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CONFERENZA – Inzaghi, la presentazione all’Inter con Marotta

Inzaghi è stato protagonista della sua prima conferenza stampa da allenatore dell’Inter. L’allenatore è stato presentato ai media, incluso l’inviato di Inter-News.it, a partire dalle ore 13 allo Stadio Giuseppe Meazza, assieme a Marotta. Rileggi il contenuto della diretta testuale (aggiornato dal basso verso l’alto).

13.40 Si chiude qui la conferenza stampa di presentazione di Inzaghi.

Domanda per Inzaghi: Sensi può essere un giocatore importante per la sua Inter?

Penso di sì, ho grande fiducia e stima di Sensi. È un giocatore molto intelligente, sa sempre la posizione da prendere in campo. Ho parlato con lui, sa della mia stima: in quest’ultimo anno e mezzo ha avuto grandissimi problemi e dobbiamo essere bravi a gestirlo nel migliore dei modi e utilizzarlo quando è al top fisicamente. Sensi sarà una grande risorsa per l’Inter.

Domanda per Inzaghi: abbiamo visto un’Italia diversa rispetto a quella che ci aveva abituati. Che giudizio dà?

È stato un piacere vedere l’Italia in questi Europei. Già aveva fatto ottime qualificazioni, devo fare i complimenti a Mancini che è stato mio compagno di squadra e mio allenatore. Sapevo che avrebbe potuto fare bene, adesso incrociamo le dita e aspettiamo di vederlo in finale.

Domanda per Inzaghi: cosa hai apprezzato di più dell’Inter di Conte che vorrai portare in questa tua nuova avventura? Porteresti qualche giocatore della Lazio?

Dell’Inter degli ultimi due anni si è apprezzato tanto. Ci siamo affrontati tante volte, è normale che sia una squadra solida che dava l’idea di essere molto compatta. Si aveva l’idea che difficilmente si poteva fare gol all’Inter: questo è un qualcosa che ha fatto i suoi frutti. Alla Lazio ho avuto una squadra che ha fatto divertire i tifosi e fatto sempre tanti gol, spero di far divertire i tifosi anche qui a Milano.

Domanda di Inter-News.it a Inzaghi: Barella, Bastoni e Lautaro Martinez, arrivati in finale fra Copa América ed Europei, possono essere un valore aggiunto per questo?

Penso di sì. Già sono giocatori vincenti, perché hanno vinto lo scudetto con l’Inter. In una rosa più calciatori vincenti hai meglio è. Sono molto contento per Barella e Bastoni per la finale del nostro Europeo, e per Lautaro Martinez. L’ho sentito, è carico e ha voglia di giocarsi questa finale col Brasile. Gli auguro di vincerla lui, come auguro ai nostri Barella e Bastoni, e a tutti noi italiani, di vincere questo Europeo che stiamo facendo nel migliore dei modi.

Domanda per Inzaghi: mi chiedevo se in ottica rinforzi abbia individuato qualche nome e se lo può dire. Ci sono degli incedibili?

Come ho detto prima il mercato è in grande evoluzione. Assieme alla società stiamo vedendo di migliorare la rosa: non è semplice, ma cercheremo di farlo. Per quanto riguarda i giocatori che sono convocati per il ritiro sono tutti nostri, saranno valutati da me e dal mio staff. Cercheremo di fare una rosa all’altezza e competitiva.

Domanda per Inzaghi: un giovane come Dimarco può giocarsi le sue chances all’Inter quest’anno? Perisic può fare l’esterno a tutta fascia?

Dimarco ha fatto molto bene a Verona. È un ragazzo cresciuto nel nostro settore giovanile, un motivo di orgoglio in più. Ha dimostrato di saper fare la Serie A, come tutti lo valuterò ma è chiaro che sia io sia la società ci puntiamo. Perisic l’ha fatto l’anno scorso molto bene, è un giocatore molto importante che appena finito l’Europeo, purtroppo, ha preso il COVID-19. Adesso è tuttora in quarantena: lo aspetto a braccia aperte, secondo me farà molto bene nel nostro sistema.

