Mondo Inter

Toldo: «Tifo Inter ma mi metto un po’ indietro a Zenga! Non era facile, fiero di tutto»

Toldo compie oggi 50 anni. L’ex portiere dell’Inter, intervenuto sulle frequenze di Radio Nerazzurra nel format “Inter-Viste”, parla del suo grande modello e predecessore Zenga. Di seguito la seconda e ultima parte dell’intervista realizzata a Toldo (vedi prima parte)

ZENGA UNICO – Tra i tanti modelli di numero uno, Francesco Toldo non ha dubbi sul suo: «Quello su tutti è Walter Zenga. Zenga per noi portieri è stato il simbolo dell’Inter perché tuttora, se lo seguite – e penso sia così! – ha proprio l’anima nerazzurra dentro. Zenga è cresciuto fin da bambino tifoso dell’Inter, è diventato portiere ed è tuttora ambasciatore e portabandiera. Ha fatto la storia, un po’ come negli anni prima Dino Zoff. Però Zenga è stato un simbolo. Anche perché si distingueva per il coraggio e per il fatto di mettere sempre la faccia in ogni sua dichiarazione. Era la sua caratteristica e lo è tuttora. Io mi metto un po’ indietro a Zenga. Perché credo che sia il portiere dell’Inter per eccellenza degli ultimi anni. Ce ne sono stati anche prima di importanti, però lui negli anni 90 ha proprio vestito i colori nerazzurri come si deve. Io mi sono messo un po’ indietro, perché la mia è stata una storia differente. Io ho fatto cinque o sei anni da titolare. E poi altri tre o quattro in panchina. Cosa che invece non avrebbe credo mai fatto lui. Ma nonostante questo, io mi ritengo tifoso dell’Inter, interista dentro e non mi sono mai tirato indietro per la maglia e per il gruppo, nonostante un inizio molto difficile. Poi seguito da anni di successi e di splendidi trofei conquistati».

ALTRI PORTIERI – Toldo ricorda come all’Inter ci sia stato anche un importante post-Zenga: «Di portieri forti all’Inter ce ne sono tanti. Credo che Zenga sia stato superiore a tutti perché ha fatto veramente annate irripetibili, sia all’Inter sia in Nazionale. Però la forma che io avevo raggiunto, la maturità che potevo dare, era al top. Era altissima! Di errori ne abbiamo fatti tutti, però alla fine dei conti mi piace ricordare che ci voleva anche tanta continuità. E io ho cercato di darla al meglio che potevo. All’Inter non era facile in quegli anni perché ne son successe di tutti i colori, anche senza nostre responsabilità. Il ruolo del portiere è il primo che potrebbe saltare, ma nonostante le varie critiche e le numerose partite difficili io l’ho sempre affrontato questa sfida con onestà sportiva intellettuale, al massimo delle mie capacità. E sono stato fiero, fiero fiero, di far parte dell’Inter! Tornassi indietro, rifarei tutta la stessa trafila».

PRESENTE E FUTURO – Infine, Toldo spiega quali sono i suoi progetti da neo Over-50: «Io attualmente ho chiuso con il calcio, perché ho fatto bellissime esperienze all’Inter, alla Fiorentina e in Nazionale. Ho fatto anche l’esperienza da dirigente e ora mi dedico alla famiglia. Mi è nata l’ultima piccoletta che ha due anni, la seguo con gioia insieme agli altri due ragazzi grandi che, sembra non diano problemi, ma in realtà l’adolescenza è proprio lì. In futuro non do per scontato niente, per carità. Vivo il presente, ma se dovessi allenare i bambini sarebbe una felicità. Al momento non ci penso, perché devo farlo con continuità e non riesco ad aver tempo».

Ascolta “Francesco Toldo” su Spreaker.

Fonte: Radio Nerazzurra – Fabio Donolato

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