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Gagliardini subito ‘protagonista’ tuttofare nel centrocampo dell’Inter di Inzaghi

Gagliardini di certo non ha brillato nella prima uscita stagionale, ma ha tutti gli alibi del caso. A partire dai carichi di lavoro da smaltire che, per un atleta della sua stazza, non sono un dettaglio. Il dettaglio, invece, è di natura tecnico-tattico: che ruolo avrà nel nuovo centrocampo dell’Inter di Inzaghi? Da Lugano-Inter è arrivata un’indicazione da approfondire

NON BUONA LA PRIMA – La prima amichevole estiva dell’Inter di Simone Inzaghi non ha dato grandi spunti (vedi analisi tattica di Lugano-Inter). E sarebbe stato sorprendente il contrario. Tra gli esperimenti effettuati dal neo tecnico nerazzurro, oltre alla gestione dei soliti jolly sulle fasce tra difesa e centrocampo, va analizzata la collocazione di Roberto Gagliardini in mezzo al campo. Il numero 5 dell’Inter ha giocato tutta la partita – conclusa con un rigore terribile e con il voto che rispecchia il numero di maglia (vedi pagelle di Lugano-Inter) – nei tre ruoli a disposizione. Nei tre ruoli scoperti del centrocampo pensato da Inzaghi. Il 3-5-2 inzaghiano si discosterà da quello di Antonio Conte e si è già capito come. Più libertà ai singoli e maglie più strette in verticale.

Gagliardini ovunque ma senza essere vice di nessuno

I TRE RUOLI – Gagliardini ha iniziato da mezzala destra, ruolo ormai “dimenticato” dopo le uscite da mezzala sinistra con Conte. Nella ripresa ha cambiato ruolo, restando nella stessa zona a campo invertito, ma da mezzala mancino non ha modificato approccio alla partita né compiti. Per intenderci, Gagliardini nel primo tempo non ha fatto le veci di Nicolò Barella e nel secondo non ha di certo emulato ciò che dovrà fare Hakan Calhanoglu da collante tra i due reparti. Nel finale di gara Inzaghi ha arretrato Gagliardini davanti alla difesa, seguendo la traccia lasciata da Conte. Scelta non cercata, semmai obbligata. Il classe ’94 scuola Atalanta non ha le caratteristiche per rimpiazzare Marcelo Brozovic in cabina di regia. Senza tralasciare la fisicità diversa. Tradotto: Gagliardini in 90′ ha dovuto sostituire il terzetto titolare previsto da Inzaghi a centrocampo ma senza essere il vero backup di uno di essi. Il concetto di “duttilità” racchiuso in una prestazione.

Le prime scelte di Inzaghi nei ruoli di Gagliardini

COLLOCAZIONE FUTURA – Gagliardini tuttofare non è una volontà di Inzaghi, anzi. Trattasi di una soluzione di emergenza che va oltre i discorsi tecnico-tattici. Gagliardini oggi nella nuova Inter è “incedibile” (vedi focus), a meno che non arrivi un’offerta che faccia felici tutti. E Inzaghi lo schiera dove serve, consapevole che in rosa – dopo le vacanze – avrà titolari e rispettive riserve in tutte le posizione. Ma qualcuno dovrà partire, perché il centrocampo è in formato extra large al momento… Quale futuro per Gagliardini? Il vice-Barella, in attesa di novità dal mercato, sarà Arturo Vidal e poi magari il jolly Nahitan Nandez, qualora arrivasse. Stesso futuro per Stefano Sensi alla spalle di Calhanoglu, aspettando di far chiarezza sul futuro di Christian Eriksen, che merita un discorso a parte. E per ora Lucien Agoumé lavora da vice-Brozovic ma senza essere la prima scelta di Inzaghi, che infatti aspetta una mossa dalla società in sede di mercato. Senza dimenticare Matias Vecino, che sta studiando proprio da perno davanti alla difesa e – in caso di rinnovo – può essere il “doppione” tuttofare di Gagliardini. Uno dei due, quindi, rischia di essere di troppo. Più che jolly tuttofare, è il caso di pensare a un paio di specialisti nei ruoli più importanti della mediana. Vale per l’esterno destro titolare ma pure per la riserva in mezzo.

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