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Inter-Roma: Conte sperimenta qualcosa ma lo spartito è quello tricolore

Tutto troppo facile per l’Inter, che mette subito le cose in chiaro e poi chiude la pratica giallorossa. Il 3-1 porta le firme di Brozovic, Vecino e Lukaku, a dimostrazione che può segnare davvero chiunque in un meccanismo oleato. Conte tiene alto il livello di concentrazione, Lautaro Martinez un po’ meno. Barella in copertina. Ecco l’analisi tattica di Inter-Roma

PRESENTAZIONE PRE-PARTITA

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare la Roma in Serie A: Radu; D’Ambrosio, Ranocchia, Skriniar; Darmian, Vecino, Brozovic, Barella, Perisic; Lukaku, Sanchez.

Inter-Roma formazione iniziale
Inter-Roma formazione iniziale

MODULO – Conte ripropone il 3-5-2 rimaneggiato in tutti i reparti, rinunciando nuovamente ad alcuni uomini-chiave della sua Inter (già) campione d’Italia. Torna Brozovic davanti alla difesa.

RESOCONTO PARTITA

PRIMO TEMPO – La partita viene approcciata da entrambi come un allenamento di fine stagione ma si vede subito il marchio contiano nella manovra interista. All’11’ possesso palla prolungato dalla difesa in attacco, poi da destra verso sinistra e viceversa, fino a sfondare con Darmian, che da destra serve Brozovic, preciso nel piazzare la palla in rete. Al 20′ l’uno-due che porta al gol si ripete con Lukaku che assiste Vecino dopo lo straordinario lancio di Barella che manda il centravanti belga in fuga. Tutto troppo facile per la squadra di Conte, che sfrutta appieno tutti i suoi punti di forza. Manovra pulita, ripartenze veloci e gioco sugli esterni. Al 31′ Mkhitaryan piega le mani a Radu con una conclusione a bruciapelo ma è incomprensibile la facilità con cui viene concesso il tiro alla Roma. Al 35′ primo cambio obbligato per Conte: fuori Sanchez, dentro Lautaro Martinez. Torna la coppia titolare in area di rigore. Il primo tempo termina 2-1: buona Inter per metà tempo, poi una sbavatura di troppo rimette in gioco la Roma.

SECONDO TEMPO – L’Inter torna in campo con l’undici che ha chiuso la prima frazione di gioco. A differenza del primo tempo, per buona parte della ripresa ad avere il pallino del gioco sono gli ospiti. Al 57′ il palo di Dzeko salva Radu dal pareggio. Al 59′ primo doppio cambio per l’Inter: fuori Perisic e Vecino, dentro Hakimi e Sensi. Conte sposta Darmian sulla fascia sinistra e riporta Barella sul centro-destra. Finiscono qui gli esperimenti tattici della serata. Al 78′ ultimo doppio cambio per l’Inter: fuori Darmian e Lautaro Martinez, dentro Young e Pinamonti. Staffetta finale sulla fascia e in attacco (come da immagine sotto allegata, ndr). Cala il ritmo, aumentano gli spazi attaccabili. Al 90′ clamoroso contropiede dell’Inter, che lancia Hakimi in campo aperto e per Lukaku è un gioco da ragazzi segnare su assist dell’esterno marocchino. Il secondo tempo termina 3-1: un’altra vittoria casalinga per l’Inter di Conte, inarrestabile.

Inter-Roma formazione finale
Inter-Roma formazione finale

CONSIDERAZIONI POST-PARTITA

PROTAGONISTA – Trattandosi di una partita senza pressioni particolari, tocca soffermarsi su una giocata che vale tre punti e parte dai piedi del calciatore maturato più di tutti agli ordini di Conte: Barella. Il lancio che taglia il campo e porta al 2-1 è una giocata che si aspetta dal regista della squadra, non dal principale incontrista tutto polmoni. Basta questo per finire in copertina. Top.

COMMENTO – L’Inter con la pancia piena da scudetto sembra addirittura più forte di quella che ha concluso la cavalcata trionfale in modalità “straordinari”. Si vedono buone trame di gioco e voglia di dominare. Il 2-0 dopo 20′ è un’esagerazione che fa capire la forza di questa squadra. Poi si vede anche qualche lacuna, curiosamente nelle riserve lanciate dal 1′, ma ci sta. Quello di Inter-Roma è un allenamento di livello élite. Conte mette in campo una squadra mai vista prima ma non si nota la differenza. Il centro-destra dell’Inter campione d’Italia (Skriniar in difesa e Barella a centrocampo) viene dirottato dall’altro lato del campo e c’è Darmian al posto di Hakimi. Questo è l’esperimento di Conte, che rinuncia al lato forte della sua squadra ma è proprio da lì che nascono i due gol. I punti di forza della squadra nerazzurra non vengono meno. Certo, la qualità è inferiore a causa dell’assenza – tra gli altri – di de Vrij ed Eriksen, ma che importa? Arrivano tre gol e altrettanti vengono divorati sotto porta. L’Inter 2020/21 non è solo l’undici titolare visto in campo nell’ultimo periodo. Il vero segreto è nella testa: Conte ha plasmato titolari e riserve, che utilizzano lo stesso spartito vincente. Le azioni dei gol hanno come protagonisti gli uni e gli altri. La squadra sembra giocare a memoria ma non è così: gioca semplice e in maniera efficace. E chi rallenta è fuori. L’entrata-uscita di Lautaro Martinez riassume benissimo il livello preteso da Conte anche a stagione finita. Di sicuro non si può parlare di una partita “allenante” ma il 3-1 di Inter-Roma è uno spot godibile. Non ha senso analizzare il resto visto il contesto, quindi spazio alle statistiche: quindicesima vittoria consecutiva in casa, sedicesima nelle ultime diciannove partite (un girone senza sconfitte) e i punti ora sono 88 su 105 a disposizione. E sabato si va in casa della Juventus, a +16. Che lavoro ha fatto Conte su questo gruppo. Chapeau.

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