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Samaden: «Inter Primavera, con Sheriff passo indietro. Servirà a crescere»

Samaden, responsabile del settore giovanile dell’Inter, ha parlato ai microfoni di Inter TV della prestazione contro lo Sheriff in Youth League (vedi articolo) e del prossimo turno di campionato contro il Verona.

SOTTOTONO – Roberto Samaden non è pienamente soddisfatto della prestazione offerta dall’Inter Primavera contro lo Sheriff in Youth League: «Il passo indietro l’abbiamo fatto nella prestazione rispetto alle altre di Youth League. I ragazzi non hanno sicuramente offerto una delle prestazioni migliori. A livello individuale ci cono stati tanti giocatori sottotono e tanti errori. Probabilmente l’analisi che stavamo facendo col mister è che c’è stato un approccio prendendo sotto gamba l’avversario, visti i risultati che aveva fatto. Questo purtroppo coi giovani capita. Non deve capitare, ma diventano delle lezioni che magari vengono utili in futuro».

Percorso di crescita

COMPETIZIONE – Secondo Samaden queste partite possono essere utili alla crescita dei ragazzi: «La Youth League è una competizione che per definizione non ha come obiettivo quello della vittoria, cioè di essere una competizione per arrivare a vincere, ma per far crescere i ragazzi. Così è nata, così la UEFA vuole. Poi a vincere ci tengono tutti, i ragazzi, noi e tutte le squadre che partecipano a questa bellissima competizione. Uno dei passaggi è anche quello di affrontare partite che dai per scontate, ma che invece non lo sono, visto che lo spirito della squadra avversaria è stato fin dal primo minuto quello di lottare su ogni pallone, di metterci in difficoltà con le loro armi. Noi non siamo stati in grado di interpretare la partita nella maniera giusta, che voleva dire mettere in evidenza le nostre qualità e la nostra superiorità dal punto di vista tecnico. Questo è un passaggio che i ragazzi faranno nel loro percorso di crescita. Sicuramente impareranno a gestire meglio queste partite. Il secondo tempo è stato migliore, ma se conto le occasioni create e i tiri in porta, alla fine sono stati veramente pochi. È un ulteriore passo verso quello che devono imparare a fare quando usciranno dal settore giovanile».

Atteggiamento migliore

RABBIA – Questa è la visione di Samaden sul girone che vede l’Inter in testa: «Riferendomi a quello che è lo spirito della competizione, non cambierebbe la valutazione anche se fossimo secondi, terzi o quarti. Ogni partita deve darci l’opportunità di fare una bella esperienza, di crescere. Quando trovi squadre che pensi possano essere inferiori come caratura tecnica, devi essere in grado di mettere in mostra questa superiorità. Non l’abbiamo messa e questo i ragazzi l’hanno capito da soli. Sono sicuro che nelle prossime partite riusciranno a scendere in campo con un atteggiamento migliore. Il mister è giustamente arrabbiato, i ragazzi anche. Speriamo che la loro rabbia si tramuti in una prestazione positiva nella prossima partita».

Prossimo impegno

CAMPIONATO – Samaden ha concluso parlando del prossimo turno di campionato contro il Verona: «Il campionato a 18 squadre è un campionato in cui ogni partita, se non la affronti nella maniera giusta, rischi di perderla contro qualsiasi squadra. Lo stanno dimostrando i risultati di tutte le partite. Ci sono squadre che partivano con i favori del pronostico che si trovano nelle posizioni di coda e qualche squadra che non era considerata come favorita è in questo momento nelle posizioni che qualificano per le finali. Anche qui è necessario che ogni partita venga affrontata nella maniera giusta, perché il Verona è un’ottima squadra che è salita quest’anno dalla Primavera 2 e ha un ottimo allenatore, dei giocatori importanti. È un settore giovanile che produce sempre giocatori. Da questo punto di vista è bello poterle giocare sia di martedì che di sabato. È il modo migliore per far sì che i ragazzi crescano. La affrontiamo con lo stesso spirito con cui siamo andati a Empoli. A parziale scusante delle prestazioni delle ultime due partite c’è il fatto che durante la pausa delle nazionali il nostro mister non ha allenato la squadra per 10 giorni. Perché metà della rosa era in nazionale e metà era ad allenarsi con la prima squadra e ha fatto una grandissima esperienza. Questo fa sì che non riuscire a lavorare tutti i giorni provochi nei ragazzi qualche incertezza. Col Verona ci aspettiamo che facciano qualche passo in avanti. Già con l’Empoli nel secondo tempo hanno fornito una buona prestazione. Proseguiamo lavorando, che è l’unica cosa che dobbiamo fare con loro».

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