Sassuolo-Inter: la vittoria del 3-5-2 che esalta tutti, anche senza Lukaku

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28 Novembre 2020, 18:54
Antonio Conte Inter Antonio Conte Inter
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L’Inter a Reggio Emilia ricorda come si gioca a calcio e chiude la pratica Sassuolo prima di attivare un qualsiasi tipo di reazione. Sanchez apre le marcature e Gagliardini le chiude, in mezzo anche l’autogol dello sfortunatissimo Chiriches. Il ritorno al 3-5-2 è alla base della prestazione concreta, pur senza Lukaku. Ecco l’analisi tattica di Sassuolo-Inter

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Sassuolo in Serie A: Handanovic; Skriniar, de Vrij, Bastoni; Darmian, Vidal, Barella, Gagliardini, Perisic; Sanchez, Lautaro Martinez.

Sassuolo-Inter formazione iniziale

Sassuolo-Inter formazione iniziale

MODULO – L’abbandono (momentaneo?) del centrocampista avanzato rimette l’Inter nelle condizioni di rispolverare il sistema di gioco che conosce a memoria. Il 3-5-2 torna con prepotenza senza cambiare i principali interpreti in mezzo al campo, proprio a dimostrazione dell’importanza delle diverse consegne tattiche.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – A sorpresa Conte punta sull’asse cileno sul centro-destra, dove si decide di far gioco. Al 4′ proprio Sanchez segna a botta sicura a due passi dalla porta dopo una grande azione di Lautaro Martinez, anche se il regalo difensivo del Sassuolo è notevole. L’Inter fa la partita coprendo bene il campo in ampiezza e cercando le verticalizzazioni sugli attaccanti che non danno punti di riferimento. Al 14′ il cross di Vidal da destra finisce in rete su deviazione decisiva di Chiriches, assoluto protagonista in negativo dell’avvio neroverde. Conte mette in crisi il sistema De Zerbi. Al 21′ da segnalare il palo di Djuricic dalla distanza con Handanovic immobile. L’Inter mostra grande aggressività nel portare il pressing e altrettanta attenzione difensiva, grazie alla copertura degli esterni. Le punte si invertono in continuazione. Il primo tempo termina 0-2: l’uno-due è letale, ma anche meritato.

SECONDO TEMPO – Nessun cambio nell’intervallo e maggiore sofferenza a inizio ripresa con tutto il Sassuolo votato all’attacco. Lo sprint neroverde dura poco perché gli uomini di Conte gestiscono bene il doppio vantaggio e sanno ripartire. Al 60′ bellissimo gol di Gagliardini, che entrando in area controlla e calcia al volo su assist di Darmian dalla destra. All’80’ primo doppio cambio per l’Inter: fuori Sanchez e Lautaro Martinez, dentro Young e Lukaku. Perisic avanza nel ruolo di punta, l’inglese si posiziona largo a sinistra. Forze fresche in campo contro un Sassuolo demotivato. All’85’ gol di Lukaku giustamente annullato per fuorigioco. Subito dopo doppio cambio per Conte: fuori Barella e Perisic, dentro Sensi ed Eriksen. L’italiano agisce da mezzala mancina, mentre il danese supporta Lukaku da sinistra. Modifica tattica che serve solo a incrementare il minutaggio dei due. Al 92′ quinto e ultimo cambio per l’Inter: fuori Darmian, dentro Hakimi. Il marocchino si sistema largo a destra (come da immagine sotto allegata). Il secondo tempo termina 0-3: tutto troppo facile per l’Inter, finalmente.

Sassuolo-Inter formazione finale

Sassuolo-Inter formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – L’acquisto più sottovalutato del mercato “estivo” interista continua a brillare quando chiamato in causa: Darmian. Gioca da quinto di destra nel 3-5-2, ma è praticamente sempre puntuale in difesa (a quattro quando Bastoni si allarga e a cinque quando si abbassa anche Perisic) e in attacco. Non segna ma fa segnare. Definire la prestazione del numero 36 è facile, perché è proprio la facilità delle sue giocate a renderlo concreto. Non deve osare mai per assicurarsi di fare sempre la cosa giusta. L’Inter oggi ha bisogno di giocatori così. Non solo duttili, realmente utili. Sorpresa.

COMMENTO – Può esistere un’Inter senza Lukaku. Solo nelle rotazioni, ma può esistere. Questa è una notizia. Forse la migliore di Sassuolo-Inter, che viene chiusa già dopo un quarto d’ora e non per particolari meriti individuali. L’approccio alla partita è finalmente all’altezza di chi vuole vincere, senza subire l’avversario. Conte fa rifiatare Lukaku e si ricorda che in un passato non troppo lontano è esistita un’Inter concreta che poteva fare a meno del finto trequartista: c’è da stappare lo spumante per il ritorno del 3-5-2, finalmente! L’utilizzo di un trequartista, che non è tale, si è dimostrato superfluo come sempre grazie alla presenza di Sanchez, regista alto quando schierato in campo. Meglio avere un vertice basso a dare equilibrio davanti alla difesa che uno alto a riempire la trequarti senza trovare movimenti e palla. Se poi, in assenza di Brozovic, il perno centrale è Barella anziché Vidal, la concretezza nella doppia fase di gioco non può che giovarne. Conte finalmente schiera come e dove deve i giocatori in grado di fare la differenza. Il 3-5-2 esalta tutti, soprattutto gli esterni che non devono fingersi mezzali a supporto del trequartista e contribuire alla spinta dei terzi di difesa. Nel 3-5-2 gli esterni a tutta fascia fanno gli esterni, infatti Darmian e Perisic sono nettamente i migliori in campo. Bene anche la difesa a tre titolare. Benissimo, anzi. Sarebbe bello, da questo momento in poi, vedere sempre questo assetto tattico ma con la miglior formazione a disposizione. Con Lukaku dal 1′, ovviamente. E anche Hakimi dovrebbe migliorare le sue giocate se gli venisse chiesto ciò che viene chiesto a Darmian. Che comunque sta dimostrando di meritare una maglia da titolare, a priori. A Conte il compito di non fare altri passi indietro, riproponendo il 3-4-1-2 mai assimilato dall’Inter: il modulo non è solo una questione di numeri, bensì di prestazioni individuali al servizio della collettività. Oggi esistono due Inter che vanno a velocità diverse, meglio puntare su quella più concreta.



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