Udinese-Inter: Spalletti con punte finte dimentica di avere un centrocampo

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5 maggio 2019, 01:22
Luciano Spalletti

Un altro pareggio per l’Inter, che non sa più come sprecare il vantaggio sulle inseguitrici: lo 0-0 di Udine è allarmante dal punto di vista della prestazione improduttiva, ma ciò che preoccupa maggiormente ora è la classifica. Spalletti poco convincente nelle scelte

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Spalletti per affrontare l’Udinese: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Borja Valero, Brozovic; Politano, Nainggolan, Perisic; Lautaro Martinez.

Udinese-Inter Formazione Ufficiale

Udinese-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – L’assenza di Vecino mette in crisi Spalletti, che deve reinventarsi l’Inter in modo da poter insistere sul solito 4-2-3-1: la scelta ricade sul doppio regista, quindi su Borja Valero al posto del mediano (Gagliardini), con l’idea di fare gioco palla a terra fin dai primi minuti.

PRIMO TEMPO – L’Inter prova a fare la partita puntando perlopiù sulle qualità di Nainggolan di spezzare l’azione avversaria e lanciare i compagni, ma gli esterni sono poco ispirati e Lautaro Martinez troppo basso per aiutare nella manovra non riempie l’area come potrebbe. Tanto possesso palla, ma sterile. D’Ambrosio si fa notare negativamente per un’ammonizione pesante (era diffidato), Borja Valero per una serie di errori in impostazione e interdizione che complicano il lavoro in mezzo al campo. Il primo tempo termina 0-0: tanto possesso per nulla.

SECONDO TEMPO – Il canovaccio dell’Inter non cambia, ma la situazione non migliora neanche quando l’Udinese inizia a perdere metri e lasciare più campo attaccabile: l’Inter schiaccia l’Udinese senza essere pericolosa in zona gol. Al 63′ primo cambio per l’Inter: fuori Borja Valero, dentro Icardi. L’argentino si piazza in area con Lautaro Martinez a supporto, Nainggolan scala sulla linea mediana. La prestazione in crescendo di Brozovic viene macchiata dal giallo che gli farà saltare il Chievo. Al 77′ secondo cambio per Spalleti: fuori Politano, dentro Candreva. Staffetta sulla fascia destra. Al 79′ terzo e ultimo cambio: fuori Lautaro Martinez, dentro Keita. Il senegalese supporta Icardi vicino all’area (come da immagine sotto allegata, ndr). Gli attacchi dell’Inter sono disordinati e non portano a nulla. Il secondo tempo termina 0-0: zero spettacolo, zero gol.

Udinese-Inter Formazione Finale

Udinese-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Un pareggio che sa di sconfitta, il punto di vista non può che essere negativo in base a chi non ha funzionato: Borja Valero. Chiamato a rimpiazzare Vecino davanti alla difesa con altre caratteristiche, lo spagnolo né fa filtro (si prende un’ammonizione gratuita) né costruisce come potrebbe, dato che c’è già Brozovic a fare il suo. L’utilizzo pensato da Spalletti diventa nullo alla distanza ed esce quasi per disperazione. Finito.

COMMENTO – Il riassunto di Udinese-Inter può essere fatto guardando il tabellino: zero gol fatti e due punti persi che complicano non poco la corsa Champions, in attesa dei risultati delle inseguitrici. Spalletti si fida solo di se stesso e sceglie la via meno logica per incastrare l’Udinese: la mossa Borja Valero è fallimentare già sulla carta, aver ignorato nuovamente Gagliardini è argomento che deve far discutere. Se Spalletti sbaglia la mossa iniziale, si corregge dopo oltre un’ora, ma lo fa più per dare un segnale ai critici che alla squadra: le due punte non giocano da tali e i cambi successivi servono ad annullare la scelta precedente. Candreva non porta gol in dote, si sa. In particolare, l’ingresso di Keita a supporto di Icardi (anziché da ala sinistra, Perisic intoccabile…) è senza senso, il tutto per non cambiare sistema di gioco nemmeno a partita in corso. Una presa di posizione così netta da parte di Spalletti che non sembra reale: perché, avendo una difesa a quattro solida e intoccabile, centrocampo e attacco non vengono modificati in base ai giocatori a disposizione? Inserire uno o due centrocampisti (Gagliardini e Joao Mario) in più anziché schierare gli attaccanti (in condizioni atletiche inaccettabili) in modo casuale potrebbe aiutare l’Inter a essere più concreta anche sotto porta, dove è impensabile arrivare se non con palloni messi disordinatamente in area. Nelle prossime ore si tornerà a parlare dell’importanza o meno delle due punte, ma quelle schierate da Spalletti contro l’Udinese non possono essere definite tali. L’Inter ha bisogno di uscire da questo vicolo cieco e le squalifiche paradossalmente possono “aiutare”: contro il Chievo non ci saranno D’Ambrosio e Brozovic, che sia la volta buona per vedere un’altra Inter? Con una punta, due, tre o anche zero, purché a centrocampo venga messo più di uno in grado di reggere 90′ ad alti livelli giocando a calcio.

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