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Inter-Juventus (1-0): Allegri di nuovo a lezione da Inzaghi, che non cambia

Inter-Juventus vale un’altra Finale di Coppa Italia per Inzaghi. L’1-0 di San Siro porta la firma di Dimarco, a cui basta un quarto d’ora per sbloccare la partita e poi permettere alla sua squadra di gestirla senza particolari problemi. Allegri non riesce a riprenderla, nonostante le numerose modifiche all’assetto tattico iniziale. Di seguito l’analisi tattica di Inter-Juventus in Coppa Italia

Pre-Game Analysis: il modulo e le scelte di Inzaghi

FORMAZIONE – Ecco il 3-5-2 di partenza dell’Inter scelto da Simone Inzaghi per affrontare la Juventus in Coppa Italia: 24 Onana; 36 Darmian, 15 Acerbi, 95 A. Bastoni; 2 Dumfries, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 22 Mkhitaryan, 32 F. Dimarco; 9 Dzeko, 10 Lautaro Martinez ©.

In-Game Analysis: sviluppo e lettura di Inter-Juventus

HIGHLIGHTS – Nel primo tempo, al 15′ Dimarco tocca quanto basta di esterno sinistro il pallone filtrante di Barella e beffa Perin al termine di un’azione spettacolare in verticale (1-0). Nella ripresa, al 53′ Dzeko raddoppia con un diagonale mancino potente e preciso al termine di una splendida azione personale sulla sinistra ai danni di Bremer, ma vana perché viziata da fuorigioco.

SOSTITUZIONI – Nel secondo tempo, al 68′ e sul risultato di 1-0, primo doppio cambio di Inzaghi: fuori Barella e Dzeko, dentro Brozovic e Lukaku. Avvicendamento tra titolarissimi alla ricerca della versione più “fisica” della formazione in campo con il croato davanti alla difesa e il belga centravanti. Al 78′ secondo doppio cambio per l’Inter: fuori Dimarco e Lautaro Martinez, dentro Gosens e Correa. Altra staffetta di coppia con la stessa finalità per avere anche forze fresche per il finale. Infine, all’82′ ecco il quinto e ultimo cambio nerazzurro: fuori Calhanoglu, dentro Gagliardini. Modifica obbligata nel finale per il problema muscolare avvertito dal turco.

Player Analysis: focus sul singolo nerazzurro

TOP – Un’altra (ottima) prestazione di coppa opposta a quelle (pessime) viste in campionato: Barella (vedi pagelle di Inter-Juventus). Un’ora abbondante di grande calcio prima della sostituzione “strategica” di Inzaghi. Le migliori giocate della serata passano dai suoi piedi, a partire dalla palla che Dimarco trasforma in rete. Tanta corsa, a tratti inarrestabile (se non con pestoni vari…), e iniziativa. Alza il livello del reparto e fa cambiare i pronostici: con il miglior Barella in campo l’Inter – almeno in Italia… – è sempre favorita rispetto agli avversari. Carico.

Post-Game Analysis: considerazioni finali sulla partita

COMMENTO – L’Inter si mostra subito aggressiva, la Juventus attendista. La squadra nerazzurra costruisce, quella bianconera al più distrugge. La prima corre e gioca, l’altra non pressa né reagisce. Non è strano che l’1-0 arrivi dopo appena un quarto d’ora. Solo dopo “inizia” la partita della Juventus, che deve fare i conti con un’Inter chirurgica. Non perfetta ma sicura di sé. L’Inter inizia con il 3-5-2 e finisce con il 3-5-2. In mezzo i soliti cambi, alcuni scontati e altri obbligati, ma senza snaturare la formazione-tipo. Perché l’ultima cosa che vuole Inzaghi è snaturare la sua creatura disconoscendo la propria filosofia calcistica. A ciò pensa Allegri, che propone il 3-5-1-1 senza punti di riferimento in attacco e poi lo modifica sperando di recuperare lo svantaggio iniziale. Non c’è difesa a quattro o tridente offensivo che tenga: l’organizzazione tattica dell’Inter non dà margini di sviluppo a una squadra scarica come la Juventus vista a Milano. Allegri ancora una volta va a lezione da Inzaghi e torna a casa sconfitto… e pure di “corto muso” ora!

OSSERVAZIONE – L’1-0 va bene per la qualificazione alla Finale di Coppa Italia ma sta anche un po’ stretto. E non solo perché viene annullato il gol di Dzeko in versione Milito o perché Onana risulta inoperoso. L’Inter si dimostra più affamata, più forte, più squadra. Evidentemente le rotazioni attuate da Inzaghi nell’ultimo periodo stanno dando i frutti sperati. Calciatori più lucidi nelle giocate, partite gestite con più attenzione, vittorie costruite rinunciando alle “primedonne” (vedi Brozovic e Lukaku in panchina). Tutto questo fa parte del piano di Inzaghi, che se va avanti nelle coppe (pur avendo “sacrificato” malamente il campionato…) un motivo ci sarà. L’Inter giocherà un’altra finale nazionale a Roma con l’obiettivo di vincerla. E poi chissà. La testa è già al doppio Derby di Milano sullo sfondo della Champions League, ovvio. Nel frattempo vale la pena provare a recuperare terreno in Serie A… fondamentale! Questo gruppo può fare senza dubbio di più, questo allenatore merita sicuramente di più: l’Inter inzaghiana tanto criticata può essere più vincente che bella, se vuole. E vincere (altri) trofei è l’unica cosa che conta per Inzaghi, adesso.

Extra analisi tattica di Inter-Juventus (Coppa Italia)

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