Bordon: “Due volte mondiale, che soddisfazione. La partita della lattina…”

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7 Maggio 2020, 15:05
Bordon
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Ivano Bordon, ex portiere dell’Inter e della Nazionale italiana, è stato ospite oggi ai microfoni di “Tutti Convocati”. L’ex estremo difensore ha parlato di un episodio famoso nella storia nerazzurra e di alcuni temi di attualità

LA PARTITA DELLA LATTINA – Bordon era il portiere dell’Inter nella Coppa dei Campioni del 1971, quella della famosa “partita della lattina” contro il Borussia Mönchengladbach: «Sono legato a Berlino. Ho scritto un libro, “a presa alta”, volevo farlo da anni e ci siamo riusciti. Berlino è stata una città importante. Dopo la famosa partita della lattina con l’Inter, finita 7-1 e annullata, poi abbiamo giocato e vinto l’andata a Milano e siamo andati subito a Berlino per il ritorno contro il Borussia che era una grossa squadra. Finì 0-0, parai un calcio di rigore, poi ci furono più di 15 uscite alte e una decina di parate non facili. Fu una serata non facilissima. Avevo 20 anni».

DUE VOLTE CAMPIONE – Bordon è stato due volte campione del Mondo. Nel 1982 faceva parte della rosa dei convocati, nel 2006 era l’allenatore dei portieri nello staff dell’allora C.T. Marcello Lippi: «Sono entrambi episodi che mi rimarranno per tutta la vita. Uno è da calciatore in un momento bellissimo, era il momento di farmi conoscere in campo internazionale. Nel 2006 era una grossa soddisfazione, dopo averlo vinto nel 1982 da calciatore ho avuto la possibilità di vincerlo da allenatore dei portieri nello staff di Lippi».

RISERVA DI ZOFF – Bordon in nazionale era la riserva di Dino Zoff: «Zoff era un grandissimo portiere, io ero contentissimo della Nazionale anche se ho fatto le mie 22 presenze. Per un calciatore arrivare alla Nazionale sia importante fare le presenze che ho fatto io. Ho sempre cercato di lavorare concentrandomi sapendo di avere davanti a me un grande come Zoff. Bearzot faceva considerazioni giuste, prendere la linea difensiva della Juventus. Zoff ha strameritato tutto quello che ha fatto vedere».

ZOFF E BUFFON – Bordon fa un paragone tra Zoff e Buffon: «Entrambi sono due portieri che hanno dato tantissimo all’Italia e anche in campo internazionale. Io penso che non si possa fare un paragone. Zoff ha fatto l’epoca mia, è uno dei più grandi se non il più grande. Buffon in un’epoca successiva ha dimostrato di essere un grandissimo portiere all’altezza della fama di Zoff. Non sono sorpreso non si sia ancora ritirato, mi sono congratulato con lui, gli ho detto che se veramente ha prolungato gli faccio i complimenti. Poi quando farò la presentazione del libro lo inviterò e lui mi ha detto che verrà volentieri. Se lui si sente bene nell’ambiente squadra perché non può continuare? Ha la stima e fiducia della società e dell’allenatore, non vedo problemi».

IL RUOLO DI UN PORTIERE – Secondo Bordon, anche se i tempi sono cambiati, quello del portiere è ancora un ruolo longevo: «Il portiere può giocare più a lungo, forse ha meno problemi, anche se adesso può capitare qualche lesione con tutti questi calci, è messo in situazioni in cui può farsi male. Io penso che se un portiere è tecnico e sta bene fisicamente può andare bene. Non dico che a 42 anni puoi fare il titolare fisso, può giocare, ma non di continuo. E’ un ruolo che psicologicamente ti impegna molto».


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