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Juventus-Inter: squadra brutta, prestazione sporca e tre punti pesantissimi

Juventus-Inter permette alla squadra di Inzaghi di respirare dopo un periodo buio. Il (doppio) rigore di Calhanoglu è l’unica firma sul tabellino dell’Allianz Stadium, per uno 0-1 che vale tre punti quasi storici. L’Inter di Inzaghi si snatura, giocando nettamente al di sotto delle sue possibilità tecnico-tattiche. Perché è il risultato l’unica cosa che conta, soprattutto in casa di un avversario simile. Di seguito l’analisi tattica di Juventus-Inter

Pre-Game Analysis: la preparazione e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Inzaghi per affrontare la Juventus in Serie A: Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, A. Bastoni; Dumfries, Barella, Brozovic, Calhanoglu, Perisic; Dzeko, Lautaro Martinez.

Juventus-Inter formazione ufficiale
Juventus-Inter formazione ufficiale

In-Game Analysis: lo sviluppo e la lettura della partita

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 9′ Handanovic interviene malamente con i pugni su un cross di Cuadrado dalla destra confezionando un assist praticamente a porta vuota che Chiellini non sfrutta, vedendo finire la palla sulla traversa e tornare in gioco. Prima dell’intervallo, il VAR assegna un rigore per fallo su Dumfries, ma al 46′ Szceszy respinge la conclusione di Calhanoglu e l’arbitro annulla inspiegabilmente l’autogol dell’accoppiata Danilo-Rabiot. L’assurda decisione del VAR è di far ripetere il rigore e al 50′, in pieno recupero, Calhanoglu non sbaglia dagli undici metri: Szczesny battuto (0-1). Nel secondo tempo, al 73′ clamorosa azione personale di Zakaria che colpisce il palo da fuori area anche grazie al leggero ma decisivo tocco di Handanovic.

MODIFICHE – Nel secondo tempo, al 59′, sullo 0-1, arriva il primo doppio cambio per Inzaghi: fuori Dumfries e Lautaro Martinez, dentro Darmian e Correa. Staffette prevedibili nel ruolo di quinto destro a centrocampo e in attacco. Al 78′ ecco il secondo doppio cambio nerazzurro: fuori Brozovic e Calhanoglu, dentro Gagliardini e Vidal. L’italiano si posiziona davanti alla difesa con il cileno alla sua sinistra. Infine, al 91′ quinto e ultimo cambio per l’Inter: fuori Dzeko, dentro Gosens. Il tedesco agisce da quinto sinistro con Perisic che chiude in attacco alla destra di Correa (come da immagine sotto allegata, ndr).

Juventus-Inter formazione finale
Juventus-Inter formazione finale

Player Analysis: il singolo decisivo in Juventus-Inter visto ai raggi X

PROTAGONISTA – Un solo nome ma a titolo simbolico: Brozovic. Non gioca una grande partita delle sue ma rispetto al contesto sembra un gigante. Anzi, quando sbaglia – e per fortuna non arriva il gol avversario – non sembra nemmeno così grave perché gli altri fanno di peggio sia prima sia dopo. Il ritorno del centrocampista croato davanti alla difesa permette all’Inter di recuperare una presenza determinante. La manovra magari tornerà a essere fluida alla prossima occasione, intanto i passi in avanti sono positivi. Non ha ancora i 90′ nelle gambe dopo l’infortunio, ma oggi per l’Inter è prezioso anche con una gamba sola. Ritrovato.

Post-Game Analysis: le considerazioni finali su Juventus-Inter

COMMENTO – Incredibile ma vero: Allegri schiera tutte le sue stelle dal 1′ senza preoccuparsi di difendere. La Juventus alterna il 4-2-Fantasia in copertura al 3-4-Fantasia in costruzione. Che prevede un tridente atipico, in cui le seconde punte alle spalle di Vlahovic aiutano il centrocampo rendendo impossibile la manovra nerazzurra. Le prestazioni di Dybala e Morata, oltre a quella del sempre velenoso Cuadrado, creano un notevole vantaggio competitivo alla Juventus. La partita nella partita a centrocampo è stravinta dai bianconeri nonostante l’inferiorità numerica in mezzo. Il 2 vs. 3 viene ribaltato proprio grazie al lavoro tattico delle mezzepunte. Quando la Juventus capisce di poter fare la partita, non c’è neppure più bisogno di variare troppo sul tema: l’Inter è in confusione. Solo l’episodio del rigore, quasi in maniera insperata, fa tornare la squadra di Inzaghi in partita. Non dal punto di vista del dominio tecnico-tattico, bensì del risultato: difendere lo 0-1 crea un’altra partita. Una partita difensiva vinta dall’Inter con non poca fatica. Per portare a casa tre punti così pesanti è necessario snaturarsi a tal punto: forse serviva un’Inter mai così brutta ma vincente. Bene così.

OSSERVAZIONE – Si può vincere una partita di calcio anche giocando male? La risposta è Juventus-Inter. L’Inter di Inzaghi ci ha abituato a vincere, magari anche stravincere, dominando dal 1′ al 60′, prima del crollo fisiologico e dei cambi per portarla oltre il 90′. A Torino succede l’opposto. La Juventus fa la partita, ma l’Inter trova l’episodio-vincente per sbloccarla. E portare a casa la vittoria. Fosse finita 0-0 non sarebbe stato scandaloso. Partita in generale tutt’altro che spettacolare, ma tecnicamente povera da parte dell’Inter. Non è un caso la sufficienza piena per pochi (vedi pagelle di Juventus-Inter). Vale da chiedersi se Inzaghi ha potuto prepararla solo così per via dell’arrivo tardivo dei nazionali o se manca sempre qualcosa. Di sicuro sta mancando la novità Gosens, a prescindere dalla staffetta con Perisic. Il 3-5-2 monotematico dell’Inter inzaghiana non può assumersi altri rischi: a Torino va meglio del previsto, ma è tempo di tornare a masticare calcio. Le prestazioni sporche non possono portare altri 24 punti.

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