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Gagliardini, ricordate quando è arrivato all’Inter come il Pogba bianco?

Gagliardini è arrivato all’Inter nel 2017 sulla scia di un semestre incredibile, soprattutto per clamore suscitato. Ai tempi il centrocampista classe ’94 scuola Atalanta è stato presentato con l’incredibile appellativo di “Pogba bianco”.

GLI INIZI – Roberto Gagliardini è esploso nella stagione 2016-2017 con la maglia dell’Atalanta. Ed è passato al nerazzurro dell’Inter nel gennaio 2017, di fatto dopo un solo semestre giocato veramente a Bergamo. Nel 2015-2016 infatti il centrocampista inizia la stagione in B, al Vicenza, per poi tornare all’Atalanta a gennaio 2016. Con magri, magrissimi risultati: una sola presenza all’ultima di campionato, con Edy Reja in panchina. L’arrivo di Gian Piero Gasperini di fatto cambia il panorama, suo come di tutta la squadra. Non diventa titolare subito, bisogna aspettare di fatto l’undicesima giornata, e in totale mette insieme 13 presenze per 820 minuti. Gare da titolare? Otto. Gol? Zero. In mezzo persino una convocazione con l’Italia, grazie a Gian Piero Ventura che lo chiama dopo le primissime partite in modo onestamente sorprendente.

IL POGBA BIANCO – Insomma in totale poco campo e tanto hype. Ma tanto veramente. Vi ricordate in quali toni si parlava di lui? Gagliardini, ai tempi ventiduenne, impressionava per fisico e corsa, ma sembrava avere un talento ben superiore alle mere doti fisiche. Il paragone era uno: Paul Pogba. Provate a inserire in un motore di ricerca “Gagliardini Pogba” e avrete oltre 200.000 risultati. Il primo ad azzardare l’idea è, manco a dirlo, Gasperini, il responsabile della sua esplosione. Dopo la convocazione in nazionale di cui sopra, il tecnico non si limita: «Io sono molto chiaro: Gagliardini può diventare, con le dovute proporzioni, un Paul Pogba bianco. Lì c’è tutto, dipende da lui». Un’investitura che fa clamore e porta attenzioni e discussioni. Oltre ovviamente ad essere riportata al diretto interessato, che resta umile ma non si sottrae, anzi: «Pogba è il più impressionante che abbia mai visto. Ricordo un duello sulla fascia con Daniele Baselli, ha allargato un braccio ed è volato via. Pogba è fortissimo, troppo più forte, però mi rivedo in lui. L’importante è velocizzare la giocata. Andrea Pirlo non era veloce ma la palla andava». Concetti abbastanza impressionanti da leggere ora, dopo aver visto per molti più minuti in campo il centrocampista.

LA REALTA’ – Sulla scia di tutto questo Gagliardini arriva all’Inter nel gennaio 2017. E il primo quadrimestre con Stefano Pioli (poi esonerato e sostituito da Stefano Vecchi fino a fine stagione) resta il suo miglior periodo a Milano, soprattutto per promesse. Il resto è storia, fino all’incredibile errore sotto porta contro il Sassuolo. E adesso tocca solo a lui reagire dopo le critiche ricevute, anche dalla stampa sportiva italiana che prima lo osannava. Ma una cosa è certa: Gagliardini non è Pogba, né come potenziale né per caratteristiche tecniche.

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