Juventus-Ajax è la vittoria di de Boer. L’Inter di Marotta ora riparta da qui

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17 aprile 2019, 15:03
De Boer

L’eliminazione della Juventus di Allegri dalla Champions per mano dell’Ajax riporta il calendario dell’Inter a poco più di due anni e mezzo fa, quando de Boer sedeva sulla panchina ora di Spalletti. E Marotta non può negare un dato di fatto tanto tattico quanto storico

A LEZIONE DA DE BOER – Chi ha la memoria corta sicuramente non ricorderà la prima, ultima e unica grande vittoria di Frank de Boer in Italia, quando il 18 settembre 2016 a Milano arrivò la Juventus pluri-Campione d’Italia e l’Inter riuscì a rimontarla. Non m’interessa parlare di quel 2-1, ma di come e perché maturò (vedi analisi tattica), dato che fu una lezione tattica di calcio olandese al medioevo calcistico italiano. Il protagonista già citato, de Boer, con il co-protagonista, che non può non essere Massimiliano Allegri, oggi di nuovo finito sotto la lente d’ingrandimento (ma solo da parte dei tifosi della Juventus, dagli addetti ai lavori solo complimenti) in seguito all’ennesimo fallimento in Champions League, dove la Juventus continua a emulare il Milan perdente dell’ex tecnico rossonero (il che è paradossale, considerando la storia del Milan nell’Europa che conta).

FILOSOFIA OLANDESE – Lo spettacolo visto ieri sera a Torino, dopo quello eccezionale di Amsterdam, mette in evidenza vari concetti: Juventus-Ajax va presa in considerazione per capire cosa fare e, soprattutto, cosa non fare per aprire un ciclo vincente. Ribaltiamo il discorso sull’Inter e il gioco è fatto: il trionfo dell’Ajax non deve rivalutare la carriera di de Boer – che dopo l’Inter ha continuato a fallire per colpe anche sue, anche perché con il nuovo corso biancorosso c’entra ben poco -, semmai va a scoppiare la bolla magica in cui è immerso Allegri. E con lui altri filosofi calcistici italiani. L’Inter di de Boer aveva già saputo mettere alle corde la macchina da guerra di Allegri e per farlo non si è servita di calciatori valutati oltre 100 milioni di euro. Per avere la meglio su chi blocca i terzini in difesa e obbliga gli attaccanti a fare gioco sporco mentre i centrocampisti macinano chilometri a 360° basta giocare a calcio, possibilmente palla a terra, per 90′ e oltre.

MAROTTA PRENDA APPUNTI – Il collegamento con l’Inter che fu e quella di oggi non può che servirsi di questo assist firmato dall’ottimo Erik ten Hag, altro olandese capace di umiliare tatticamente l’italianissimo Allegri, addirittura sui 180′ più recuperi vari. Il nuovo progetto tecnico nerazzurro, stavolta scelto dall’Amministratore Delegato Sport Beppe Marotta, non deve dissipare il vantaggio culturale concesso da chi riesce ad avere la meglio sulla rivale storica, quella Juventus che in Italia è praticamente imbattibile. Che si riparta da Luciano Spalletti o meno, l’Inter non deve preoccuparsi dell’avversario. E soprattutto dell’allenatore. Allegri resta un ottimo assemblatore di fuoriclasse, l’Inter non può guardare lì come modello da seguire. E nemmeno all’Ajax, sia chiaro, perché puntare sul vivaio per vincere in Italia forse tra dieci anni sarebbe follia. Ma dal nuovo Ajax si deve prendere il meglio: investimenti mirati e fiducia nel talento, che prima o poi farà la differenza. Perché con de Boer all’Inter anche Joao Mario costruiva gioco e Mauro Icardi confezionava assist per i compagni. Allora perché a tre anni di distanza questo rappresenta ancora un limite per l’Inter di oggi? La Juventus si può (ri)battere: l’Inter riprenda da dove ha lasciato.

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