Conte: “Sanchez? Non escludo nulla! Inter-Milan prima di sette, Eriksen…”

Articolo di
16 Ottobre 2020, 14:39
Antonio Conte Inter Antonio Conte Inter
Condividi questo articolo

Conte ha appena concluso la conferenza stampa di vigilia di Inter-Milan. A poco più di ventiquattro ore dal derby il tecnico non ha sciolto il dubbio legato a Sanchez, mentre su Eriksen ci sarà spazio (anche se non è certo se a partita in corso o dal primo minuto). Ecco tutte le sue parole raccolte in diretta da Inter-News.it.

CONFERENZA CONTE – Questa la conferenza stampa di Antonio Conte alla vigilia di Inter-Milan.

Che valore dà Conte a questa partita qui, che come l’anno scorso è alla quarta giornata ma prima di un ciclo importante?

Penso di dare una risposta abbastanza scontata: noi cerchiamo di fare bene in tutte le partite che giochiamo. Anche perché ogni singola partita e ogni vittoria vale tre punti, quindi sicuramente il derby porta delle difficoltà maggiori. Innanzitutto, secondo me, affrontiamo una squadra forte che sta facendo molto bene: ha finito l’anno scorso in maniera importante, ha ripreso quest’anno nella giusta maniera. Affronteremo una squadra forte, così come abbiamo affrontato una squadra forte come la Lazio. Noi, chiaramente, vogliamo far bene e proseguire il percorso che abbiamo iniziato, sapendo che domani ci saranno delle difficoltà.

In nazionale i ragazzi sono andati via e hanno fatto molto bene. Sono tornati a ridosso della partita, cosa si aspetta Conte da loro?

La maggior parte sono rientrati ieri, gli ultimi Vidal e Sanchez dal Cile ieri sera. Se fai bene in nazionale sicuramente arrivi col morale più alto: la voglia nostra è cercare di metterci a disposizione, preparare bene la partita cercando di sfruttare il morale di questi giocatori che sono tornati facendo bene in nazionale.

Quanto è difficile preparare il derby Inter-Milan in queste condizioni, con tante defezioni e solo l’allenamento di oggi a disposizione?

Sicuramente, se avessi avuto la possibilità di scegliere, avrei preferito avere almeno un giorno in più per preparare il derby. Sappiamo benissimo che ci sono dei calendari da rispettare, sia internazionali sia del campionato, e ci adegueremo di conseguenza. Prepareremo oggi la partita, perché non abbiamo altre vie: non abbiamo grandissimo tempo, cercheremo tra video analisi e lavagna di preparare l’allenamento. Non dovrà essere tanto intenso e lungo, perché i giocatori sono tornati ieri.

Conte si aspetta che la squadra metta in campo quello che ha acquisito in quest’ultimo anno? Il derby può essere una prova di maturità?

Siamo solo alla quarta giornata, gare importanti e prove di maturità ce ne saranno all’infinito prima della fine della stagione. Inevitabilmente mi aspetto una crescita dei ragazzi sotto tutti i punti di vista, soprattutto sulla responsabilità. Sto cercando di lavorare molto su quest’aspetto: penso che sia importante per la crescita di tutto il gruppo e fare uno step in avanti.

Le condizioni di Sanchez in vista di Inter-Milan?

Sanchez è tornato con un affaticamento muscolare. È tornato ieri sera, atterrato alle 22. Faremo delle valutazioni oggi durante l’allenamento: è inevitabile che cercheremo di essere molto attenti, anche perché questa è la prima di un ciclo di sette partite dove giocheremo ogni tre giorni. Faremo delle attente valutazioni, anche assieme al giocatore, e ci prenderemo il giusto rischio. Questa è la prima di sette partite: se Sanchez sarà a disposizione è perché darà delle garanzie. Tornando sulla responsabilità si deve prendere quella di dire che sta bene o che preferisce aspettare e smaltire bene per la prossima gara.

Alla luce dei casi di Coronavirus che stanno sempre aumentando è giusto immaginare che, alla fine, il torneo non necessariamente rispecchi i valori delle squadre?