Domanda per Inzaghi: Calhanoglu può essere il suo Luis Alberto per caratteristiche?

Io penso di sì. Ha caratteristiche simili, è un giocatore che in questi anni ho affrontato con la Lazio col Milan. È un giocatore di qualità, bravo sui piazzati, che avevo in testa da tempo. È normale che, avendo Eriksen che nel girone di ritorno è stato fondamentale ed è fortissimo, assieme alla società e al direttore abbiamo deciso di puntare su Calhanoglu. Secondo me ci darà grandi soddisfazioni.

Domanda per Inzaghi: una cosa in cui Roma e Milano si accomunano tanto sono i derby, molto sentiti. Pensi che saranno importanti per la lotta scudetto o per la supremazia cittadina?

Per quanto riguarda il derby di Roma sappiamo cosa rappresenta per l’intera città. So che c’è grandissima rivalità anche qui a Milano: il Milan è una squadra forte, che ha fatto un ottimo campionato. È rimasta in testa per tutto il girone d’andata e qualche partita del ritorno: una squadra così è molto competitiva, con un ottimo allenatore che conosco molto bene. Senz’altro sarà una bellissima sfida.

Domanda per Inzaghi: qual è il primo obiettivo che le ha chiesto la società?

L’ho detto prima: il mio obiettivo è quello di dare continuità. So che sono venuto in una squadra che ha vinto lo scudetto, che purtroppo ha dovuto vendere un giocatore fondamentale ma che ha un grandissimo parco giocatori, entusiasmo e una grande tifoseria. Ho conosciuto i rappresentanti della Curva Nord: sono stati chiari, abbiamo parlato tranquillamente e vogliono una squadra che darà tutto in campo. Ho promesso che sarà fatto, poi come Inter abbiamo degli obiettivi che ho detto prima.

Domanda per Inzaghi: c’è da parte sua la paura che possano esserci altri sacrifici?

Abbiamo detto che sapevo del sacrificio di Hakimi. Gli altri giocatori più importanti mi è stato detto che rimarranno qui all’Inter. Sappiamo di avere da fare qualcosa in entrata, per chi ha avuto modo di vedere il calcio gli esterni sono giocatori importanti. Young è andato in Inghilterra, Hakimi è stato ceduto. Senza fretta, perché anche le altre non ce l’hanno. Sappiamo di aver avuto un problema importante come Eriksen: lì la società è stata brava a portare un giocatore come Calhanoglu, che ci darà grandi soddisfazioni.

Domanda per Inzaghi: ci racconti cos’è successo in quella notte dove si pensava che saresti rimasto alla Lazio? È vero che avevi dato la tua parola a Lotito?

Io penso che nella vita vanno fatte delle scelte. Ringrazierò sempre Lotito per l’occasione che mi ha dato, è un ottimo presidente con grandissime idee. Secondo me si era chiuso un ciclo, c’era stata la possibilità di mandarlo avanti e sono stato a cena con lui e il direttore. Poi, come succede in tutte le famiglie, mi sono preso del tempo per prendere la mia scelta e la mattina dopo ho deciso di cambiare. Con grande correttezza la prima persona che ho avvisato è stata il presidente Lotito.

Domanda per Marotta: sugli stadi avete avuto qualche riscontro?

Il dialogo è la cosa migliore per ottenere dei successi. La Lega Serie A si sta adoperando, con tutte le società, per avere un rapporto continuativo coi rappresentanti del Governo e avere un’apertura. Credo sia il momento di attuarla: la nazione ha milioni di vaccinati, questo dovrebbe paradossalmente invogliare tutti a fare il vaccino. Così facendo faremmo anche pubblicità, con una linea preferenziale per tutti coloro che sono vaccinati e possono entrare in tranquillità allo stadio. Le notizie recenti che abbiamo sono che si va verso una riapertura, non so se totale o parziale. La prudenza dei nostri governanti è di partire per gradi, ma secondo me sarebbe già un grande successo. Per due motivi: primo ricominciare a giocare senza pubblico è desolante, secondo per il fatto che come Inter noi abbiamo avuto mancati introiti per circa cento milioni di euro. Questi pesano tanto nell’economia di un bilancio, che ha già difficoltà.

