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Lugano-Inter: Inzaghi riparte dalle riserve di Conte e prova a invertire i singoli

Lugano-Inter è la prima amichevole pre-campionato della nuova Inter di Inzaghi, che debutta sulla panchina con un pareggio… e un trofeo, vinto ai rigori. Partita dai due volti, visto il 2-0 subìto in 5′ e poi il pareggio trovato con convinzione. Non si può parlare di partita probante e lo dimostra la rosa a disposizione: in campo le riserve di Conte. Pochissimi spunti da analizzare, dunque. Di seguito alcune considerazioni tecnico-tattiche su Lugano-Inter

MODULO – Non c’erano dubbi sul sistema di gioco scelto. Dopo il biennio firmato Conte, Inzaghi riparte dal 3-5-2 cercando di modificare il meno possibile. Non ha ancora a disposizione l’Inter campione d’Italia, bensì la versione discount.

FORMAZIONE DAL 1′ – Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, F. Dimarco; Darmian, Gagliardini, Agoumé, Nainggolan, Dalbert; Satriano, Pinamonti.

Lugano-Inter, le azioni principali e le modifiche di Inzaghi

HIGHLIGHTS – Al 23′ Satriano colpisce il palo dopo una prepotente azione sulla destra. L’Inter va sotto al 30′: gol di Lovric, dimenticato in marcatura da D’Ambrosio dopo la respinta di Handanovic, ma l’errore iniziale è di Dalbert in copertura. Al 35′ Facchinetti dal limite supera Handanovic sul suo palo, ma clamorosa leggerezza di Agoumé nel gestire la palla a ridosso della propria area. L’Inter accorcia al 38′: colpo di testa di D’Ambrosio su calcio d’angolo battuto da Dimarco. Al 54′ Satriano finalmente trova la rete controllando e girando in porta l’assist di Agoumé. Infine, al 90′ annullato gol di testa a Skriniar per fuorigioco su punizione battuta dal solito Dimarco.

FORMAZIONE AL 90′ – A. Radu; Skriniar, Ranocchia, F. Dimarco; Zanotti, Agoumé, Gagliardini, Nunziatini, F. Carboni; Colidio, Pinamonti.

CONSIDERAZIONI – La partita ha poco da raccontare. La prestazione dei singoli rispecchia un po’ quella di ogni reparto (vedi pagelle di Lugano-Inter, ndr). Promosso Dimarco da terzo di sinistra in difesa, meno tutto il resto, che fatica a raggiungere una sufficienza piena. Compreso D’Ambrosio provato quinto di destra per oltre un quarto d’ora. Si salva solo Darmian, che viene spostato da destra a sinistra nel ruolo di quinto. Inzaghi è costretto a invertire le mezzali per cercare di trarre una prestazione migliore da Gagliardini e Nainggolan, ma il tentativo va a vuoto. Poi tocca ad Agoumé agire da mezzala per “bloccare” Gagliardini davanti alla difesa: va meglio, ma Brozovic garantisce prestazioni migliori dal punto di vista tecnico-tattico anche a occhi chiusi. L’unico vero spunto positivo arriva dalla prova di Satriano in attacco, al di là del (bel) gol. Lotta su ogni pallone e, spalle alla porta, fa lavoro per tre causa Pinamonti assente ingiustificato.

Lugano-Inter, tutto ancora congelato da Conte a Inzaghi

COMMENTO FINALE – Lugano-Inter non può certo essere la partita-verità per giudicare il lavoro di Inzaghi, fin qui – logicamente – nullo. Nella formazione iniziale, idealmente, c’è solo il portiere-capitano titolare. Al più un giocatore di movimento (Darmian), chiamato a rimpiazzare momentaneamente l’unico titolare fin qui ceduto (Hakimi). Nella prossima uscita avremo modo di vedere all’opera Calhanoglu, che rappresenta la reale novità rispetto alla rosa lasciata in eredità da Conte. La prima amichevole stagionale serve per riprendere da dove non si era potuto finire: nella passata stagione non è mai esistita un’Inter B, perché Conte si è affidato alla formazione-tipo fino alla fine. E le lacune si vedono tutte. Nelle prossime ore torneranno altri titolari, ma per parlare di “Inter di Inzaghi” bisognerà aspetterà il ritorno dalla tournée statunitense. Per il momento registriamo la continuità di modulo, con l’esperimento Dimarco in difesa. Da capire, a organico completo, quale sarà il suo ruolo principale nella rosa nerazzurra. Il resto lo farà il mercato, tanto in uscita quanto in entrata. Per il momento le riserve di Conte allenate da Inzaghi non danno spunti interessanti, ma è giusto così. Aspettando le novità…

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