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Maran: “Cagliari con rabbia, Inter cambiata. Dubbio Nainggolan e non solo”

Maran ha appena concluso la conferenza stampa di vigilia di Cagliari-Inter, partita della seconda giornata di Serie A in programma domani alle ore 20.45. Queste le parole del tecnico rossoblù raccolte dall’inviato di Inter-News.it presso il Centro Sportivo di Asseminello: c’è un dubbio legato alla posizione dell’ex Nainggolan.

Qual è lo stato d’animo del Cagliari?

A partire da Leonardo Pavoletti sapete cosa rappresenta per la squadra, è un giocatore che ha determinate caratteristiche. Fino a ieri abbiamo cercato di sfruttarle, anche domenica scorsa siamo stati la squadra che ha fatto più cross di tutta la Serie A. Questo ci costringerà a cambiare qualcosa, al di là di questo mi dispiace per lui perché si va a sommare all’infortunio di Alessio Cragno, sapete quanto siano importanti. Sono arrivati due giocatori ieri, stiamo cercando di conoscerli in fretta e sicuramente ci possono dare una mano, per l’entusiasmo con cui hanno accettato questa sfida. C’è da lavorare, su un impianto collaudato c’è da mettere dentro tanta roba, siamo consapevoli di questo ma dobbiamo cercare di preparare le gare nel migliore dei modi. Dobbiamo cercare di sfruttare la rabbia dovuta a questi infortuni, c’è un po’ di rammarico.

A livello di morale Cagliari-Inter è decisiva?

È ovvio che per il morale diventa una grande gara. Sicuramente per il morale dobbiamo mettere in campo quell’aggressività, quel cuore e quell’anima che, comunque vada il risultato, ti lascia sapendo di aver costruito qualcosa. È sicuramente una gara che deve cambiare, dopo una partenza falsa, deve darci quella spinta per poter subito girare questa sensazione di delusione che è subentrata dopo il Brescia.

L’Inter?

Sicuramente è una squadra che è cambiata moltissimo, radicalmente nel modo di fare le partite dopo l’arrivo di Antonio Conte. È una squadra che ha aumentato sicuramente il suo valore, sia dal punto di vista tecnico sia di squadra. Incontriamo una squadra che sarà fra le tre protagoniste del campionato.

L’esordio di Marko Rog?

Tra i nuovi era quello che si era inserito meglio, che ha avuto più tempo per inserirsi ed era quello più avanti. Troviamo un giocatore che anche rispetto ai nuovi è un po’ più avanti, sicuramente è un giocatore che è già entrato nei nostri meccanismi.

Un giudizio su Conte?

Gli ho sempre riconosciuto delle grandissime qualità, che sono venute fuori con grande professionalità e grandi risultati. È sicuramente uno degli allenatori vincenti che ci sono in giro.

Ci saranno modifiche al 4-3-1-2?

Abbiamo lavorato sulle nostre cose, sicuramente, ma come facciamo tutte le settimane per saper leggere le partite in ogni situazione. Anche questa settimana ho cercato di verificare tutto, al di là di Pavoletti che non dev’essere una situazione che ci fa cambiare strada. Dobbiamo trovare, in modi diversi, lo stesso DNA e la stessa fisionomia.

Nainggolan davanti alla difesa?

Onestamente rispetto alla settimana scorsa mi sono tenuto il dubbio perché ci sono tante novità, fra infortuni e giocatori che rientrano dalla squalifica. Mi tengo fino alla rifinitura di domani mattina la scelta.

Come sarà ritrovare Barella?

È giusto riabbracciarlo, si merita un abbraccio grande. So come viveva questa maglia ed è figlio di questa maglia, sono contento di rivederlo e spero possa avere una grandissima accoglienza.

Può cambiare il portiere?

Ieri Giovanni Simeone e Robin Olsen sono arrivati avendo una giornata campale, sono arrivati a fare l’allenamento che hanno voluto partecipare a tutti i costi. Il primo vero allenamento l’hanno fatto oggi, sto riflettendo anche su questa cosa. Per il portiere è molto diverso da un giocatore di movimento, farò delle riflessioni in queste ventiquattro ore perché mi serve tempo. Voglio valutare coi ragazzi le soluzioni per capire quali siano quelle più opportune.