Domanda per Inzaghi: la prima cosa, quando si viene qui all’Inter, per un allenatore è l’enorme pressione. Roma è stata un buon banco di prova: com’è il tuo rapporto con la pressione, mediatica e non?

Devo dire la verità: a Roma è stata una bella palestra. Ci sono pressioni a Roma e a Milano, è normale. Per uno come me, che fa questo lavoro, le pressioni sono quotidiane. Mi piacciono le sfide, altrimenti non avrei accettato questa dopo che l’Inter aveva vinto lo scudetto e doveva perdere qualche campione. È una grandissima sfida per me e tutto il mio staff, so che avrò l’appoggio della società. Col presidente abbiamo un grandissimo rapporto, so che troveremo delle difficoltà perché sarà un campionato lungo con tante squadre che cercheranno di metterci i bastoni fra le ruote. Dovremo essere bravi a compattarci bene e cercare di trarre vantaggio da queste difficoltà, uscendo ancora più forti.

Domanda per Inzaghi: c’è questa ferita delle ultime tre stagioni chiuse ai gironi di Champions League. Come si potrà fare meglio?

Sicuramente, l’ho detto prima, l’obiettivo dell’Inter è passare i gironi. Non è riuscito nelle ultime stagioni, un po’ per sfortuna e un po’ per qualche infortunio. La squadra è arrivata corta, l’ho fatta nell’ultimo anno con la Lazio ed è una competizione fisica e difficilissima. Tante squadre hanno vissuto il problema del COVID-19, in Europa ci sono squadre che si stanno attrezzando e noi faremo altrettanto. Sapendo che si gioca ogni tre giorni sarà difficilissimo a livello fisico e mentale, ma dobbiamo farci trovare pronti.

Domanda per Inzaghi: c’è qualcosa dell’Inter che l’ha convinta di più rispetto agli anni scorsi in cui si parlava di lei per la Juventus?

In questi anni, non lo nego, ci sono state richieste per il lavoro svolto. Non era ancora il momento di cambiare, a Roma si stava lavorando nel modo giusto. È normale che, dopo 251 partite nella stessa squadra, era venuto il momento di cambiare quest’anno. Quando c’è stata l’opportunità dell’Inter non ci ho pensato e ho accettato subito questa grandissima sfida.

Domanda per Inzaghi: è contento di ritrovare de Vrij?

Ho parlato con tutti i giocatori. Io ho allenato de Vrij, ho giocato con Kolarov e Handanovic. In questo mio compito è normale che mi faccia piacere ritrovarli, poi con gli altri ci siamo incontrati da avversari. Con de Vrij e gli altri due c’era un grandissimo rapporto da prima, ora voglio averlo con tutti.

Domanda per Inzaghi: ha chiesto di non cedere qualcuno in particolare? La Juventus è il primo avversario?

Sapevamo di questa partenza di Hakimi, è stata preventivata ed è stata dolorosa. Era un giocatore richiesto in tutta Europa, sono stati bravi i nostri direttori a portarlo all’Inter. Adesso è un momento difficile, ma la squadra rimarrà competitiva. La società è stata già brava a intervenire per quanto riguarda Calhanoglu, che non era una cosa scontata e difficile da fare.

Domanda per Inzaghi: qual è la prima caratteristica che vuole vedere nella sua Inter?

Una squadra intensa, che sia sempre dentro la partita. Le partite sono fatte di episodi, la squadra forte è quella che riesce a reagire agli episodi. Solitamente ho avuto squadre che hanno reagito, che hanno vinto gare anche nei tempi di recupero. L’intensità è la prima cosa, poi non abbattersi quando gli episodi non girano a proprio favore.

Domanda per Inzaghi: come si aspetta il ritorno da avversario all’Olimpico?