Io penso che, in un momento molto difficile come questo, dovremmo essere tutti molto bravi a cercare di essere collaborativi e propositivi. Dobbiamo accettare la situazione in essere, perché la accetta lo sport in generale. Anche a livello di lavoro, di quello che sta succedendo in Italia, bisognerà essere molto collaborativi, avere pazienza e molta disponibilità. Abbiamo passato un periodo molto duro, la cosa che mi è dispiaciuta è che ci siamo dimenticati molto in fretta di quello che abbiamo passato, sotto tutti i punti di vista. Adesso sembra che stia tornando di nuovo un periodo difficile per tutti: secondo me, sia a livello sportivo sia di vita privata e lavorativa, dobbiamo essere più uniti tutti per cercare di affrontare questa situazione nel migliore dei modi e andare avanti. Fermarsi, sicuramente, sarebbe disastroso per tutti. Per me diventa inutile parlare di lamentele per i calciatori positivi: ci dobbiamo unire tutti.

È cambiata la filosofia delle squadre italiane secondo Conte? È diventata più europea, giocando all’attacco, o è solo un momento?

L’anno scorso abbiamo fatto centotredici gol in tutte le competizioni. Mi sembra un numero importante, che mi auguro si possa ripetere anche quest’anno. Il calcio cambia, è sempre in continua evoluzione: penso che un calcio propositivo, ad alta intensità, di ritmo e pressione sia quello che viene fatto soprattutto in Europa, e che comunque viene fatto anche in Italia dalla maggior parte delle squadre. Poi, ribadisco, è inevitabile che ognuno deve lavorare in base alla situazione e alle possibilità, perché puoi professare quello che vuoi però alla fine ti devi adeguare al tipo di situazione. Se devi lottare per salvarti sai che, quando giochi con delle squadre più forti, dovrai adottare una strategia che sicuramente sarà diversa rispetto a chi deve sempre giocare per vincere. Penso che in Italia si sia alzato il livello e la voglia di confrontarsi a viso aperto: questo è importante, lo stiamo portando anche all’estero.

All’Inter serve più determinazione in certe partite?

Non penso che le difficoltà maggiori o minori che ci sono in un periodo debbano alzare l’intensità o la voglia e la determinazione di una squadra. Penso che, al di là di tutto, debbano rimanere sempre le stesse. Quando hai più o meno difficoltà questo non deve cambiare, assolutamente. Per quanto mi riguarda sono molto contento: da quando sono arrivato all’Inter ho trovato calciatori ben disposti ad affrontare sia l’allenamento sia la partita. Poi il risultato finale è figlio di tante circostanze, però sono contento di quello che vedo.

Da tanti anni in Italia non si poteva vedere uno scontro così bello fra due esterni, come Hakimi e Theo Hernandez in Inter-Milan domani. Che partita si aspetta Conte da loro?

Mi aspetto una partita tra due squadre, l’Inter e il Milan: dentro queste due squadre ci sono due elementi come Hakimi e Theo Hernandez, molto interessanti, che mettendosi a disposizione della squadra devono portare il loro apporto. Sono due esterni che fanno della velocità la loro arma principale, ma devono metterci anche la qualità.

Come sta realmente Sanchez? Ieri si è detto in Cile che ha un problema muscolare e salterà il derby.

Ho già risposto: è arrivato ieri sera ed è stato visitato dai dottori oggi. Faremo delle valutazioni durante l’allenamento, sentendo il feeling che ha col suo corpo ed eventualmente con l’affaticamento che ha avuto. Poi prenderemo delle decisioni, però in questo momento non escludo nulla su di lui.

Ormai la difesa a tre con de Vrij centrale pare sia un dato di fatto. Quali sono le indicazioni da dare ai due esterni di centrocampo? Come laterali un conto è schierare Skriniar, un altro D’Ambrosio da una parte e Kolarov dall’altra.

