JESUS – Si diceva un gran bene di lui. Arrivato in nerazzurro da campione del mondo Sub20 col Brasile, doveva essere il colpo dell’Inter per oscurare la crescita di Thiago Silva nel Milan. Un inizio in sordina, ringalluzzito dalle ottime prestazioni, sempre con la maglia verdeoro, alle Olimpiadi di Londra nel 2012. Il Brasile di Neymar Jr e Alex Sandro, tra gli altri, perde in finale contro la sorpresa Messico. Juan Jesus torna in nerazzurro con tante certezze e guida la retroguardia di Andrea Stramaccioni fino a violare lo Juventus Stadium in una sera di novembre. Da lì in poi, finisce in catalessi mostrando tutti i suoi limiti tecnici e di attenzione. Diventato gradualmente un peso, l’Inter riesce a liberarsene con un conguaglio di otto milioni ricevuto proprio alla Roma. In giallorosso sarà tra i protagonisti dell’eroica rimonta contro il Barcellona. Un barlume accecante in un mare di pallida mediocrità.

Presenze con l’Inter: 142; Gol: 1

SANTON – Sarebbe stato meglio se fosse rimasto bambino. O il “Bambino”, come era solito chiamarlo José Mourinho. Ha sporcato i suoi esordi immacolati, in maglia nerazzurra, con una serie di errori da matita blu difficilmente dimenticabili. Un declino costante che ha finito per celebrarne l’addio quasi come una liberazione per i tifosi. In pochi avevano digerito la sua cessione, forse prematura, al Newcastle per un pugno di milioni di euro (nel 2011, ndr). Il ritorno in nerazzurro di Santon, voluto fortemente da Roberto Mancini, aveva riportato alla luce i ricordi di un passato in realtà sbiadito. È uscito dalla porta di servizio senza allori né applausi. Meglio ricordarlo col viso pulito, i calzettoni fin sopra le ginocchia e i capelli sparati al vento, mentre chiude la porta in faccia a un Cristiano Ronaldo ancora in maglia Manchester United.

Presenze con l’Inter: 110

ZANIOLO – Non ha avuto neanche il tempo di calcare il prato di San Siro da padrone di casa per mostrarci di cosa fosse capace. Lo scambio con Radja Nainggolan è finito inspiegabilmente in una valle di lacrime. Il suo addio prematuro ha riportato alla luce i demoni dei primi anni Duemila: con Andrea Pirlo e Clarence Seedorf prima, e Fabio Cannavaro poi a guidare la lista delle mosse di mercato decisamente azzardate. Zaniolo si è legato alle cadute di Nainggolan, alimentando la metastasi del rimpianto a ogni accelerazione bruciante sulle fasce dell’Olimpico. Mentre il belga era alle prese con una crisi d’identità, prima, e di condizione atletica poi. Il rimpianto dell’Inter per il suo (ex) golden boy è circondato dai “se” e dai “ma”, sublimati dall’imprevedibilità delle circostanze che ne hanno accelerato l’esplosione. Mancini è stato uno dei primi a credere nel suo potenziale e ne raccoglierà i dividendi, probabilmente, durante l’Europeo vagabondo del 2020. L’Inter, nel frattempo, ha smesso di guardare a Zaniolo come una vecchia cotta adolescenziale e ha ingranato la dodicesima marcia (come le vittorie in campionato). Nella speranza di lasciarsi alle spalle i numeri di un ragazzo che, con l’imperversare dell’emergenza, tornerà ad essere agognato come una mela lucente appena caduta dal suo albero da frutto.

Presenze con l’Inter (Primavera): 35; Gol: 14

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