Analisi tattica

Cagliari-Inter: Conte soffre lo specchio Maran, Sensi decisivo con 2 spunti

Altra vittoria per l’Inter di Conte, la prima in trasferta: 1-2 firmato dalla coppia d’attacco, Lautaro Martinez e Lukaku su rigore. Tutt’altro che spettacolare la prestazione dei nerazzurri, appannati dall’inizio fino al gol subito e poi incapaci di chiudere la partita, pur riuscendo a portare a casa i tre punti. Brilla ancora Sensi

FORMAZIONE – Ecco l’undici di partenza scelto da Conte per affrontare il Cagliari: Handanovic; D’Ambrosio, Ranocchia, Skriniar; Candreva, Vecino, Brozovic, Sensi, Asamoah; Lukaku, Lautaro Martinez.

Cagliari-Inter Probabile Formazione
Cagliari-Inter Formazione Ufficiale

MODULO – Squadra che vince non si cambia con la speranza di vincere anche la seconda, ed è così che l’Inter scende in campo con la medesima formazione vista al debutto contro il Lecce, Conte ovviamente non tocca nemmeno il suo sistema di gioco di fiducia: 3-5-2 con Ranocchia nel cuore della difesa, la regia dal basso tocca ovviamente a Brozovic.

PRIMO TEMPO – Non un grande inizio per l’Inter, che rinuncia al pressing alto e all’aggressività mostrata lunedì sera a San Siro, scegliendo la strategia attendista per far sfogare il Cagliari attraverso una manovra più compassata. Approccio dell’Inter poco propositivo e troppo molle. Si cerca il gioco in verticale senza fare densità in mezzo al campo, ma il peggio arriva dalla fasce, dove non si riesce ad allargare minimamente il gioco né a spingere, tutto l’opposto rispetto al debutto. Al 28′ l’Inter sblocca la partita con Lautaro Martinez che svetta più in alto di tutti e di testa la mette in rete su cross di Sensi dalla sinistra, pur dovendo aspettare la convalida del VAR per accertare che non fosse in fuorigioco nel duello con Cerri. Dopo l’ammonizione Brozovic gioca con il freno a mano tirato e si nota, anche per questo l’Inter non riesce a carburare in mezzo al campo, tralasciando la buona notizia del vantaggio. Situazione piuttosto imballata anche in attacco, dove non arrivano grandi palloni giocabili. Il primo tempo termina 0-1: un’Inter discreta tiene a bada un Cagliari aggressivo.

SECONDO TEMPO – Nessuna modifica a inizio ripresa per l’Inter, mentre per il Cagliari sì e anche per questo parte subito forte. L’Inter accusa il colpo, in particolare la freschezza dei rossoblù negli ultimi venticinque metri. Al 50′ Joao Pedro di testa buca Handanovic sfruttando al meglio un cross dalla destra, dormita collettiva nel far costruire e finalizzare l’azione dal lato di Asamoah, male sia il filtro (assente) a centrocampo e la marcatura (superficiale), per non parlare del movimento di Handanovic (immobile). Il pareggio sveglia l’Inter, che prova a macinare gioco con Sensi, che al 60′ colpisce anche una traversa da punizione dal limite. Aumentano gli spazi e si velocizza l’azione dell’Inter in verticale, anche la coppia formata da Lukaku e Lautaro Martinez si trova meglio. Al 69′ primo cambio per l’Inter: fuori Vecino, dentro Barella. Staffetta nel ruolo di mezzala destra. Al 72′ Lukaku spiazza Olsen dal dischetto su rigore conquistato magistralmente da Sensi, atterrato in area dopo una veronica alla Iniesta (o alla Zidane per i più nostalgici). Il cambio in mediana ottimizza la qualità del gioco perché l’ex beniamino della Sardegna Arena lotta su tutti i palloni al contrario dell’impalpabile uruguayano. Al 77′ secondo cambio per Conte: fuori Lautaro Martinez, dentro Politano. L’italiano si piazza alla destra di Lukaku, ma così come contro il Lecce non ha un ruolo fisso: spazia su tutto il fronte offensivo senza dare punti di riferimento, spesso agendo da ala sinistra. Al 79′ terzo e ultimo cambio per l’Inter: fuori Candreva, dentro Godin. Debutto assoluto per il centrale uruguayano, che si posiziona sul centro-destra facendo avanzare D’Ambrosio, che termina la partita da quinto di destra (come da immagine sotto allegata, ndr). L’Inter controlla la partita mantenendo il risultato, ma non riesce a essere concreta in attacco né pericolosa. Gli ultimi tentativi vanno a vuoto malamente, per fortuna dietro si scaccia il pericolo. Il secondo tempo termina 1-2: vittoria preziosa per l’Inter su un campo difficilissimo, tre punti sudatissimi.

Cagliari-Inter Formazione Finale
Cagliari-Inter Formazione Finale

PROTAGONISTA – Una partita può essere casuale, due ci stanno ma rischiano di diventare una piacevole abitudine da parte dell’arma tattica di Conte: Sensi. Il centrocampo del Cagliari mette in crisi quello dell’Inter, ma il numero 12 interista riesce a trovare i due spunti che decidono la partita: prima l’assist dello 0-1, poi il rigore guadagnato per l’1-2. Impossibile chiedergli di più in una partita in cui a girare intorno a sé non c’è veramente nessuno. Notevoli altre due azioni condotte a testa alta, elemento preziosissimo. Imprendibile.

COMMENTO – Partita brutta, bruttissima. Inter non bella, né bruttissima. Maran prepara la partita allo specchio mettendo in difficoltà Conte, questo è un dato di fatto. Il 3-5-2 del Cagliari ha più spinta dell’Inter sulle fasce, in particolare Candreva soffre l’esuberante Pellegrini, ma ha anche una falla: Nandez reinventato quinto di destra è l’anello debole che toglie un incontrista in mezzo al campo per relegarlo sulla corsia laterale, dove il gioco sporco funziona fino a un certo punto. Il Cagliari riesce nel tentativo di distruggere il gioco dell’Inter più che costruire il proprio, ma alla lunga non può durare e i due spazi trovati da Sensi regalano la vittoria a Conte. Paradossale la situazione che si crea: l’Inter paga il “doppio regista” (Brozovic basso e Sensi da mezzala) perché Vecino è poco collaborativo, specie dopo l’ammonizione di Brozovic perennemente a rischio espulsione, eppure le giocate decisive arrivano proprio dall’unico che riesce a sganciarsi dal vincoli tattici di Conte. Non è blasfemo affermarlo: l’Inter porta a casa tre punti grazie alla mente calcistica di Sensi, che ha due marce in più degli altri ventuno in campo. E la tecnica c’entra solo parzialmente, perché è la testa a fare la differenza a certi livelli. L’ottima prestazione di Sensi può far sorridere Conte, ma finisce lì: in crescita solo Skriniar, perfino Lukaku è apparso incredibilmente più “pesante” rispetto a Inter-Lecce, così come Lautaro Martinez imballato nonostante il gol. E qui va evidenziato un altro paradosso: entrambi gli attaccanti in calo singolarmente, ma in coppia crescono e si cercano con più insistenza. Un bel messaggio di Conte a favore del collettivo che è più importante del singolo. Un bel messaggio per Icardi, ammesso l’abbia recepito… Adesso la sosta, poi l’Udinese: la rincorsa dell’Inter è iniziata, a mercato chiuso si potranno fissare i veri obiettivi stagionali.

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