Inter-Spezia: Conte fa copia-incolla di Inter-Napoli ma con un Hakimi in più

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20 Dicembre 2020, 18:42
Achraf Hakimi Achraf Hakimi
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L’Inter in casa non sbaglia, soprattutto quando può imitare se stessa. Un altro rigore di Lukaku, che bissa il vantaggio firmato dalla “novità” Hakimi, basta a Conte per aggiungere altri tre punti alla classifica nerazzurra. Le analogie con la partita contro il Napoli sono tantissime. Ecco l’analisi tattica di Inter-Spezia

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare lo Spezia in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Gagliardini, Young; Lukaku, Lautaro Martinez.

Inter-Spezia probabile formazione

Inter-Spezia formazione iniziale

MODULO – Il 3-5-2 dell’Inter è tornato a essere il sistema di gioco di riferimento per Conte. La doppia mezzala è una garanzia rispetto al finto trequartista, anche per ottimizzare il gioco degli esterni a tutta fascia. Non esiste turnover per l’occasione, in campo i titolari quasi a sfinimento.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – Difesa altissima sulla linea di metà campo, l’Inter fa la partita ma con il solito ritmo blando per un quarto d’ora. Poi lo Spezia cresce in intensità e fiducia, costringendo la squadra di Conte ad abbassare notevolmente il baricentro. E a perdere il controllo del possesso palla. La manovra in verticale si sviluppa perlopiù attraverso lanci lunghi, spesso imprecisi. Sulle fasce meglio a sinistra con Young che a destra con Hakimi, per un tempo estraneo al gioco. Il primo tempo termina 0-0: poco ritmo e gioco, prestazione iniziale più strategica che tattica.

SECONDO TEMPO – Nell’intervallo Conte progetta il primo cambio: fuori Gagliardini, dentro Sensi. Più qualità che quantità nel ruolo di mezzala mancina. Al 52′ Lautaro Martinez lancia Hakimi in campo aperto e l’esterno destro buca Provedel in diagonale. Il primo vero attacco nerazzurro dalla destra va in porto. Al 65′ secondo cambio per l’Inter: fuori Brozovic, dentro Vidal. Il cileno agisce da mezzala destra, Barella funge da perno davanti alla difesa. Al 71′ Lukaku spiazza Provedel dal dischetto su rigore assegnato dal VAR per fallo di mano su cross di Sensi. Nonostante il doppio vantaggio e le forze fresche in campo, l’Inter perde il controllo del centrocampo. Paradossale. Lo Spezia continua a costruire liberamente aggredendo la mediana nerazzurra. Il gol annullato a Gyasi per fuorigioco (la segnalazione arriva prima) fa suonare l’allarme in casa nerazzurra. Al 79′ triplo cambio finale per Conte: fuori Hakimi, Young e Lukaku, dentro D’Ambrosio, Darmian e Perisic. Staffetta in tutti i ruoli per il 5-3-2 finale (come da immagine sotto allegata). Finale sofferente per l’Inter schiacciata nella sua metà campo e con un Perisic posizionato in maniera assolutamente poco funzionale al contesto. Al 94′ Piccoli sbuca in area anticipando Darmian e trova il gol della bandiera sfruttando benissimo il blackout difensivo. Il secondo tempo termina 2-1: (per fortuna) bastano due lampi offensivi e (purtroppo) un po’ di apprensione difensiva per portare a casa il bottino pieno.

Inter-Spezia formazione finale

Inter-Spezia formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Un altro gol pesante che arriva esattamente nel modo in cui immaginava Conte nel momento del suo acquisto: Hakimi. L’esterno destro dell’Inter non brilla nel primo tempo. Anzi, non si vede proprio. Ma nella ripresa basta lo splendido suggerimento di Lautaro Martinez per controllare in velocità e segnare la rete che sblocca il risultato. Sarebbe stato il gol-vittoria se solo i compagni non si fossero addormentati prima del triplice fischio finale. Conte in questa fase della stagione chiede poco ai suoi migliori talenti, ovvero stringere i denti ed essere concreti. In questo Hakimi è stato perfetto, tanto in attacco quanto in difesa. Essenziale.

COMMENTO – Partita brutta, di nuovo. Con tanto di sofferenza inutile nel finale. Ma i tre punti sono arrivati anche oggi, quindi non poteva andare meglio. Conte ripete in tutto e per tutto quanto fatto in Inter-Napoli mercoledì: ritmo basso fino all’ingresso di Sensi, poi cambi conservativi per difendere il vantaggio con la linea a cinque. Proprio l’ingresso di Sensi è quello che spacca (episodicamente) la partita: rigore decisivo contro il Napoli e rigore decisivo contro lo Spezia, entrambi conquistati. Lukaku ringrazia, l’Inter pure. L’unica differenza rispetto alla partita precedente è l’utilizzo di Hakimi dall’inizio. Una modifica non da poco, visto il modo in cui arriva l’1-0. A prendere il posto di Hakimi nell’asimmetrico 5-3-2 finale è Perisic, che a differenza dell’esterno marocchino non viene mai lanciato in profondità. Inoltre, lo Spezia gioca in undici anziché in dieci come il Napoli. Ciò aumenta la difficoltà dell’Inter, che in effetti ha un Perisic in meno e in fase di copertura un Sensi nullo. Da segnalare anche il pessimo ritorno di Vidal, che toglie più di aggiungere. Ecco perché nel finale è il solo Barella a fare schermo alla difesa a cinque. Troppo poco. Probabilmente una squadra qualitativamente superiore allo Spezia avrebbe messo in serie difficoltà l’Inter “difensiva” di Conte negli ultimi 20′ di partita. Ma questo interessa ben poco. Giusto preoccuparsi per la rosa ridotta in termini numerici così come del calo prestativo di alcuni singoli di qualità. Serve, però, l’ultimo sforzo: a Verona tra tre giorni, prima della sosta natalizia. L’inseguimento al Milan in vetta può continuare, ma ad Appiano Gentile tutti sanno che – appena i titolari arriveranno al limite – l’Inter è destinata a scoppiare. Le prestazioni si sono già sgonfiate da giorni, i risultati per fortuna non ancora. La speranza di Conte è che lo capiscano anche a Nanchino. Inseguire il sogno scudetto si può, anche offrendo prestazioni di dubbio gusto, purché il mercato aggiunga quei due-tre elementi mancanti per completare la rosa. L’Inter di Conte è ancora work in progress ma nel 2021 sarà necessario anche tornare a giocare a calcio per vincere: rosa corta e denti stretti alla lunga potrebbero rivoltarsi contro, meglio intervenire in tempo.



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