Martusciello saluta l’Inter ma lascia un segno in difesa: due esempi

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29 giugno 2019, 20:36
Martusciello
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Giovanni Martusciello, collaboratore tecnico di Luciano Spalletti all’Inter, ha risolto il proprio contratto con i nerazzurri: nel suo futuro c’è la Juventus, nelle vesti di vice di Maurizio Sarri come ai tempi dell’Empoli. Lascia in dote un ottimo lavoro nella fase difensiva nerazzurra: due casi sono emblematici

RISOLUZIONE DI CONTRATTOGiovanni Martusciello dice addio all’Inter, come naturale che fosse dal momento esatto in cui Luciano Spalletti è stato sollevato dall’incarico di allenatore nerazzurro. Già un anno fa, l’ex allenatore dell’Empoli avrebbe potuto lasciare i nerazzurri per seguire Maurizio Sarri al Chelsea (proprio al posto di Antonio Conte), ma alla fine decise di proseguire la sua esperienza a Milano. Un anno più tardi, il collaboratore tecnico di Spalletti lascia l’Inter e segue Sarri direzione Juventus: curioso il giro del trio Sarri-Martusciello-Conte.

LAVORO CERTIFICATO DA NUMERI E DUE CASI EMBLEMATICI – Martusciello passa dal nerazzurro al bianconero dopo aver comunque lasciato un segno nel biennio Spalletti all’Inter: a lui è ascrivibile gran parte dei meriti del lavoro effettuato sulla fase difensiva interista. La retroguardia nerazzurra è stata la seconda migliore della passata Serie A e il pilastro intorno al quale è stato costruito il ritorno in Champions League dopo sei anni di mancata partecipazione. Nel primo anno spallettiano, infatti, la forza dell’Inter è stata quella di blindare la difesa nei big match e negli scontri diretti (due volte contro il Napoli, una contro Lazio, Milan e Juventus). In particolare, meritano una menzione gli insegnamenti a Joao Cancelo e Milan Skriniar: il portoghese era arrivato a Milano di fatto da esterno di centrocampo del Valencia senza conoscenze tattiche difensive (emblematica la mancata diagonale in occasione del gol del 2-2 di Giacomo Bonaventura, o autogol di Samir Handanovic, nel derby che l’Inter vincerà poi 3-2 a ottobre 2017) e, dopo tre mesi di apprendistato, era diventato il terzino destro titolare indiscusso al punto da dirottare Danilo D’Ambrosio sulla fascia opposta. Lo slovacco, invece, era arrivato dalla Sampdoria nello scetticismo generale ma anche grazie al meticoloso lavoro combinato di Spalletti e Martusciello è stato subito messo nelle condizioni di impadronirsi della maglia da titolare dell’Inter senza accusare il minimo salto tra Genova e Milano. Insomma, si è parlato poco del lavoro oscuro di Giovanni Martusciello ma i numeri e i fatti dicono che, dietro le quinte, ha inciso eccome sulla crescita – soprattutto difensiva – dell’Inter 2017-2019 targata Luciano Spalletti.


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