Col Brescia la squadra era bassa, sarà così anche domani?

Dobbiamo controllare tutto, se vogliamo fare una grande gara contro l’Inter dobbiamo essere scrupolosi e attenti ai particolari. Una di queste sarà avere più centimetri.

Castro può giocare dal primo minuto?

Anche per lui ci sto pensando, è ovvio che una cosa esclude l’altra. È rientrato domenica scorsa mezz’ora, dopo qualche settimana. Ha fatto l’inizio come ci aspettavamo, un po’ altalenante dopo l’infortunio come allenamenti. Devo capire anche con lui quanto può essere impiegato, in base a questo poi decido.

Pellegrini è pronto per partire dal primo minuto? Con i nuovi è cambiata la gerarchia dei rigoristi? Da Inter-Lecce 4-0 cosa ti ha colpito maggiormente?

Luca Pellegrini era appena arrivato la settimana scorsa, ha aggiunto una settimana di lavoro e ho potuto capire come sta, è pronto a giocare. I rigoristi ogni sabato li proviamo, abbiamo appena finito e non ci sono novità particolare. Il primo in teoria adesso è sempre stato Joao Pedro, ma non volevo dirlo. Ho visto l’Inter e Conte è stato bravissimo in breve tempo a dare un’identità forte alla squadra, c’è un giusto coinvolgimento di tutti. È una squadra rinnovata che ha però un’identità.

Col Brescia è mancato un regista vero?

Non è così, lo testimonia il fatto che abbiamo fatto più cross. In Serie A siamo stati la squadra che ha fatto più cross di tutti, solo nel finale abbiamo forzato situazioni che non erano da forzare. Dovevamo continuare a crescere con la manovra, poi abbiamo due o tre registi e in campo c’è.

C’è rammarico per i primi dieci minuti di domenica? Com’è stata la settimana di Nainggolan?

La squadra, proprio per voler far bene, è partita alla grande e quel gol preso e annullato giustamente per fuorigioco ha dato un coraggio diverso. Questo non deve accadere, abbiamo sofferto i dieci minuti successivi. Sicuramente dovevamo fare meglio e portare a casa il risultato. Tante volte le cose vengono perché devono insegnare qualcosa, dobbiamo fare tesoro di questa cosa. Nainggolan deve fare la partita del Cagliari, l’ha vissuta in maniera serena e particolare. Ha dimostrato lo scorso anno da protagonista, è stato uno degli artefici nel portare l’Inter in Champions League. Adesso deve pensare a questa maglia, non l’ho visto diverso dalla settimana scorsa, è voglioso di mettere alle spalle una brutta prestazione e ripartire.

Mercato finito in entrata per il Cagliari?

Io credo che abbiamo fatto un buon lavoro. Anche nel momento in cui c’è stato il problema di Pavoletti il presidente è stato bravissimo a cercare una valida alternativa a quell’infortunio. In uscita ci saranno delle cose, su cui sta lavorando la società. Io penso alla partita di domani.

Cosa manca per far fare il salto di qualità al Cagliari?

Dobbiamo diventare una squadra. Anche avendo messo delle cose dentro ultimamente c’è da lavorare sull’entità, che rispecchi l’orgoglio. Abbiamo bisogno di essere un blocco unico che non ha paura di affrontare niente e nessuno, questo te lo dà la consapevolezza di avere accanto uno che ti sostiene e di spinge. È un gruppo di ragazzi di valore, va solo trovato insieme il modo per non perdere dei minuti, che anche nella partita col Brescia abbiamo perso delle frazioni di partita che hanno esaltato l’aspetto negativo.

Cosa pensa del caso Icardi? Crede che l’Inter possa essere condizionata?

È una cosa che non mi interessa, Conte può rispondere con più facilità. Devo pensare a quello che dobbiamo fare noi, del resto non è nemmeno giusto che commenti o che dica qual è la mia opinione, peraltro alla vigilia di una partita così importante.

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