Wanda Nara: “Se Icardi lo chiede, rinuncio a ruolo agente! I suoi soldi…”

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7 giugno 2019, 17:29
Wanda Nara

Wanda Nara svuota il sacco ai microfoni de L’Équipe. La moglie/agente di Mauro Icardi parla del suo doppio ruolo, delle critiche che attira il suo personaggio e della disponibilità a lasciare “libero” l’attaccante dell’Inter. Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da “Calciomercato.com”

DOPPIO RUOLOWanda Nara parla ancora una volta del suo doppio ruolo di moglie e agente di Mauro Icardi: «Come sono arrivata a fare la sua agente? Mi ha chiesto consigli spesso per le sue decisioni e poi mi ha detto continua a fare tu, è nato tutto così. Io non ho mai avuto un manager nel mio lavoro, ho negoziato i miei contratti da sola. Dopo il liceo, ho studiato giurisprudenza e gestione aziendale e ho continuato a farlo durante le mie gravidanze. Essendo la moglie di Mauro, non ho alcun interesse a fare soldi sulle sue spalle, a differenza di altri. Tanto è vero che mi è capitato di soprassedere sulla mia commissione. Potrei stare tranquillamente a casa senza fare niente, ma non sarebbe un buon esempio per i miei figli. E poi, la scelta finale resta di Mauro. Altri agenti difendono i loro assistiti in tv e che io sia consulente o meno, Mauro resta uno dei migliori attaccanti al mondo».

CRITICHE E VITA QUOTIDIANA – «I padri o gli agenti fratelli spesso dicono cose incredibili, hanno un vocabolario diverso da quello di una madre o di una moglie. Io stessa mi sorprendo quando una donna parla di calcio, siamo noi stesse ad essere sessiste e come agente non mi aspetto un trattamento diverso perché altrimenti il mio ruolo perderebbe importanza. Mi attaccano perché è la cosa più semplice da fare, tutte le mie attività sono compatibili con quella di agente, il mio lavoro è lo stesso da quando sono piccola e ci sono sponsor che pagano perché io lo faccia, non ci vedo niente di sbagliato. Ciò che è seria è la mia vita privata, Mauro e io abbiamo una quotidianità noiosa, lontana da quella dei vip, non ci vedrete mai in discoteca».

COPPA AMERICA – «La non chiamata di Mauro dall’Argentina il mio primo fallimento da agente? Se un giorno Mauro mi chiedesse di rinunciare a fare l’agente, lo farei. Essere sua moglie e sua agente non dice necessariamente molto su di me, ma molto di più su Mauro che ha avuto il coraggio, a dir poco, di scegliermi».

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