Il mio pensiero penso di averlo scritto in quella lettera al Corriere dello Sport. Sono stati ventidue anni molto intensi e importanti: ho ringraziato tutto l’ambiente, il presidente e il direttore. Alla Lazio sono stato molto bene: ho avuto la fortuna di vincere come giocatore, allenatore delle giovanili e allenatore della prima squadra. Di più non potevo chiedere, adesso era il momento di cambiare. La spinta dell’Inter e della dirigenza è stata forte.

Domanda per Inzaghi: in che cosa ci sarà continuità e discontinuità rispetto all’era Conte?

Io penso che dovrò cercare di dare continuità a un lavoro di due anni fatto nel migliore dei modi, che si è concluso con la vittoria dello scudetto. Il compito del mio staff sarà dare competitività e continuità alla squadra. Quando si cambia allenatore, solitamente, i giocatori hanno grandissima motivazione nel loro interno: voglio raggiungere gli obiettivi che abbiamo detto prima.

Domanda per Inzaghi: ha avuto modo di parlare con Eriksen? Quale sarà il suo futuro?

Con Eriksen ho parlato prima che iniziasse l’Europeo. Dopo l’incidente non ho parlato: mi è dispiaciuto tantissimo, giocatore su cui contavo. È dell’Inter, la società gli ha messo tutto quello di cui aveva bisogno. Avrà bisogno dei suoi tempi, la società ha avuto modo di cogliere l’opportunità di Calhanoglu che mi piace tanto. Christian ora deve stare tranquillo e riposarsi, avrà tutto il suo tempo e io come allenatore lo aspetterò a braccia aperte.

Domanda per Inzaghi: con te Immobile è arrivato alla Scarpa d’Oro. Lukaku dove può arrivare?

Romelu l’ho sentito diverse volte. Io penso che adesso, ovviamente, è deluso per l’eliminazione col Belgio. Giocatore importantissimo, una garanzia, che ha dimostrato in questi due anni all’Inter di essere una garanzia sul campo. Ma una garanzia lo sono anche i suoi compagni: giocatore fortissimo che fa reparto, ma in questi due anni è stato assecondato dai compagni.

Domanda per Inzaghi: perso Hakimi, come si può rinforzare questa squadra per renderla comunque competitiva per il titolo?

Io penso che in questo momento in pochi si siano mossi. Sappiamo che questo momento è duro, per tutte le squadre e non solo per l’Inter. Sapevo e mi era stata prospettata la partenza di Hakimi, questo è accaduto però la società mi ha promesso che l’Inter rimarrà competitiva e forte come lo scorso anno. C’è un contatto diretto col direttore, quotidiano: sappiamo dove dobbiamo intervenire. Come ho detto prima il nostro grande obiettivo è difendere lo scudetto appena vinto, poi chiaramente fare un percorso in Champions League migliore. Ho letto che è dal 2010-2011, con Benitez e Leonardo, che l’Inter non va oltre gli ottavi di finale: è un grande desiderio.

Domanda per Inzaghi: cosa ha significato per lei lasciare la Lazio?

Come ho detto prima questo cambiamento sono le motivazioni che me l’hanno dato. Ho trovato delle persone nell’Inter che in quattro-cinque giorni mi hanno fatto capire di volermi a tutti i costi. Ho accettato questa sfida, stimolante. So che ci saranno difficoltà: abbiamo lo scudetto sul petto da difendere e tante squadre attrezzate contro di noi. Ma siamo l’Inter: faremo di tutto per difendere lo scudetto appena vinto. Anzi, colgo l’occasione per fare i complimenti alla società, a mister Conte e ai ragazzi per questo scudetto che aspettavano da tanto tempo.

Domanda per Inzaghi: dopo tanti anni alla Lazio che sensazioni prova a essere in panchina coi Campioni d’Italia?

