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Radu, un (ex) dodicesimo ormai troppo ingombrante per l’Inter: ecco tutte le cifre

Radu non sta trovando lo spazio sperato dopo il ritorno all’Inter. Un ritorno non gratuito, visto che è avvenuto attraversa la formula del riacquisto. Anche a cifre importanti per un prodotto del proprio vivaio, considerando che al momento si tratta di una riserva di lusso. Il suo futuro è strettamente legato a quello di Handanovic

NOVITÀ TRA I PALI – L’arrivo di André Onana (vedi editoriale) nella prossima stagione stravolgerà gli equilibri dell’Inter tra i pali. Un epilogo prevedibile, che ora dà maggiore risalto alla scelta di/su Samir Handanovic (vedi focus). Nei prossimi mesi l’Inter definirà le nuove gerarchie in porta ma una cosa è certa: se resta Handanovic, non ci sarà più spazio per Andrei Radu a Milano. L’attuale dodicesimo scalerebbe nel ruolo di terzo portiere, oggi ricoperto con lo stesso “minutaggio” da Alex Cordaz (vedi focus). Un ruolo che Radu, prossimo ai 25 anni, non potrà ricoprire per tanti motivi.

Radu all’Inter: da secondo a terzo portiere?

NON PIÙ DODICESIMO – Partendo dal primo, quello tecnico. Radu è un classe ’97 che si è ritrovato dodicesimo alle spalle dell’esperto capitano classe ’84 Handanovic, con la speranza di trovare sempre più spazio per diventarne l’erede. Uno scenario che non si verificherà e che spinge il portiere rumeno a (ri)chiedere spazio altrove. Perché già oggi è un dodicesimo “scomodo” ma in un’Inter così competitiva è un compromesso da accettare. I tredici anni di differenza tra i due estremi difensori giocano a favore di Radu, che può ancora sperare di ritagliarsi uno spazio in nerazzurro nel post-Handanovic. All’inizio come dodicesimo del classe ’96 Onana, magari giocandosi le sue chance più di quanto fatto nel biennio all’ombra del capitano sloveno. E a fine carriera come terzo portiere, essendo un prodotto del vivaio tanto quanto il classe ’83 Cordaz. Ma nell’immediato futuro questa ipotesi non esiste: Radu non può scalare nel ruolo di terzo portiere a 25 anni. Nemmeno per una sola stagione. Ed è qui che entra in gioco il motivo economico, che nel calcio business ormai è quello principale.

Radu: ingaggio, costo a bilancio e valore di mercato

LE CIFRE DI RADU – L’ingaggio da circa un milione di euro netto oggi è ottimo per un dodicesimo ma è fuori budget per un terzo portiere. Il valore di mercato, invece, è in crollo e si è praticamente dimezzato dopo le ultime stagioni, letteralmente buttate senza trovare spazio in campo. Radu nel 2018 è stato ceduto al Genoa per 8 milioni di euro con diritto di riacquisto fissato a 12 nel 2019 e addirittura 15 nel 2020, ma l’Inter non è andata oltre la tempistica annuale. Pertanto, il suo costo storico a bilancio è 12 milioni. Un re-investimento che verrà ammortizzato completamente nel giro di cinque anni. Il valore netto a bilancio oggi è circa 6 milioni, che scenderà a 4.8 (estate 2022) e poi a 2.4 (estate 2023). Infatti, la scadenza contrattuale di Radu è lontana, 30 giugno 2024. E oggi sul mercato non vale più di 4-5 milioni. C’è margine per un nuovo prestito con ritorno a Milano il 1° luglio 2023, a un anno dalla scadenza. Poi si dovrà decidere se tenerlo (dopo aver detto addio ad Handanovic?), rinnovandogli il contratto. Oppure cederlo sopra i 5 quest’estate o almeno 2.5 milioni la prossima, facendo un’altra plusvalenza ma stavolta minima. Di sicuro bisogna evitare la minusvalenza ma anche di bruciare un talento che oggi sembra essersi perso. Bisogna, però, ricordare che ha solo 24 anni: la carriera dei portieri è talmente lunga che non bisogna abbattersi ora. Anche se ormai Radu rischia di essere un ex dodicesimo per l’Inter, che (nell’immediato) sembra avere altri progetti tra i pali.

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