Concettualmente non cambia tanto: al di là di chi giochi in quella posizione noi chiediamo al nostro difensore centrale di essere bravo in costruzione, e ci lavoriamo molto. In più deve diventare un elemento aggiuntivo nella fase offensiva, chiaramente non con tutti i difensori centrali ma magari inserendone uno. Ho cambiato un pochettino, mi è capitato di avere dei calciatori che sono nati terzini poi impostati in quella posizione. Mi ricordo al Chelsea con Azpilicueta, che sicuramente è un ottimo interprete del ruolo, lo stesso D’Ambrosio e Kolarov che sono ex terzini. Tante volte la difesa a tre si pensa che sia una cosa più difensiva: io la ritengo una cosa più offensiva, che sta prendendo piede a livello mondiale. Prima si parlava di un passo indietro, invece ora è un passo avanti. Poi dipende sempre da che tipo di situazione affronti durante la partita.

Conte ha già deciso chi giocherà a centrocampo? È vero che c’è un ballottaggio Eriksen-Brozovic?

Sicuramente ho meno problemi, tra virgolette, di altre volte perché ho a disposizione quattro centrocampisti. Domani sarà la prima partita di sette, che ci vedranno protagonisti: non parliamo solo del campionato, ma anche della Champions League. Come ho sempre detto, e ribadirò, ci saranno delle rotazioni che saranno necessarie. Al tempo stesso sono molto tranquillo a fare questo tipo di rotazioni: magari domani partiremo con tre centrocampisti, mercoledì magari partiremo con altri e sabato (col Genoa, ndr) con altri ancora. Tutti quanti saranno protagonisti, sto lavorando con tutti affinché capiscano quello che dobbiamo fare. L’importante è che ci sia sempre grande disponibilità di essere pronti a entrare e avere un buon impatto, o essere pronti a giocare dal 1′ e avere un buon impatto. Questo in generale.

È stata data grande enfasi alle frasi di Eriksen. Ha detto che saranno tutti protagonisti, ha esagerato il giocatore?

Se all’Inter giochi poco, o meno, questo non lo so. In questo momento per me sta giocando il giusto. Io prendo delle decisioni per il bene della squadra, poi posso sbagliare o no. Però io sono contento di quello che Eriksen sta dando all’Inter, di come si è integrato in questo gruppo. Penso che sia contento anche lui: ci sarà spazio per lui come per tutti, anche perché sarà una stagione lunga, difficile ed estenuante. Domani avremo tre centrocampisti più uno dei quattro che andrà in panchina, e dovrà dare il cambio. Avremo una partita contro il Borussia Monchengladbach mercoledì: devo fare delle scelte, penso che Eriksen abbia avuto il suo spazio e abbia dimostrato anche all’Inter il suo valore.

Ci vorrà del tempo per rimettere i positivi al 100%?

Ci siamo organizzati cercando di monitorarli quotidianamente, insieme allo staff. Soprattutto con i preparatori della parte fisica e atletica, visto che da un punto di vista tattico diventa difficile utilizzare il pallone da casa, per cercare di mantenerli con un minimo di condizione. Non dimentichiamo che il problema non è tanto essere colpiti dal virus, ma che tu poi sei a casa e hai difficoltà ad allenarti: perdi la condizione, quando rientri rispetto ai compagni devi di nuovo rimetterti a posto. Il compito mio e dello staff è cercare, quotidianamente, tramite delle sedute video di far sì che questo danno lo sia il meno possibile.

Quanto manca l’assenza dello stadio? Nell’ultimo Inter-Milan, dopo il gol di Brozovic, è stata fondamentale la presenza del tifo. Conte ha un messaggio per i tifosi?

Il fatto di giocare senza pubblico non è bello, e dispiace. Anche perché si dimentica che si lavora, si suda per cercare di dare soddisfazioni al tifoso che viene allo stadio, e spesso e volentieri rinuncia a qualcosa nella vita privata, si priva di qualcosa pur di venire allo stadio e pagare il biglietto. A noi dispiace che non ci sia questa possibilità, questo scambio di emozioni fra chi gioca durante la partita e i nostri tifosi. Cerchiamo di essere quanto più collaborativi e propositivi, per cercare di uscire nel migliore dei modi da questa situazione. Cerchiamo di aiutare chi deve prendere le decisioni, poi per il resto posso dire ai nostri tifosi che nell’ultimo derby sono stati importanti per farci rimontare da 0-2 a 4-2: daremo sicuramente il massimo per i colori della nostra maglia.



Seguici e scarica le nostre APP per restare sempre aggiornato



tifointer





ALTRE NOTIZIE