Da parte mia c’è un grandissimo entusiasmo, in questa nuova avventura. Ho grandissime motivazioni, so che davanti a me si prospetta un lavoro importante ma è una bellissima sfida. Mi hanno convinto da subito il presidente Zhang, il direttore Marotta e Ausilio. Mi hanno dimostrato tanta voglia, adesso sono qui col mio staff sapendo che abbiamo un grande lavoro davanti. Ma siamo consapevoli che troveremo una società forte e dei tifosi che, da queste vacanze in tutta Italia, so che ci staranno vicini per tutta la stagione.

13.00 Prende la parola Marotta: «Con questa conferenza prende il via la nuova stagione, che sarà come sempre difficile. Oggi abbiamo il piacere di presentare il nuovo allenatore Simone Inzaghi: è un motivo di grande orgoglio, significa che il progetto Inter continua ed è affidato alle buone mani di un giovane allenatore. Di esperienza ne ha tanta, è tra i più vincenti in Italia. Siamo onorati di questo, è il profilo adatto per i valori autentici di questo club: competenza, entusiasmo, cultura del lavoro e rispetto della storia di questo club, fatta di vittorie e di un palmarès ricco di successi. Siamo in un momento difficile, post-pandemia, caratterizzato da sofferenze e perdita di persone che conoscevamo. In contemporanea anche di un effetto nell’economia mondiale, che ha creato grandi problemi. Di riflesso il mondo del calcio è alla ricerca di un modello che dia sostenibilità: siamo ormai lontani dal modello di mecenatismo, caro anche a questa città, che vedeva i proprietari delle società avere a cuore le sorti del proprio club, anteponendo il risultato sportivo al bilancio. Oggi è impossibile, bisogna avere un modello di sostenibilità e continuità. Di sicuro l’Inter vuole continuare attraverso quelli che sono gli intenti della proprietà, sulla falsariga della propria storia, per cercare di ottenere gli obiettivi sportivi nel rispetto delle questioni finanziarie. Il compito del management, cito Piero Ausilio, io e Dario Baccin per la parte sportiva, ma anche Alessandro Antonello per quella corporate, è allestire una squadra competitiva nel rispetto degli equilibri economico-finanziari. Siamo davanti a uno scenario inquietante, che purtroppo riserverà ancora spiacevoli situazioni. Oggi la situazione economico-finanziaria vede il mondo del calcio in difficoltà: serviranno ancora diversi miliardi di euro. Dovranno essere messi a disposizione da parte degli azionisti, o in termini di equity o di finanziamenti di terze entità. Ci tengo a sottolinearlo, ed è giusto farlo, che la nostra proprietà da quando è all’Inter ha profuso circa settecento milioni di euro per dare solidità e continuità. Oggi la situazione è cambiata: l’economia mondiale è in piena contrazione e anche il mondo del calcio ne paga le conseguenze. È impensabile chiedere sacrifici finanziari alla proprietà: bisogna fare di necessità virtù, ma non è che più spendi più vinci. Certamente sono state fatte delle scelte dolorose: abbiamo dovuto cedere Hakimi, che era un asset importante, ma proprio per dare continuità. La speranza è che possa tornare il nostro pubblico: giocare senza è triste. Un antropologo e sociologo, Maurice, ha detto che il calcio senza pubblico è pari a zero. Noi che abbiamo vissuto tante partite così abbiamo notato tanta tristezza, anche se la squadra ha vinto tanto. L’auspicio per il nostro Governo è di poter riaprire gli stadi italiani, sulla scorta dell’esperienza che sarà fatta in Premier League e Liga. Da una parte il calcio rappresenta un fenomeno sociale fondamentale: credo che i tifosi siano un patrimonio, per ogni società calcistica».

12.49 Poco prima dell’ingresso nell’impianto di San Siro, Inzaghi ha incontrato una delegazione della Curva Nord che gli ha dato il benvenuto. Qui il video dall’inviato di Inter-News.it.

12.45 L’Inter riparte per la stagione 2021-2022. Alla vigilia del raduno ad Appiano Gentile arriva la presentazione di Simone Inzaghi. Appuntamento fra quindici minuti in sala stampa allo Stadio Giuseppe Meazza, con lui ci sarà anche Giuseppe Marotta.

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