Wanda Fake esaspera l’Inter: adesso fuori Icardi, dentro l’aut aut di Suning

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24 febbraio 2019, 12:10
Mauro Icardi Wanda Nara Suning

Negli ultimi giorni vi abbiamo raccontato in che modo vengono utilizzati i social da Wanda, che, con il passare del tempo, anziché ammorbidire la posizione di Icardi con l’Inter, la sta complicando. Ed è arrivato il momento di dire basta, sperando Suning non sbagli la sua mossa

ESERCITO DI FAKE – L’avventura di Mauro Icardi con l’Inter ufficialmente ha una data di scadenza: 30 giugno 2021. Osservando bene il packaging del prodotto, però, si può leggere: “Consumare preferibilmente entro il 30 giugno 2019”. Firmato Wanda Nara. La moglie-agente dell’attaccante argentino sta facendo esattamente tutto quello che è sconsigliato fare in questo momento per evitare di peggiorare la situazione, allontanando di fatto Icardi dal mondo nerazzurro sia in una direzione sia nell’altra. Il messaggio lanciato dalla coppia argentina è che, senza la restituzione della fascia di capitano, Icardi non scenderà mai più in campo con la maglia dell’Inter. Non lo dice direttamente Wanda, non lo conferma né smentisce Icardi, ma fanno andare avanti l’esercito di fake (account social creati appositamente per avere un voluminoso ritorno mediatico) che esprimono questo concetto e trovano la piena condivisione di Wanda. In tutto ciò gioca un ruolo fondamentale anche l’infortunio di Icardi, anzi, dopo gli accertamenti clinici fatti fare dall’Inter, sarebbe più corretto definirlo “infortunio”, perché le condizioni dell’ex capitano non sono invalidanti per non farlo più scendere in campo, ma semplicemente non ottimali nel lungo periodo (un’eventuale operazione da “stagione finita” sarebbe l’ennesima puntata della sitcom creata, in attesa dell’addio estivo). E chissà stasera (anzi, visto l’orario di programmazione, stanotte…) cos’altro si inventerà negli studi di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Canale 5, dove – tra i vari ospiti – ci saranno anche Roberto Mancini e Antonio Cassano, ovvero rispettivamente l’allenatore sotto cui Icardi è diventato capitano dell’Inter e l’ex collega (ma mai compagno di reparto, né all’Inter né alla Sampdoria) che ha sempre criticato l’argentino per caratteristiche e atteggiamento. Ennesimo teatrino in vista? Noi intanto prepariamo i popcorn.

ADESSO (ANCHE) BASTA – Dal momento che la telenovela argentina sta andando per le lunghe, anche fuori il controllo della società Inter, che ne può uscire vincitrice solo in un modo (facendo ritornare Icardi in campo senza fascia, ma dopo avergli fatto rinnovare il contratto alle condizioni fissate da Beppe Marotta ed eliminando la clausola rescissoria, oggi utopia), è opportuno che qualcuno faccia un ulteriore sforzo per far rientrare quella che è diventata una pagliacciata vera e propria. E tutti hanno capito che questo sforzo non verrà fatto dalla signora Wanda, quindi probabilmente neanche dal marito-assistito Icardi. Perché la richiesta minima dovrebbe essere quella di smetterla di provocare facendo infelici uscite sull’argomento attraverso i social (Twitter e Instagram su tutti, Facebook molto meno), in attesa di risolvere il tutto in un modo o nell’altro, negli ambienti giusti. La richiesta massima, invece, sarebbe quella di rinunciare alla procura, via oggettivamente impraticabile. Allora adesso è l’Inter a dover abbandonare la mediacità dell’argomento, rifugiarsi nel silenzio e convocare Icardi per prospettargli l’aut aut più banale: “O accetti il rinnovo e torni in campo oppure porta un’offerta estera da 110 milioni di euro e il 1° luglio le nostre strade si separeranno“. Firmato da Suning, che piuttosto che farsi ricattare dalla coppia argentina, rinuncia al suo patrimonio più elevato per fare una grande plusvalenza sì, ma stravolgendo l’attacco e la rosa per salvaguardare gli equilibri nello spogliatoio e soprattutto la credibilità di una società come l’Inter, la cui storia insegna che la maglia conta più del singolo. In un modo o nell’altro, appunto, la situazione va sistemata ora e definita per il futuro: questo Icardi nello spogliatoio dell’Inter non può starci tanto quanto Wanda da agente in sede (non lo è) e da opinionista in studio (non lo può essere avendo altri “ruoli” in contrasto, conflitto di interessi palese). A Icardi la palla, non la fascia: fa’ il tuo gioco.

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